Ordine dei Farmacisti della provincia di Macerata

Chi siamo

L'Ordine è un "Ente di diritto pubblico non economico" i cui provvedimenti hanno carattere di "atti amministrativi" sottratti al controllo esterno di legittimità. È dotato di autonomia organizzativa e di regolamentazione, ed è retto da un Consiglio direttivo composto da un numero di membri calcolato in rapporto al numero degli iscritti.

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Abolire il superticket, innalzare il finanziamento del Fondo sanitario nazionale e ridurre i vincoli per assumere personale sanitario e in particolare 15 mila infermieri: sono le tre priorità da cui intende partire il nuovo ministro della Salute Roberto Speranza, come affermato all'indomani dal giuramento. Speranza intende ripartire dal disegno di legge 278, da lui depositato da parlamentare a luglio 2018, "Disposizioni in materia di finanziamento del Ssn". La proposta ha un costo, variabile, tra i 2,2 e i 4,2 miliardi, per il quale comunque sarebbero individuabili coperture.

Abolizione superticket

Si parte dal superticket introdotto nel 2008 sulla ricetta specialistica, 10 euro a carico del paziente che in alcune regioni virtuose sono stati disinnescati del tutto (Val d'Aosta, Trentino-Alto Adige, Lazio, Basilicata) o in parte almeno per i redditi Isee medio-bassi. E resta intatto sostanzialmente solo al Sud e nelle isole (segnatamente in Abruzzo, Liguria, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna). Ad ogni modo, il gettito atteso da questa per le casse dello stato si è ridotto da 800 milioni iniziali agli attuali circa 600 milioni. L'abolizione sarebbe coperta per un decimo (60 milioni) dal Fondo per la riduzione del superticket istituito dalla Finanziaria 2018, valido fino al 2020, e per 545 milioni "dall'abolizione della deduzione forfetaria dei canoni di locazione, che è pari al 35 per cento per le cosiddette di- more storiche".

Finanziamento Fsn e assunzioni

La seconda priorità è il finanziamento del Fsn. Qui il passaggio è con il Mef, a cui dovrà chiedere di confermare il finanziamento aggiuntivo di 2 miliardi, previsto dall'ultima Finanziaria per il 2020 solo in caso di congiuntura economica favorevole e di approvazione del Patto salute fra Stato e Regioni e di aggiungere un altro miliardo e mezzo per arrivare a 118 milioni di spese per il Servizio sanitario nazionale da ripartire tra le 21 regioni e province autonome. Nel disegno di legge la scommessa di Speranza, firmatario insieme ad altri deputati LeU, sarebbe resa sostenibile da coperture tratte dalla riduzione di poco meno di un quinto della quota di deduzione degli interessi passivi concessa a banche ed assicurazioni e dalla tassazione degli apparecchi da intrattenimento.
Quanto al personale sanitario, il ddl chiede assunzioni: "alcuni dei vincoli imposti al personale dipendente per contenere la spesa complessiva producono effetti perversi sulla stessa", ad esempio "costringono le aziende a ricorrere a personale esterno il cui costo unitario eÌ superiore, a parità di qualifica e di impegno lavorativo, a quello del personale dipendente. EÌ pertanto necessario rivedere alcuni vincoli, puntando più al governo della spesa complessiva che a quello della spesa per il personale dipendente".

Farmacista33

Se è vero che un quarto della spesa per i farmaci nel 2018 è stato sostenuto dagli italiani di tasca propria - 8,74 miliardi su 29,1 di spesa totale pubblica e privata - di questa fetta ben 1,6 miliardi sono stati spesi per le compartecipazioni alla spesa del Servizio sanitario: ticket e differenza tra farmaco di marca ed equivalente. In particolare, come afferma il Rapporto Osmed 2018 dell'Aifa, dei 26,6 euro spesi da ogni cittadino italiano ben 18 sono andati a coprire la differenza tra prezzo dell'equivalente di riferimento e prezzo del medicinale di marca. Facendo del nostro Paese una sorta di fanalino di coda tra tutti quelli che usano farmaci a brevetto scaduto: pur ammontando questi ultimi all'84% delle confezioni presenti in farmacia, solo un 30% della spesa convenzionata è stato caratterizzato dall'acquisto di equivalenti meno costosi. 


Alla ricerca del brand

Il "brand" è più ricercato dai cittadini al Centro-Sud. Nel Lazio i cittadini spendono fino a 25 euro e passa a testa, e così in Campania e Sicilia; in queste due Regioni, come ha evidenziato il curatore di Osmed Francesco Trotta alla presentazione del Rapporto in Aifa, si conferma la correlazione tra maggior spesa del cittadino per il farmaco di marca e minor reddito, deviante rispetto alla regola secondo cui il cittadino spende di più per curarsi nelle regioni più "ricche". Rispetto al 2017, anno in cui questa spesa era cresciuta del 2,8% arrivando a 1.050 milioni, nel 2018 si superano i 1.125 milioni, con un aumento di oltre il 7%, doppio rispetto alla crescita del 3,8% caratterizzante la voce "compartecipazione". Al contrario, le regioni del Nord e la Toscana spendono in media il 25% in meno dei 18,62 euro che l'italiano-tipo è disposto a sobbarcarsi annualmente per procurarsi il farmaco più "blasonato". La maggior spesa dei cittadini per il farmaco di marca al Sud è bilanciata da una minor spesa per i medicinali di classe A acquistati privatamente e per i farmaci di classe C (con ricetta ma a carico del cittadino). Le regioni che mostrano un'incidenza della spesa privata maggiore della media nazionale sono Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia e Veneto mentre l'incidenza eÌ minore al Sud, a eccezione del Molise. Tutte le componenti della spesa farmaceutica privata nel 2018 hanno registrato un incremento, con le maggiori variazioni tra i medicinali di automedicazione (+7,6%), e nell'acquisto privato di medicinali di fascia A (+3,2%), mentre una variazione più contenuta è stata registrata per la spesa dei farmaci di classe C con ricetta (+2,2%). 

Farmaci a brevetto scaduto

L'anno scorso è scaduto il brevetto per alcune importanti molecole, tra cui rosuvastatina, adalimumab e trastuzumab. Si è arricchito così l'elenco dei farmaci a brevetto scaduto, che - come già accennato - costituiscono l'82% delle dosi di prodotti acquistati nelle farmacie convenzionate, pari al 66% di tutta la spesa convenzionata. Tra i principi per l'apparato cardiovascolare e gli antibiotici, quelli a brevetto scaduto coprono rispettivamente 84,5 e 84% della spesa globale del settore. In Emilia Romagna e Umbria i principi attivi a brevetto scaduto coprono l'84% della spesa. Segue staccato il Trentino con il 54%. In questo campo va però considerata l'effettiva propensione all'acquisto di equivalenti, che è inferiore al potenziale in molte regioni. Solo in Trentino l'equivalente copre il 42% del valore distribuito nelle farmacie territoriali, segue la Lombardia con il 40%. 

Biosimilari

Nel 2018 Osmed registra invece una crescita più marcata per i farmaci biosimilari. La spesa per la follitropina balza del 55%, quella per epoetina del 22,4, la somatropina del 22,3 e i fattori di crescita del 12,7. È l'Umbria la regione dove questi farmaci si consumano di più (1.098 daily defined dose per mille abitanti) seguita da Campania (1.098/1.000) e Puglia (1075). La spesa lorda pro capite maggiore è sostenuta in Campania (201 euro) Abruzzo (192 euro) e Calabria (190 euro), regioni reduci da deficit o tuttora in piano di rientro. Ultimo l'Alto Adige: spende 120 euro a residente. 

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