Ordine dei Farmacisti della provincia di Macerata

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L'Ordine è un "Ente di diritto pubblico non economico" i cui provvedimenti hanno carattere di "atti amministrativi" sottratti al controllo esterno di legittimità. È dotato di autonomia organizzativa e di regolamentazione, ed è retto da un Consiglio direttivo composto da un numero di membri calcolato in rapporto al numero degli iscritti.

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In tema di preparazioni a scopo dimagrante, è partito alla fine dell'anno un invito da parte del ministero della Salute a rispettare divieti e disposizioni normative, in particolare in relazione a efedrina e pseudoefedrina. Come riporta una circolare della Fofi, il Ministero «ha chiesto alla Federazione di continuare l'azione di vigilanza e controllo, nonché di informare lo stesso Dicastero in caso di eventuali violazioni accertate». Alla luce di questo intervento, vale la pena ripercorrere la normativa. 

L'ultimo intervento sulla materia è appunto il DM del 27/07/2017 (G.U. n. 189 del 14.8.2017) che fa tornare in auge il divieto per i medici di prescrivere e per i farmacisti di eseguire preparazioni magistrali a scopo dimagrante contenenti le sostanze medicinali efedrina e pseudoefedrina (quest'ultima in quantitativi superiori a 2.400 mg per ricetta), all'indomani del pronunciamento del Tar (n. 2173/2016). Il decreto, come si ricorderà, aveva recepito «i risultati dell'istruttoria svolta dall'Istituto Superiore di SanitaÌ in merito alla nocività di queste sostanze» e, proprio su questa base, aveva «ristabilito il divieto, contenuto nel DM del 2 dicembre 2016 e successivamente annullato nel gennaio 2017 dal TAR del Lazio, che aveva contestato la mancanza di documentazione sufficiente a dimostrare la nocività e dunque a giustificare il divieto». 

Altra tappa importante è stato il DM 31/03/2017 che ha modificato il D.M. 22.12.2016 "Divieto di prescrizione di preparazioni magistrali contenenti il principio attivo sertralina e altri": come si ricorderà, il decreto del dicembre 2016 aveva vietato una lunga lista di sostanze, sollevando la protesta della categoria. Su richiesta anche della Fofi, era stato attivato un Tavolo tecnico istituito dal Ministero della salute, congiuntamente all'AIFA e all'Istituto Superiore di SanitaÌ, al quale hanno partecipato Fofi, ASFI, Assofarm, Farmacie Unite, Federfarma, Fnomceo, Sifap, Sifo e Utifar. E proprio dall'esperienza del tavolo erano emerse le modifiche apportate al Decreto, che sono appunto state inserire nel DM del 31 marzo 2017, e che «hanno limitato notevolmente l'elenco delle sostanze vietate, circoscrivendo il divieto di prescrizione ed allestimento alle sole preparazioni a scopo dimagrante».

A seguito dell'intervento modificativo, quindi, eÌ «fatto divieto ai medici di prescrivere e ai farmacisti di eseguire preparazioni magistrali a scopo dimagrante contenenti le seguenti sostanze medicinali in forma singola o in combinazione associata tra loro:

- Sertralina;
- Buspirone;
- Acido Ursodesossicolico;
- Pancreatina;
- Acido Deidrocolico;
- D-Fenilalanina;
- Deanolo-P-Acetamido Benzoato;
- Fenilefrina;
- Spironolattone;
- L-Tiroxina;
- Triiodotironina;
- Zonisamide;
- Naltrexone;
- Oxedrina;
- Fluvoxamina;
- Idrossizina.

