Ordine dei Farmacisti della provincia di Macerata

Chi siamo

L'Ordine è un "Ente di diritto pubblico non economico" i cui provvedimenti hanno carattere di "atti amministrativi" sottratti al controllo esterno di legittimità. È dotato di autonomia organizzativa e di regolamentazione, ed è retto da un Consiglio direttivo composto da un numero di membri calcolato in rapporto al numero degli iscritti.

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La Nota 96 - in vigore dal 27 ottobre e con la quale Aifa ha posto dei limiti alla prescrizione di farmaci per la "prevenzione e trattamento della carenza di vitamina D nell'adulto" - continua a dare problemi ai farmacisti.
A oggi non risulta da parte di Aifa una risposta alla richiesta di Federfarma, che qualche giorno fa, in una lettera, aveva segnalato che "con la Determina non si è provveduto a riclassificare tutti i farmaci concedibili attualmente in commercio a base dei principi attivi indicati" e che "l'assenza di chiare indicazioni a tale riguardo sta creando grandissime difficoltà sia ai medici, che non sono posti in condizione di poter prescrivere i farmaci coinvolti, sia alle farmacie, che non hanno indicazioni in merito alla spedibilità delle medesime prescrizioni, sia soprattutto ai cittadini ai quali viene impedito l'acceso alla terapia".
Intanto, da qualche Asl arrivano alcune indicazioni per gestire, almeno nell'immediato, il problema, ma resta uno stato di incertezza.


L'impatto della Nota 96 per la farmacia

Per quanto riguarda l'impatto per i farmacisti, va considerato che «una farmacia medio piccola tratta circa 3.000 ricette l'anno relative a farmaci a base di vitamina D, quindi si tratta di un numero notevole», ha spiegato a Farmacista33 Maurizio Cini, docente del dipartimento di Farmacia e biotecnologie dell'Università di Bologna e presidente Asfi.
Aifa indica che l'istituzione della Nota 96 si colloca nell'ambito delle attività di rivalutazione dell'appropriatezza prescrittiva: «Dal mio punto di vista», ha aggiunto Cini, «la Nota è stata introdotta per evitare usi non riconosciuti scientificamente; faccio per esempio riferimento a un protocollo terapeutico, non validato, che prevede l'assunzione di alte dosi di vitamina D in soggetti con patologie autoimmuni e nell'ambito della terapia del Parkinson». Cini sottolinea poi che «i problemi all'assunzione di alte dosi sono da una parte il costo elevato, dall'altra i possibili effetti neurologici anche gravi in caso di iperdosaggio. Da qui la richiesta della Nta di procedere all'esecuzione di esami ematici che rilevino il tasso di vitamina D prima di prescrivere il farmaco».


Le criticità rilevate. Problemi anche tra i medici

In merito alle criticità riscontrate, la problematica relativa alla specifica dei farmaci sollevata da Federfarma, che indicava la mancanza di una esatta corrispondenza tra le indicazioni previste dalla Nota 96 che fa riferimento a "prevenzione e trattamento della carenza di vitamina D nell'adulto", con le indicazioni terapeutiche dei farmaci potenzialmente coinvolti, ha un impatto importante anche secondo i medici.
Infatti - riportava ieri Doctor33 - oltre al farmaco più noto nelle sue versioni ci sono anche le associazioni, e «non necessariamente le associazioni sono contemplate dalla nota 96», spiega Giampiero Pirro responsabile comunicazione Fimmg Roma, «ma in farmacia pure le prescrizioni dei medici relative a esse sono rifiutate dal sistema, gestito da Sogei. E ciò avviene senza che sia ancora stato aggiornato dall'Aifa sulle banche dati l'elenco dei medicinali interessati dalla nota. Il medico è bloccato nella ricetta dematerializzata dal gestionale perché non allineato ed è deviato sulla ricetta "rossa" senza nota. Alcune farmacie passano le ricette "rosse", altre vogliono la Nota».


