Ordine dei Farmacisti della provincia di Macerata

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FOFI

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L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) comunica tramite nota le ultime raccomandazioni emanate dall'Ema sull'utilizzo in gravidanza e in periodo fertile del farmaco per la sclerosi multipla fingolimod. L'ente di controllo segnala infatti il divieto di utilizzo per donne in gravidanza e fertili che non utilizzino contraccettivi, e l'obbligo di interrompere l'assunzione del farmaco in caso di gravidanza: il principio attivo del farmaco potrebbe danneggiare il feto e causare malformazioni.


Fingolimod e rischio malformazioni

Come riporta la nota, il farmaco è una "terapia modificante la malattia", utilizzato nei pazienti adulti e nei bambini di età superiore ai 10 anni per il trattamento della sclerosi multipla recidivante-remittente altamente attiva, nel caso in cui il trattamento con un altro farmaco risulti inefficace o nel caso la patologia peggiori rapidamente. Le ultime revisioni dei dati derivanti da rapporti post marketing suggeriscono che i bambini nati da madre in trattamento con fingolimod durante la gravidanza presentino rischio due volte maggiore di malformazioni congenite (che nella popolazione normale si aggira intorno al 3%), principalmente difetti del setto atriale e ventricolare, anomalie renali e muscoloscheletriche.


Utilizzo di fingolimod in gravidanza e fertilità

Le raccomandazioni per i pazienti comprendono:

  • Divieto di assunzione del farmaco in caso di gravidanza o se, in periodo fertile, il paziente non sta utilizzando contraccettivi;
  • Utilizzare contraccettivi efficaci durante l'assunzione del farmaco;
  • Se si sta progettando il concepimento di un figlio, rivolgersi al medico e attendere almeno due mesi dall'interruzione del farmaco, durante i quali sarà comunque necessario utilizzare contraccettivi;
  • Prima di iniziare la terapia assicurarsi tramite test di non essere incinta;
  • In caso di domande consultare un medico, un infermiere o un farmacista. Il medico fornirà una scheda con tutte le informazioni necessarie.


Le raccomandazioni per i medici invece comprendono:

  • Divieto di somministrazione a donne in gravidanza o in periodo fertile che non usino contraccettivi;
  • Informare le donne in età fertile del rischio di effetti dannosi;
  • Sottoporre la paziente a un test di gravidanza prima della somministrazione;
  • Assicurarsi che venga utilizzata contraccezione efficace nei due mesi successivi all'interruzione del farmaco;
  • Interruzione del farmaco in caso di gravidanza e supporto con assistenza medica sul rischio di danni per il fegato, oltre a monitoraggio attento del progredire della gravidanza con esami ecografici.

Farmacista33

In Francia, 45 deputati, tra cui una farmacista, hanno chiesto al governo di riconsiderare la posizione sull'omeopatia, di rinunciare al delisting previsto dal 1° gennaio 2021 e di mantenere il rimborso al 30%. La posizione dei deputati è stata pubblicata dal settimanale domenicale "Le Journal du dimanche" ed è stata rilanciata dalla testata di settore Le Quotidienne du pharmacien. Secondo i 45 firmatari "l'omeopatia soddisfa una reale esigenza medica. Contribuisce innegabilmente a ridurre il consumo di droga e a combattere la resistenza antimicrobica (...) Aiuta a soddisfare i bisogni di salute non soddisfatti delle popolazioni più vulnerabili come bambini, donne incinte, anziani o, in associazione, alleviare i malati di cancro". In particolare, i deputati sottolineano che "tra il 30 e il 50% dei malati di cancro la usano in terapia di supporto per ridurre gli effetti collaterali dei cosiddetti trattamenti tradizionali. Pertanto, è difficile accettare l'idea che questa pratica, che è stata a lungo riconosciuta dalle autorità e dalla comunità medica, esercitata per più di 200 anni da medici addestrati, e registrata nella farmacopea francese nel 1965 può essere improvvisamente relegato al rango di medicina falsa. Vogliono dimostrare che "ogni giorno, un medico generico su tre prescrive farmaci omeopatici e il 74% degli utenti li considera efficaci". Inoltre, hanno evocato la possibilità di "accompagnare lo sviluppo dell'omeopatia in modo che ai francesi, in nome della libertà di scelta, possa essere offerta una vasta gamma di cure e soluzioni terapeutiche sicure e controllate".

Il parere del farmacista

Tra i deputati che sostengono questo testo, c'è Josiane Corneloup, farmacista eletta nel distretto di Saone-et-Loire. «Questa deroga è ingiusta e inefficace. Perché non genererà risparmi ma, al contrario, causerà il posticipo della prescrizione a prodotti allopatici più costosi. Per non parlare delle conseguenze sull'occupazione - ha dichiarato alla stampa francese, e con riferimento alla sua esperienza in farmacia con donne in gravidanza e anziani abituati a curarsi con l'omeopatia, sottolinea: «Non capisco si possa dire improvvisamente a questi pazienti: il tuo trattamento omeopatico non è più alcun interesse. In nome di cosa? Nel nome della Haute Autorité de santé?». La farmacista insiste sul fatto che vengano messi in atto altri metodi di valutazione per studiare l'omeopatia che, ribadisce «si basa su un principio di individualizzazione, sulla singolarità del paziente».

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