Ordine dei Farmacisti della provincia di Macerata

Chi siamo

L'Ordine è un "Ente di diritto pubblico non economico" i cui provvedimenti hanno carattere di "atti amministrativi" sottratti al controllo esterno di legittimità. È dotato di autonomia organizzativa e di regolamentazione, ed è retto da un Consiglio direttivo composto da un numero di membri calcolato in rapporto al numero degli iscritti.

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Non ci sono nuovi obblighi rispetto a prima, non aumenteranno le prescrizioni veterinarie, non ci sono nuovi costi per operatori e possessori di animali, nessuna lungaggine nelle procedure: il tempo medio necessario per una prescrizione è di 3 minuti, 2 minuti se si usa la App su smartphone. Queste alcune delle smentite che il ministero della Salute ha ritenuto necessario fare "in risposta ad alcuni articoli comparsi in questi giorni", alcune informazioni fornite sono "informazioni inesatte e fuorvianti per gli utenti e i consumatori".

Obblighi e costi
Non ci sono nuovi obblighi, sottolinea il Ministero, la ricetta veterinaria "resta obbligatoria negli stessi casi in cui lo era prima dell'entrata in vigore della prescrizione elettronica. Quindi non vi è alcun motivo per cui con il formato elettronico il numero delle prescrizioni debba aumentare". E non si introducono "né nuovi obblighi né adempimenti aggiuntivi, rispetto a quelli già previsti dalla normativa vigente, a carico dei veterinari e degli utenti finali, anzi determinerà una riduzione di obblighi e un notevole risparmio di mezzi impiegati da parte dei fruitori del sistema, grazie alla possibilità di avvalersi di un sistema che permetterà un recupero veloce di informazioni e dei dati raccolti nei sistemi informativi ministeriali".
Il ministero corregge anche chi parla di un aumento del costo delle spese veterinarie per i possessori di animali: "La ricetta veterinaria elettronica non è in alcun modo correlata all'emissione della fattura elettronica, come è stato scritto da più parti. Pertanto, il medico veterinario che prima non si faceva pagare per la semplice emissione di una ricetta cartacea, senza una prestazione clinica, dovrebbe ugualmente non farsi pagare". E precisa: "Il nuovo sistema non va a modificare in alcun modo la gestione fiscale e professionale della prestazione di prescrizione da parte del medico veterinario rispetto all'utilizzo della ricetta cartacea. Il sistema consente, anche, al veterinario di indicare sulla ricetta se si tratta di una prescrizione di farmaci necessaria al prosieguo di terapia, alla cura di una malattia cronica o all'adozione di una nuova terapia". Inoltre, cita la Cassazione (sentenza n. 21972 del28.10.2015) che ha affermato come "in presenza della corretta tenuta della contabilità da parte del contribuente, sia giustificabile la gratuità dell'opera svolta, purché tali prestazioni siano in un rapporto di minoranza rispetto al totale di quelle rese e che siano caratterizzate dalla semplicità delle stesse".

Tempi di gestione
Il ministero sottolinea, infine, di avere letto di disservizi del sistema come causa di lunghezza dei tempi necessari alla prescrizione elettronica: "Il Centro Servizi Nazionale c/o l'Izsam che gestisce il sistema informatico, ha effettuato le verifiche del caso e ha confermato che su un numero di 500.000 ricette emesse dal 1° gennaio 2019, il tempo medio necessario per una prescrizione tramite postazione fissa èstato pari a 3 minuti e tramite App è risultato essere più veloce, pari a circa 2 minuti".
E conclude ricordando le due note informative, trasmesse a Regioni, Province autonome e alle Associazioni di categoria, e pubblicate sul sito istituzionale e il corso Fad con le Federazioni nazionali dei veterinari e dei farmacisti, accessibile dal sitohttps://www.ricettaveterinariaelettronica.it/, oltre che da quelli delle due Federazioni.

Farmacista33

Mentre la Federazione degli ordini dei medici (Fnomceo) per chi non è in regola con gli obblighi formativi riconferma, a partire in particolare dall'anno prossimo, la stretta su controlli e sanzioni, è acceso il dibattito tra i professionisti della sanità sulla necessità e l'opportunità di strutturare strategie sanzionatorie più stringenti per aumentare l'aderenza a quanto previsto dalle norme. Ne abbiamo parlato con il referente della formazione per la Fofi, nonché membro della Commissione nazionale Ecm, Giovanni Zorgno, con il quale abbiamo fatto un punto sulla situazione dei farmacisti e sul Dossier formativo di gruppo. «L'anno scorso» ha spiegato a Farmacista33 Zorgno, che è anche presidente dell'Ordine di Savona, «sono state introdotte alcune novità che rendono difficile, al momento, capire quanto sia la aderenza agli obblighi da parte dei farmacisti. In particolare, con la possibilità di spostare i crediti dal triennio in corso (2017-2019) al triennio concluso (2014-2016) - che sarà attiva fino a fine anno - non potremo avere un quadro preciso di nessuno dei due trienni fino a quando non verranno caricati da parte di Agenas tutti i crediti di fine anno. Il che significa che indicativamente fino a marzo dell'anno prossimo non sapremo quanti farmacisti si sono formati e che percentuale di crediti hanno realizzato rispetto al fabbisogno totale. Senza questo scenario, d'altra parte, diventa difficile avviare ragionamenti in merito a obiettivi, controlli e sanzioni e definire qualsivoglia strategia. Per ora, l'approccio che stiamo perseguendo è quello di fornire ai farmacisti strumenti che rendano il più possibile flessibile e adattabile alle esigenze di tutti la formazione Ecm, insistendo molto anche sul concetto che se si vuole essere all'altezza del paziente e dell'evoluzione del sistema salute, oggi, è imprescindibile formarsi».
Mentre «la strategia vera e propria per aumentare l'aderenza verrà caso mai elaborata una volta che avremo dati certi». 
Quanto agli strumenti messi a disposizione per avvicinare i farmacisti alla formazione Ecm «ricordiamo, in primo luogo, il Dossier formativo di gruppo e la piattaforma strutturata dalla Fofi, che ha reso disponibili dall'inizio del triennio a oggi 15 corsi Fad gratuiti per un totale di 107 crediti. Abbiamo anche dato grande impulso allo strumento dell'autoformazione, che oggi può coprire il 20% del fabbisogno, sensibilizzando anche gli Ordini provinciali, e cercato di spingere sull'istituto del recupero dei crediti da un triennio all'altro».
Quanto ai prossimi step, «per quest'anno abbiamo raggiunto l'obiettivo che ci eravamo posti di offrire Fad gratuiti a copertura della coerenza del 70% del Dossier formativo di gruppo (per un totale di 98 crediti). Questo triennio è stato un po' un banco di prova per il Dossier formativo di gruppo. Ora, stiamo pianificando i corsi per l'anno prossimo, che avranno quindi durata di un intero anno». 

Farmacista33

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