Ordine dei Farmacisti della provincia di Macerata

Chi siamo

L'Ordine è un "Ente di diritto pubblico non economico" i cui provvedimenti hanno carattere di "atti amministrativi" sottratti al controllo esterno di legittimità. È dotato di autonomia organizzativa e di regolamentazione, ed è retto da un Consiglio direttivo composto da un numero di membri calcolato in rapporto al numero degli iscritti.

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locandina corso fake news macerata.pdfSono disponibili ancora dei posti per il corso ECM, si prega di prenotarsi entro il 19/10/2019:

”Rete e Fake News: l’antidoto in farmacia”

lunedì 21 ottobre 2019 - ore 19.30

presso Sede Ordine dei Farmacisti

Corso Cavour, 40 - Macerata

4 crediti ECM

contributo di partecipazione Gratuito

max 50 partecipanti

Relatori:

Dott. Alessandro Fornaro

Giornalista Esperto in Comunicazione

Modalità di iscrizione al corso:

  1. L’interessato deve andare sulla pagina di Farma Academy (www.farmaacademy.it);
  2. Cliccare su “Corsi disponibili” nella barra orizzontale in alto;
  3. Cliccare su “Ordine dei Farmacisti di Macerata – Rete e fake news: l’antidoto in farmacia” nel menu centrale;
  4. Scorrere la pagina del corso e cliccare sul pulsante “clicca per iscriverti”
  5. Indicare “Gratuita” come “Metodo di pagamento” preferito e autenticarsi con le credenziali (se non si hanno le credenziali o si sono perse all’inizio della pagina ci sono i link per risolvere il problema; vedi specchietto sotto);
  6. A questo punto l’iscrizione è completata. Il partecipante riceverà in automatico un’e-mail di conferma della preiscrizione dalla Fondazione Farma Academy. Una copia dell’e-mail verrà anche inviata al vostro indirizzo e-mail in modo da garantirvi un aggiornamento in tempo reale sulle iscrizioni. Generalmente chiediamo alle Agifar di confermare l’iscrizione al partecipante inviandogli un’e-mail di conferma.

Modalità di iscrizione al portale:

  1. L’interessato deve andare sulla pagina di Farma Academy (www.farmaacademy.it);
  2. Cliccare su “Iscrizione” nella barra orizzontale in alto;
  3. Compilare tutte le voci riportate nella maschera e cliccare su “Invia la richiesta”;
  4. A questo punto il partecipante riceverà un’e-mail dalla Fondazione contenente l’username e la password da utilizzare per iscriversi a tutti i corsi della Fondazione Farma Academy.

L'incontro che, a Pharmevolution, ha visto confrontarsi Ornella Barra con i vertici di Federfarma ha avuto nella discussione sull'ingresso dei capitali in farmacia uno dei suoi nodi primari. E le parole della manager globale di Walgreens Boots Alliance hanno rassicurato fino a un certo punto il presidente di Federfarma nazionale Marco Cossolo: «Ho i miei dubbi che, come ha detto Ornella Barra, tra cent'anni la farmacia indipendente italiana sarà ancora salda come lo è nel Regno Unito e negli Usa, dove le catene esistono da un secolo. Ma non è questo il punto. Il nostro obiettivo, come dirigenti di Federfarma, è quello di lavorare affinché le farmacie che decidono di rimanere indipendenti abbiano in futuro la possibilità di competere con quelle che, legittimamente, hanno optato per entrare a far parte di una catena».

Modello italiano lontano da logiche commerciali

Gli fa eco il segretario nazionale del sindacato titolari Roberto Tobia, che tocca il tema dei capitali all'interno di un più ampio excursus sul modello italiano di farmacia, «fatto di capillarità, qualità del servizio e prossimità ai cittadini».
Un modello storicamente alieno da logiche commerciali, tipiche del modello anglosassone, ma che le novità legislative degli ultimi anni hanno in parte snaturato: «La sostenibilità del sistema farmacia è stata incrinata dai tagli sulla spesa farmaceutica, dalla normativa che ha dato il via alla distribuzione diretta, dalle liberalizzazioni in tema di orari e di nuove aperture, dalla legge sulla Concorrenza».
Il fatturato Ssn è in costante calo, quella di estendere la professionalità del farmacista a prestazioni differenti dalla dispensazione è una necessità, ma con la dovuta attenzione: «Dopo dieci anni sta partendo la sperimentazione della farmacia dei servizi, ma anche la sua attuazione avrà senso soltanto se porterà a una maggiore integrazione della farmacia italiana nel Servizio sanitario nazionale».
E capitali? «Se da un lato possono venire in soccorso alle farmacie in difficoltà, dall'altro la presenza sul mercato di player particolarmente aggressivi può comportare degli svantaggi per le farmacie indipendenti. Senza contare il rischio, da me denunciato da tempo, che nel sistema affluiscano capitali di dubbia provenienza, se non addirittura finalizzati al riciclaggio di denaro sporco».
Sono quindi opportune «chiare contromisure dal punto di vista normativo, vincoli e controlli per la sostenibilità della farmacia. Compresa la definizione di paletti che limitino un po' la presenza dei capitali. Non è sulle logiche commerciali e sulla concorrenza che intendiamo puntare ma sulla tutela della salute del cittadino».
Fugace l'accenno di Tobia alla soluzione della questione parafarmacie, senza entrare nel dettaglio.
Da parte sua la presidente del Sunifar Silvia Pagliacci ricorda che: «la farmacia più ricca deve sostenere la più fragile a realizzare i progetti che Federfarma sta portando a casa. La farmacia dei servizi è realtà soprattutto nelle aree sotto i cinquemila abitanti, dove il Servizio sanitario non è rappresentato. Il sussidio che viene dato ai rurali, l'indennità di residenza, deve essere sostanziale e non simbolico, deve essere recepito da tutte le Regioni ed essere detassato perché su questo si gioca il futuro delle rurali».

Chiude Gioacchino Nicolosi, presidente di Federfarma Sicilia e storico patron dell'evento siciliano: «Pharmevolution ha sempre cercato di fare da trait d'union tra le varie facce della farmacia: l'industria, la distribuzione, Federfarma e le farmacie stesse. In passato abbiamo temuto che, entro pochi anni, 5-6.000 farmacie sarebbero appartenute alle catene, oggi sono solo poche centinaia. E questo vuol dire che la farmacia ha saputo rispondere bene, il sindacato ha fatto il suo lavoro e si stanno creando le catene all'interno di Federfarma per dare supporto alla farmacia. Ma non possiamo avere le farmacie delle catene multinazionali e quelle indipendenti. Dobbiamo lavorare tutti insieme, nessuno escluso per il bene della farmacia e del cittadino».

Farmacista33

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