Ordine dei Farmacisti della provincia di Macerata

Chi siamo

L'Ordine è un "Ente di diritto pubblico non economico" i cui provvedimenti hanno carattere di "atti amministrativi" sottratti al controllo esterno di legittimità. È dotato di autonomia organizzativa e di regolamentazione, ed è retto da un Consiglio direttivo composto da un numero di membri calcolato in rapporto al numero degli iscritti.

Continua a leggere

FOFI

fofi

Tra le tematiche su cui si intende richiamare l'attenzione nel confronto aperto sul rinnovo del contratto dei dipendenti di farmacia c'è anche quella della tutela del direttore. Una figura che, soprattutto a seguito della Legge Concorrenza, prenderà sempre più piede e che avrà un sempre maggiore carico di responsabilità, come emerge anche dalle modifiche apportate al Codice deontologico l'anno scorso, ma per la quale «è necessario iniziare ad avviare una riflessione all'interno della categoria e introdurre elementi di tutela nella contrattazione». È questo uno degli spunti che emergono dal workshop "Farmacisti non titolari e addetti del settore si confrontano sulle ultime normative che stanno modificando il mondo delle farmacie in Italia: possibilità, rischi e prospettive" organizzato nell'ambito di Cosmofarma venerdì da Fiafant, a cui ha partecipato, tra gli altri, Filcams CGIL nazionale, la sigla confederale di riferimento dell'associazione. Tante le tematiche al centro della riflessione e, non da ultimo, la preoccupazione per la valorizzazione della professionalità del farmacista e del servizio al cittadino. Da sfondo c'è il contratto nazionale dei dipendenti di farmacia privata, scaduto da oltre sei anni e al momento in attesa di un prossimo incontro del tavolo, e quello delle farmacie pubbliche, per il quale sembra essersi riavviata la macchina tra Assofarm e sigle confederali. Ma, nel dibattito, un focus è stato dedicato anche al direttore di farmacia, una via possibile di «carriera» per il collaboratore farmacista, soprattutto in aziende di più grandi dimensioni. Su cui, però, «proprio le modifiche apportate al Codice deontologico l'anno scorso dalla Fofi» ha spiegato Benedetta Mariani, presidente Fiafant, «hanno messo in luce alcune criticità». Il contesto è quello della legge Concorrenza che ha disgiunto la titolarità della farmacia dal farmacista iscritto all'Ordine e soggetto al Codice deontologico: «una titolarità non professionale non è sanzionabile da un punto di vista deontologico. E laddove non sia sanzionabile "l'azienda", il direttore è a tutti gli effetti il primo livello di responsabilità rispetto all'organizzazione e alla gestione della farmacia, in una parola, a quanto avviene in farmacia».
Ecco allora che «a fronte di questa grande responsabilità, il direttore è e rimane un dipendente e come tale è, a tutti gli effetti, sottoposto a gerarchia aziendale. È proprio il nuovo codice deontologico ad aver messo in evidenza la fragilità di questa posizione: quand'anche il direttore venga sottoposto a pressioni aziendali, atte a mettere in campo comportamenti non leciti e non deontologici, ha comunque l'obbligo di farne segnalazione all'Ordine. Il punto, però, che rileviamo è che se il direttore ha obblighi ben precisi, in quella posizione, è, al contempo, privo di tutele».

Questo è un tema «su cui occorre avviare una riflessione» all'interno della categoria: «bisogna pensare alla tutela di chi si prende la responsabilità di fare una segnalazione all'Ordine o a chi di dovere». Anche perché «i contratti nazionali scaduti da troppo tempo non tengono conto delle realtà nuove e delle tutele necessarie». E non a caso uno degli elementi che a livello sindacale si sta avviando «è di portare la questione all'interno del tavolo, per introdurvi qualche elemento di contrattazione». Allo studio c'è anche l'idea di «mettere nel contratto nazionale un riferimento alla recente legge su whistleblowing, che tutela il dipendente, pubblico o privato, che segnala dall'interno dell'azienda comportamenti illeciti», con una tutela rispetto a comportamenti discriminatori e a licenziamenti, con l'onere da parte del datore di lavoro di dimostrare che l'adozione di tali misure siano estranee alla segnalazione mossa dal dipendente. Si tratta di «un tema in espansione anche in Europa, con una direttiva europea in lavorazione». 

