Ordine dei Farmacisti della provincia di Macerata

Chi siamo

L'Ordine è un "Ente di diritto pubblico non economico" i cui provvedimenti hanno carattere di "atti amministrativi" sottratti al controllo esterno di legittimità. È dotato di autonomia organizzativa e di regolamentazione, ed è retto da un Consiglio direttivo composto da un numero di membri calcolato in rapporto al numero degli iscritti.

Continua a leggere

FOFI

fofi

'Più social, più human', questo il titolo della 23° edizione di Cosmofarma Exhibition, a Bologna dal 12 al 14 aprile, che vedrà gli operatori del mondo della farmacia riuniti in un evento che vuole mettere al centro la relazione, intesa non solo come relazione con il cliente, ma anche tra tutti gli attori del comparto. Il tema delle relazioni umane sarà sviluppato nelle sue più svariate sfumature grazie all'intervento di importanti partner ed esperti. Con l'ingresso nel mercato delle catene e con lo sviluppo delle vendite online di prodotti farmaceutici, è la ricerca di un confronto con un operatore professionale e competente che spinge il paziente a recarsi in farmacia. «Il lavoro di questi anni ha fatto della manifestazione un format riconosciuto e apprezzato» ha dichiarato Gianpiero Calzolari, Presidente di BolognaFiere Cosmofarma presentando la nuova edizione «La congiunzione quest'anno con Pharmintech, dedicata al life science, porterà a Bologna l'intera industria, per un momento di business e di incontro di alto livello». 
Oltre 400 le aziende espositrici dell'edizione 2019 con un'area espositiva aumentata del 10%: di edizione in edizione, Cosmofarma si propone come di essere un punto di riferimento per il mondo della farmacia. Oltre 80 i convegni organizzati durante la manifestazione, con approfondimenti e spunti articolati secondo 4 filoni: relazioni umane, novità dell'edizione 2019, per riportare al centro dell'attività del farmacista le relazioni con il cliente/paziente, divenute sempre più l'elemento caratterizzante del punto vendita; manageriale & digital, con spunti per rendere più competitiva la farmacia;scientifico, con il coinvolgimento di medici e studiosi; istituzionale, con tematiche relative allo scenario politico, economico e legislativo del settore. 
«Cosmofarma è sempre una preziosa occasione di confronto sui grandi temi di interesse del settore, di scambio di informazioni su prodotti e servizi per aumentarne l'efficienza e la professionalità, integrando sempre più la farmacia nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale, nella territorializzazione delle prestazioni sanitarie e nei progetti per la cronicità» ha dichiarato Marco Bacchini, Presidente di Federfarma «l'evento è una occasione unica per parlare di comunicazione e fare informazione, al cittadino e agli stakeholder. Inoltre, abbiamo scelto Cosmofarma per festeggiare i 50 anni di Federfarma». 
Anche quest'anno torna - per la quinta edizione consecutiva - Cosmofarma StartUp Village, l'area dedicate alle start-up e agli spin off per il mondo della farmacia. Infine per il secondo anno, Bologna sarà capitale della salute:
dal 10 al 14 aprile 2019 le più importanti farmacie di Bologna e provincia daranno la possibilità di effettuare degli esami a condizioni dedicate.

Farmacista33

La Legge italiana prevede che l'uso del defibrillatore semiautomatico (Dae) in sede extraospedaliera, sia consentito a chi abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardio-polmonare, ma se c'è chi sostiene che, anche da un punto di vista penale, non ci siano comunque rischi a usarlo in caso di emergenza, ma solo possibili benefici per chi è soccorso, c'è chi chiarisce che un uso scorretto può mettere a rischio la salute del soccorritore che può incorrere in un arresto cardiaco se colpito dalla scarica. Il dibattito si è avviato sui social a commento di un articolo pubblicato su un blog di un'associazione locale di soccorritori del 118. I volontari del 118 spiegano che "non esiste nessun rischio pratico nell'utilizzare il defibrillatore senza aver frequentato corso Blsd" (Basic life support-defibrillation) in quanto la diagnosi non spetta all'esecutore, effettuare la diagnosi del ritmo defibrillabile è il defibrillatore stesso". Inoltre, sottolineano che "chi agisce per salvare una persona, lo fa ovviamente in buona fede e per il codice penale (art. 54) non è responsabile penalmente colui che ha commesso un fatto, essendovi costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona", mentre se non si aiuta si rischia l'omissione di soccorso, che è punita dall'articolo 593 del codice penale". Le affermazioni hanno sollevato un dibattito nel merito di competenze ed emergenze e su tutti riportiamo le precisazioni di Francesco Palagiano, responsabile della sezione farmacisti del Giec (Gruppo intervento nelle emergenze cardiologiche): "La necessità di frequentare un corso teorico pratico abilitante per l'utilizzo del defibrillatore, ha lo scopo di tutelare la salute di chi soccorre, non per porre ostacoli all'uso del Dae. È vero che il Dae non può tecnicamente far danni all'infortunato, in quanto può emettere una scarica solo se rileva un "ritmo defibrillabile," cioè un cuore in arresto cardiaco. È però altrettanto vero che, nel caso di "scarica consigliata", se uno o più soccorritori toccano il paziente, la scarica può mandare in arresto il loro cuore". A questo aspetto di scurezza, va aggiunto che nel corso "si apprendono e ci si esercita in tutte quelle manovre di rianimazione, compressioni cardiache, insufflazione, fondamentali per mantenere un adeguato flusso di sangue ossigenato al cervello, durante la successione di scariche, raramente ne basta una sola, di solito ne servono diverse, anche più di dieci, necessarie per far ripartire il cuore. Inoltre, si impara a gestire l'emergenza, senza commettere errori, che possono ridurre la probabilità che l'infortunato superi l'accidente cardiaco senza conseguenze (soprattutto cerebrali) a lungo termine. Il corso Blsd è per sua natura indirizzato al "personale laico", e le manovre di rianimazione e l'uso del Dae sono consentite espressamente a tutti, a prescindere dal titolo di studio, per cui non si compie nessuna usurpazione di professione se si imparano a praticare, e si impara ad utilizzare un Dae". Il rischio, commenta Palagiano a farmacista33, è che "se si incorre in incidenti collegati all'uso del Dae venga messo in discussione tutto l'impianto del progetto che prevede la presenza di questi dispositivi salva vita sul territorio, in punti strategici, comprese le farmacie».

Farmacista33

© Ordine dei Farmacisti della provincia di Macerata 2013-2019 - Powered by SpoonDesign & Studiofarma