Ordine dei Farmacisti della provincia di Macerata

Chi siamo

L'Ordine è un "Ente di diritto pubblico non economico" i cui provvedimenti hanno carattere di "atti amministrativi" sottratti al controllo esterno di legittimità. È dotato di autonomia organizzativa e di regolamentazione, ed è retto da un Consiglio direttivo composto da un numero di membri calcolato in rapporto al numero degli iscritti.

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FOFI

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Presentazione di una documentazione scientifica a supporto dell'istanza di negoziazione, contenente una dichiarazione del valore terapeutico in rapporto ai principali trattamenti, informazioni autocertificate su commercializzazione, consumo e rimborsabilità del medicinale in altri Paesi e stima delle quote di mercato che si prevede di acquisire nei 36 mesi successivi, ma anche rassicurazioni da parte dell'azienda su capacità produttiva e di gestione degli imprevisti per presentare una fornitura sufficiente del farmaco. Queste le principali novità sulle procedure di negoziazione dei farmaci contenute nel decreto del ministero della Salute, sviluppato con il supporto del Mef e approvato ieri dalla Conferenza Stato-Regioni.
Il decreto definisce e disciplina il processo di negoziazione svolto dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) per decretare prezzo e rimborsabilità dei farmaci. Le novità riguardano non solo i medicinali autorizzati secondo procedura centralizzata ama anche "decentrata e nazionale". La validità del decreto viene pertanto estesa ai medicinali inseriti nell'elenco della lg. 648/1996 e a quelli di fascia C e Cnn (non negoziati). 
Specificata inoltre la documentazione che le aziende dovranno presentare al momento dell'istanza di negoziazione: l'azienda dovrà dimostrare il "valore terapeutico aggiunto che il medicinale deve assicurare in rapporto ai principali trattamenti con cui viene confrontato", oltre a "informazioni autocertificate sulla commercializzazione, il consumo e la rimborsabilità del medicinale in altri Paesi e una stima delle quote di mercato che si prevede di acquisire in Italia nei successivi 36 mesi". Richieste inoltre "rassicurazioni sulla propria capacità produttiva e di gestione di possibili imprevisti, nonché di anticipare le attività che intende attuare per garantire l'adeguata fornitura del farmaco".
Riproposti poi alcuni elementi della scorsa regolamentazione: necessaria quindi la previsione e la variazione di spesa derivante dal prezzo proposto, oltre alla valutazione dell'impatto economico finanziario successivo alla commercializzazione. Previste poi "precisazioni sullo status brevettuale del medicinale" e una quantificazione dei contributi e degli incentivi pubblici ricevuti in sede di ricerca e sviluppo.
Nell'eventualità che il medicinale non presentasse un vantaggio terapeutico adeguato, "per raggiungere l'accordo negoziale l'azienda dovrà fornire ulteriori elementi che esplicitino i vantaggi per il Ssn in termini economici".
il Ministero conclude comunicando la pubblicazione di indicazioni più dettagliate, con determinazione del direttore generale dell'Aifa, entro 30 mesi dall'adozione del decreto.

Farmacista33

La prescrizione di antibiotici registrate in Inghilterra fra 2014 e 2017 testimoniano un calo costante, che avviene però a due velocità: se infatti il tasso di riduzione annuale per gli under 55 si è mantenuto fra l'8% e il 9% (il più alto, 9,2%, per la classe 45-54), la riduzione per gli over 55 è stata inferiore, attestandosi fra 3% e 5%. Questi alcuni dei dati proposti da uno studio sviluppato da un gruppo di ricercatori del King's College di Londra, che si sono occupati di misurare la variazione nel numero di prescrizioni compilate da 102 medici generali.

Lo studio sulle prescrizioni di antibiotici

Lo studio, recentemente apparso su Bmj Open, evidenzia un generale calo di prescrizioni, dalle 608 su 1.000 del 2014, alle 489 su 1.000 del 2017, con una riduzione del 19,6%. Tale riduzione è stata costante in tutte le classi di età, ma decisamente inferiore per la classe di pazienti di età superiore ai 55 anni. Un dato che sarebbe da ricondurre alle differenti necessità terapeutiche delle classi demografiche.
Altro dato da segnalare riguarda la riduzione nell'uso di antibiotici ad ampio spettro, calato del 9,3% all'anno (dalle 221 prescrizioni su 1.000 del 2014 alle 163 del 2017): la diminuzione sarebbe riconducibile alla crescita della tendenza a utilizzare antibiotici specifici. Per quanto concerne le tipologie di antibiotici le cui prescrizioni sono maggiormente calate, al primo posto si trovano quelle per i farmaci per infezioni respiratorie (-9,8%), seguite da infezioni genitourinarie (-5,7%). Capitolo a parte per le prescrizioni senza indicazione, calate del 3.3%. Il dato positivo è controbilanciato dal fatto che più della metà del totale degli antibiotici nel quadriennio, è stata emesso senza documentazione di una specifica condizione clinica (il 54%).

Le conclusioni

Come riporta lo studio, la riduzione testimonia un maggiore impegno nella limitazione all'utilizzo di antibiotici in generale e in particolare di quelli ad ampio spettro, con un processo che avviene più rapidamente nelle classi demografiche più giovani (per via delle esigenze terapeutiche legate alle differenti età). Persistono tuttavia segnali di un utilizzo non necessario, documentati dall'alta percentuale di prescrizioni senza precisa indicazione clinica. Condizione, quest'ultima, che segnala la necessità di un miglioramento della codifica diagnostica.

Farmacista33

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