Ordine dei Farmacisti della provincia di Macerata

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L'Ordine è un "Ente di diritto pubblico non economico" i cui provvedimenti hanno carattere di "atti amministrativi" sottratti al controllo esterno di legittimità. È dotato di autonomia organizzativa e di regolamentazione, ed è retto da un Consiglio direttivo composto da un numero di membri calcolato in rapporto al numero degli iscritti.

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La Puglia è tra le nove regioni incluse nella sperimentazione della "Farmacia dei servizi", ma al termine della stessa il progetto sarà esteso a tutte le regioni grazie a un ulteriore finanziamento: un altro milione per ogni Regione, vale a dire che «ci saranno molto probabilmente 20 milioni di euro a disposizione del sistema delle farmacie». È quanto hanno annunciato il presidente dell'Ordine dei Farmacisti Bari e Bat e vicepresidente della Fofi Luigi D'Ambrosio Lettieri e il direttore del dipartimento salute della Regione Puglia, Vito Montanaro, in occasione della inaugurazione a Bari del master post laurea "Farmacista del territorio: competenze e ruolo professionale", promosso e organizzato da Ordine dei Farmacisti Bari e Bat e Università di Bari, con il patrocinio di Fofi e Federfarma.
«Nei prossimi giorni la Conferenza Stato-Regioni - hanno spiegato - approverà la richiesta di estensione». Nello specifico Montanaro ha spiegato che «l'idea è finanziarla con i progetti di piano, integrando così gli originari nove milioni stanziati con un altro milione per ogni Regione, quindi ci saranno molto probabilmente 20 milioni di euro a disposizione del sistema delle farmacie».
Al vaglio della Stato-Regioni, lo si ricorda, è anche il disciplinare tecnico della farmacia dei servizi, le linee guida che definiscono la sperimentazione finanziata da avviare nelle prime regioni selezionate.

Inaugurazione del Master "Farmacista del territorio"

Altra novità che riguarda la Puglia è l'ingresso nel tavolo tecnico istituito al Ministero della Salute, nel gruppo di lavoro che si occuperà della revisione del Patto per la salute 2020-2022, insieme con Veneto, Emilia, Lombardia, Piemonte, Lazio e Campania, « le Regioni che dettano le regole. Far parte di questo gruppo di lavoro per la Puglia è molto importante».
Il master è stato inaugurato dalla lectio magistralis del presidente della V Sezione del Consiglio di Stato, Francesco Caringella, su "La tutela della salute e l'articolo 32 della Costituzione": «Credo poco al regionalismo differenziato quando si parla di salute, credo invece allo statalismo non differenziato - ha esordito Caringella - La salute in Italia è caratterizzata da una diseguaglianza e questo contraddice il concetto stesso di salute che invece significa eguaglianza. C'è un problema enorme, perché la salute nel Mezzogiorno gode di cattiva salute. Società e politica al Sud devono fare un salto di qualità con la collaborazione dei cittadini. L'articolo 32 della Costituzione - ha spiegato il magistrato - è una norma di attuazione difficile, addirittura durante i preparatori si parlò di utopia, perché garantire la salute è impossibile. Se per salute intendiamo le cure gratuite ed efficienti immediate per tutti, evidentemente è un obiettivo irraggiungibile. Però - ha concluso Caringella - quando capiamo che la salute vuol dire anche ambiente, lavoro, lotta alle povertà, allora gli spazi per una politica virtuosa ci sono. In questo le Regioni hanno un ruolo primario, perché lo Stato garantisce livelli essenziali ma poi sono le Regioni che devono attuare le politiche statali attraverso l'utilizzo virtuoso delle risorse».

All'inaugurazione del master hanno partecipato: Stefano Bronzini, neo rettore dell'Università di Bari; Antonio Felice Uricchio, Consiglio direttivo dell'Anvur; Vito Montanaro, direttore del dipartimento della Salute della Regione Puglia; Francesco Leonetti, Direttore Dipartimento Farmacia Scienze del Farmaco e Sergio Fontana, presidente Confindustria Bari e Bat.
Ad aprire i lavori sono stati D'Ambrosio Lettieri e il coordinatore scientifico del master, Carlo Franchini. Al termine della lectio magistralis, gli interventi di Antonio Moschetta, professore ordinario del dipartimento interdisciplinare di Medicina dell'Università di Bari e Luca Pani, professore ordinario di Farmacologia nell'Università di Modena e Reggio Emilia, nonché di Psichiatria clinica nell'Università di Miami.
Pani e Moschetta si sono confrontati sul tema: "L'innovazione sostenibile: il farmaco e le sfide per il futuro del nostro servizio sanitario nazionale". Moschetta ha sottolineato come «l'apporto dei ricercatori sia indispensabile per il progresso, ma innovazione significa creatività e le nostre università devono impegnarsi a renderlo possibile. Il punto è evitare che il laureato si trovi ad inseguire un lungo e tortuoso imbuto formativo e, poi, trovarsi in un ospedale ad applicare linee guida». Pani ha posto l'accento sulla necessità di «coniugare disponibilità, spesa e salute come corretto approccio alla sanità pubblica».