Per quanto riguarda il rinnovo del contratto, dalla Filcams CGIL è stato ribadito l'impegno a «portare avanti sui tavoli contrattuali aperti» come si legge su Farmacie.Blog, di Fiafant, «le rivendicazioni di tutti i collaboratori di farmacia (farmacisti e non) e a sostenere gli strumenti anche di comunicazione e organizzazione messi in campo per coinvolgere i lavoratori nei percorsi di trattativa». A essere stato sottolineato è che nel corso degli interventi anche della parte datoriale a Comsofarma del contratto è stato fatto solo un «cenno, in riferimento alla necessità di formazione di tutta la squadra sottolineando come nel rinnovo i collaboratori vanno gratificati ma anche spinti a formarsi di più. I percorsi di formazione continua e l'assistenza sanitaria integrativa sono tra le richieste che fanno da tempo nella trattativa i sindacati confederali. Chi ha detto che i farmacisti italiani sono i più preparati d'Europa invece si è forse dimenticato che quelli che lavorano in farmacie non proprie (di chiunque siano) sono anche tra i più sottopagati».

Farmacista33

I dati Istat diffusi oggi relativi a febbraio 2019 segnalano un aumento del fatturato dell'industria in termini congiunturali dello 0,3%, proseguendo la dinamica positiva di gennaio, ma il settore farmaceutico incassa risultato negativo: -8,4% per l'indice grezzo degli ordinativi, in calo generale del 2,9%, e -3,3% per il fatturato corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 20 come a febbraio 2018).
Il commento ai dati diffusi dall'Istituto, sottolinea che "a febbraio si registra, per il secondo mese consecutivo, una crescita congiunturale del fatturato dell'industria, sostenuta dal mercato interno. La media degli ultimi tre mesi rispetto ai tre mesi precedenti, tuttavia, evidenzia un segno negativo, più marcato per la componente estera rispetto a quella interna. Su base annua, il comparto degli autoveicoli continua a fornire un contributo negativo alla dinamica dell'indice generale, mentre i maggiori stimoli alla crescita sono forniti dall'industria di articoli in pelle sul mercato interno e dal settore dei macchinari su quello estero. Al netto della componente di prezzo, il settore manifatturiero evidenzia una contenuta crescita congiunturale a febbraio ma anche una più ampia flessione nella media degli ultimi tre mesi rispetto ai tre mesi precedenti".

Ed ecco i dati.
La dinamica congiunturale del fatturato è sintesi di un aumento del mercato interno (+0,8%) e di una flessione di quello estero (-0,9%). Per gli ordinativi il calo congiunturale riflette una leggera contrazione delle commesse provenienti dal mercato interno (-0,4%) e una più marcata diminuzione di quelle provenienti dall'estero (-6%). Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, a febbraio gli indici destagionalizzati del fatturato segnano un aumento congiunturale dell'1,2% per i beni strumentali, una lieve riduzione (-0,1%) sia per i beni di consumo che per i beni intermedi e un calo più consistente (-1%) per l'energia. Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 20 come a febbraio 2018), il fatturato totale cresce in termini tendenziali dell'1,3%, con incrementi dell'1,1% sul mercato interno e dell'1,6% su quello estero. L'indice grezzo degli ordinativi segna un calo tendenziale del 2,9%, sintesi di un modesto incremento dello 0,6% per il mercato interno e di una marcata diminuzione (-7,7%), per il mercato estero. La maggiore crescita tendenziale si registra nel settore dell'elettronica (+1,4%), mentre il peggior risultato si rileva nell'industria farmaceutica (-8,4%).

Farmacista33

© Ordine dei Farmacisti della provincia di Macerata 2013-2019 - Powered by SpoonDesign & Studiofarma