Nella circolare della Fofi, vengono poi richiamati provvedimenti meno recenti, tra i quali in particolare, il D.M. 4 agosto 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 184 del 10 agosto 2015, che aveva disposto il divieto ai medici di prescrivere ed ai farmacisti di eseguire preparazioni magistrali a scopo dimagrante contenenti i principi attivi triac, clorazepato, fluoxetina, furosemide, metformina, bupropione e topiramato; il DM 20.5.2015 "Divieto di prescrizione di medicinali galenici e preparazioni contenenti il principio attivo della fenilpropanolamina/norefedrina", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 118 del 23.5.2015, e, risalendo indietro nel tempo, il DM 24.1.2000 su "Misure sanitarie concernenti i medicinali anoressizzanti ad azione centrale diversi dalla fenfluramina, dexfenfluramina e pemolina"; il D.Dirig. 7.3.2002 su "Divieto di vendita delle specialitaÌ medicinali e preparati magistrali a base di sibutramina"; il DM 2.8.2011 su "Ricollocazione in tabella I delle sostanze Amfepramone (dietilpropione), Fendimetrazina, Fentermina e Mazindolo".

Farmacista33

Nuova remunerazione, maggiore uniformità nella Dpc, Convenzione nuova gestione del debito commerciale: sono questi alcuni dei punti centrali del futuro impegno di Federfarma, delineati nell'intervista rilasciata a Federfarma Channel dal presidente nazionale del sindacato Marco Cossolo
In primo luogo, il capo di Federfarma si è concentrato sul lavoro svolto per aprire le trattative in merito alla Convenzione: «Siamo riusciti ad aprire il tavolo della Convenzione dopo tanti anni. C'è stata la proposta delle Regioni, la controproposta di Federfarma, votata dall'Assemblea e ora nelle mani della Sisac, alla quale spetta la decisione. Sulla base della nostra proposta, che ha riscosso approvazione, bisogna riprendere il discorso».
Il presidente è tornato nuovamente sulla Remunerazione e sull'elaborazione di un nuovo modello e ha ribadito: «Inutile fossilizzarsi sul rinnovo di una normativa del 2012 che è ad ora inattuabile. Era evidente che non si potesse proseguire così, erano sei anni che veniva procrastinata. Nessuno riconoscerebbe ora gli emolumenti del 2012 alle farmacie». Cossolo ha illustrato le principali criticità della normativa: «È una norma costruita in modo asimmetrico: noi facevamo una trattativa con l'Aifa che doveva essere validata dalle Regioni e dal Governo, che alla fine erano quelli che pagavano. È difficile fare un accordo con qualcuno con le tasche di un altro. Bisogna mettere tutti intorno al tavolo. La norma aveva poi un altro vulnus, prevedeva l'invarianza di spesa del 2012 ma non prevedeva alcuna forma di adeguamento. La richiesta è quella di legare la remunerazione del farmacista al fondo sanitario nazionale, che tendenzialmente è in crescita e viene adeguato. Questo era difficile da applicare tramite un milleproroghe, la norma è da riscrivere. Pensare che una norma di sei anni fa, tra l'altro non applicata, possa avere validità oggi mi sembra difficilmente concepibile».
Il capo di Federfarma ha speso anche parole in merito alla situazione della distribuzione rapportata al problema remunerazione. «Il cambio di remunerazione mi sembra il metodo migliore per superare il problema della Diretta», ha spiegato Cossolo, sostenendo poi la necessità di uniformare il sistema: «Abbiamo delle soluzioni da discutere con la parte pubblica. Una delle nostre proposte è la revisione della Dpc con l'intento di giungere a principi di uniformità». 
Cossolo ha concluso poi illustrando i progetti per le società controllate. Sulla situazione risanata di Credifarma, ha spiegato: «Abbiamo concluso una trattativa con banca Ifis che ci ha permesso di mantenere la legale rappresentanza, il nome, il presidente e il consigliere, ai quali vanno i miei complimenti. Abbiamo inoltre rivisto la mission di Credifarma, basata su due punti essenziali: ristrutturazione del sistema dei debiti commerciali delle farmacie e finanziamento per ristrutturazione a lungo termine di situazioni di indebitamento».

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