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I giovani laureati in farmacia bloccati dalla burocrazia e da leggi che tutelano solo l'interesse particolare, se ne vanno all'estero per lavorare e realizzare le proprie idee; serve un pacchetto di riforme che rimetta in moto l'ascensore sociale attualmente bloccato e crei concorrenza.
Questo uno dei temi emersi nel corso della sessione unificata svoltasi nel corso di FarmacistaPIù 2019 curata da Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, Confederazione Unitaria Libere Parafarmacie Italiane e Federazione Nazionale Parafarmacie Italiane, riportata da una nota congiunta. A trattarlo Fabio Romiti, vicepresidente Mnlf: «La crescita del Paese, aumentare gli investimenti pubblici, ridurre il carico fiscale sul lavoro, la lotta all'evasione e alla disoccupazione, sono priorità, ma sarebbe opportuno aggiungere, nel capitolo delle riforme, un paragrafo dedicato al contrasto alle iniquità e alle diseguaglianze. Tuttavia, troppe sono ancora le barriere presenti all'interno del mondo universitario, delle professioni, delle attività economiche. Giovani laureati in architettura, in farmacia, in medicina, o che hanno in mente un'idea da intraprendere, sono bloccati dalla burocrazia e da leggi che tutelano solo l'interesse particolare. L'ascensore sociale è bloccato. Con una differenza però: una volta rimanevi al suo interno per sempre, oggi scappi per andare all'estero. Lenzuolate 2.0? Sì, un pacchetto di riforme che rimetta in moto quell'ascensore. Chissà che qualcuno invece di andarsene, ritorni, magari con qualche amico conosciuto in Europa. È necessario riprendere, per il nostro settore, quelle riforme portare concorrenza anche per i farmaci di fascia C pagati direttamente dai cittadini. Questa categoria deve risolvere una marea di problematiche, va bene cercare nuovi spazi, va bene la farmacia dei servizi, ma per essere pronti è necessario affrontare questi problemi».

Parafarmacie non sono mere attività commerciali

Ambrogio Sartirano, coordinatore regionale delle parafarmacie ha sottolineato come «provvedimenti autoreferenziali sitano provocando numerosi danni proprio ai cittadini. Il caso delle autoanalisi è emblematico: mentre perfino le banche offrono questo servizio ai propri clienti, noi ci facciamo la guerra impedendo, in alcune regioni, di svolgere questo servizio di prevenzione alle parafarmacie».
Matteo Branca, consigliere Fnpi, ribadisce «l'importanza sociale, sanitaria, occupazionale ed imprenditoriale conquistata. Noi non siamo - ha detto - solo una mera impresa commerciale, ma un vero e proprio presidio sanitario che fa dell'attenzione al paziente il proprio punto di forza, questa è la concorrenza virtuosa, la spinta al miglioramento, miglioramento di una intera professione, perché anche le farmacie vicine godono di questa spinta». Branca ha poi commentato la proposta della Fofi sull'accesso all'università: «Fare ancora proposte di chiusura, come quella sull'accesso all'università non risolve i problemi, bisogna fare proposte che ampliano le possibilità di lavoro, noi a volte sostituendoci a ruoli istituzionali le abbiamo avanzate, per tutte quella relativa all'obbligo della presenza del farmacista in tutti i luoghi ove si dispensa il farmaco».
Vincenzo Devito, presidente Mnlf, riporta la nota, ha chiuso i lavori i lavori con un riferimento "ai tentativi di far tornare indietro le riforme". «Stanno girando progetti di varia natura che si pongono come obbiettivo di far rientrare il farmaco in farmacia, in particolare Sop e Otc, alcuni sono talmente assurdi da risultare illeggibili. Tale ricerca avvallata da Fofi e Federfarma non ha alcuna possibilità di arrivare in porto, noi siamo pronti a ricorrere in tutte le sedi».

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