Variabilità locali

Una situazione su cui stanno arrivando anche indicazioni dalle stesse Asl. Tra quelle che si sono mosse, c'è per esempio la Ausl Imola (Uff. Farmaceutico) che ha proceduto a mandare un avviso, proprio per ovviare a «segnalati ritardi negli aggiornamenti dei gestionali sia dei medici, sia delle farmacie». Quindi ha ritenuto «necessario, anche a fronte di indicazioni regionali in merito, fornire indicazioni in parziale deroga ai tempi definiti in determina di cui sopra e al fine di evitare disagi agli assistiti». In particolare, i medici «fino al 31 ottobre, al fine di garantire, nei casi previsti, l'indicazione della Nota 96, potranno apporre a mano sul promemoria della ricetta dematerializzata tale indicazione, controfirmandola e timbrandola». Mentre per le farmacie, «eventuali prescrizioni di medicinali a base di vitamina D, prive dell'annotazione relativa alla Nota 96, saranno accettate solo se spedite entro il29 ottobre; le prescrizioni spedite dopo il 29 ottobre dovranno necessariamente essere complete dell'indicazione della Nota 96. Saranno ammesse a rimborso anche le prescrizioni dematerializzate che rechino, sul promemoria cartaceo, il riferimento alla Nota 96 corredato della controfirma e del timbro del medico - in questo caso, ovviamente, sarà necessario "declassare" la prescrizione da dematerializzata a cartacea». Resta da capire cosa fare, anche nei prossimi giorni, ma quello che è certo è lo stato di confusione e la incertezza su come gestire nella pratica le ricette e le situazioni in farmacia.

Farmacista33

Novità per i medicinali per la prevenzione e il trattamento della carenza di Vitamina D: nell'ambito delle attività di rivalutazione dell'appropriatezza prescrittiva, è stata istituita da parte di Aifa una nuova nota, la 96, con la quale sono stati introdotti, sulla base delle evidenze scientifiche, nuovi criteri regolatori per la loro prescrivibilità a carico del Ssn, limitatamente, al momento, alla popolazione adulta.
A darne notizia, il sito dell'Agenzia, che rende noto come sia in atto, da parte della Commissione Tecnico-Scientifica, "un analogo processo di rivalutazione degli stessi farmaci anche nella popolazione pediatrica", per i quali, tuttavia, fino a quando il processo non sarà eventualmente ultimato, "restano al momento invariate le condizioni di rimborsabilità a carico del SSN". Il provvedimento, a ogni modo, è contenuto nella determinazione n. 1533/2019 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Serie generale n. 252 del 26 ottobre 2019) e riguarda colecalciferolo, colecalciferolo/sali di calcio, calcifediolo. D'altra parte, secondo quanto si apprende nell'Allegato, «l'apporto supplementare di vitamina D eÌ uno dei temi più dibattuti in campo medico, fonte di controversie e di convinzioni tra loro anche fortemente antitetiche».


I contenuti della nota

Secondo quanto si legge nella determinazione, "la prescrizione a carico del SSN dei farmaci con indicazione "prevenzione e trattamento della carenza di vitamina D" nell'adulto (>18 anni) eÌ limitata prevenzione e trattamento della carenza di vitamina D" in determinati scenari clinici, che vengono individuati "indipendentemente" o "previa determinazione della 25(OH) D" - per quest'ultimo caso è messa a disposizione una flow chart.
Gli scenari clinici appartenenti alla prima casistica (con individuazione "indipendentemente dalla determinazione della 25(OH) D") sono:
- persone istituzionalizzate;
- donne in gravidanza o in allattamento;
- persone affette da osteoporosi da qualsiasi causa o osteopatie accertate non candidate a terapia remineralizzante (vedi nota 79).

Gli scenari "previa determinazione della 25(OH) D" sono:
- persone con livelli sierici di 25OHD < 20 ng/mL e sintomi attribuibili a ipovitaminosi (astenia, mialgie, dolori diffusi o localizzati, frequenti cadute immotivate);
- persone con diagnosi di iperparatiroidismo secondario a ipovitaminosi D;
- persone affette da osteoporosi di qualsiasi causa o osteopatie accertate candidate a terapia remineralizzante per le quali la correzione dell'ipovitaminosi dovrebbe essere propedeutica all'inizio della terapia (le terapie remineralizzanti dovrebbero essere iniziate dopo la correzione della ipovitaminosi D);
- una terapia di lunga durata con farmaci interferenti col metabolismo della vitamina D;
- malattie che possono causare malassorbimento nell'adulto.

A ogni modo, si legge ancora, per guidare la determinazione dei livelli di 25OH vitamina D - che comunque non deve essere intesa come procedura di screening e non eÌ indicata obbligatoriamente in tutte le possibili categorie di rischio - e la conseguente prescrizione terapeutica eÌ possibile fare riferimento alla Guida riportata nella Nota, che contiene una flowchart che esemplifica le casistiche. Nella determinazione, poi, è riportata una disanima del contesto, delle evidenze disponibili, delle avvertenze. Viene infine richiamata "l'importanza della segnalazione delle reazioni avverse che si verificano dopo la somministrazione dei medicinali".

Farmacista33

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