Ordine dei Farmacisti della provincia di Macerata

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L'Ordine è un "Ente di diritto pubblico non economico" i cui provvedimenti hanno carattere di "atti amministrativi" sottratti al controllo esterno di legittimità. È dotato di autonomia organizzativa e di regolamentazione, ed è retto da un Consiglio direttivo composto da un numero di membri calcolato in rapporto al numero degli iscritti.

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Il decreto Calabria, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 18 aprile, oltre a contenere già disposizioni in materia di carenza di medicinali, potrebbe diventare il contenitore di paletti al capitale nella proprietà di farmacie. La notizia, stando a quanto riporta l'house organ del sindacato dei titolari, è emersa nel corso della Assemblea nazionale di Federfarma svoltasi ieri a Roma ed è stata riferita in un'intervista dal presidente nazionale Marco Cossolo: «La maggioranza di governo intende introdurre nell'iter parlamentare del decreto Calabria, ancora non iniziato, l'emendamento teso a ridurre, con il paletto del 51%, la presenza del capitale nella compagine societaria della proprietà delle farmacie e che, ovviamente, accogliamo con favore». Il decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 2 maggio ed entrato in vigore il giorno successivo, per ora prevede, nell'Art. 13 "Disposizioni in materia di carenza di medicinali e di riparto del Fondo sanitario nazionale", alcune modifiche al decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, che estendono da due a quattro mesi il termine entro cui il titolare dell'Aic del medicinale deve comunicare l'interruzione temporanea o definitiva della commercializzazione del medicinale.La variazione trova un suo razionale nel fatto che estendendo l'intervallo temporale consente all'Aifa di "avviare ogni necessaria iniziativa per scongiurare possibili criticità connesse alla potenziale carenza del medicinale".

L'Assemblea è stata anche l'occasione per esaminare quanto fatto finora «sul fronte della remunerazione e sul Tavolo della farmacia dei servizi, oltre che sulle modifiche statutarie e sulle autonomie». Ed è stato presentato anche il bilancio preventivo e consuntivo Michele Pellegrini Calace, tesoriere di Federfarma ha sottolineato che «il bilancio consuntivo anche quest'anno, nonostante la difficoltà delle farmacie è stato positivo con un avanzo di quasi 350mila euro che non è un dato scontato, piuttosto il risultato di una gestione di tutte le risorse di Federfarma e delle sue controllate e partecipate che anche quest'anno è riuscito a portare un ottimo risultato».

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Servizi cognitivi in farmacia con efficacia e ritorno economico validati e riconosciuti; evoluzione della professione in quadri ben definiti di erogazione dei vaccini e prescrizione "integrativa", gestione del tema della disoccupazione rivedendo l'accesso al corso di laurea con l'introduzione transitoria del numero programmato a livello nazionale, stop alla stagione delle liberalizzazioni "improprie" e ricerca di una soluzione per oggettive difficoltà dei colleghi che hanno creduto alla parafarmacia "istituto che non ha eguali al mondo", Ecm come strumento conoscenza a e professionalità e non "indiscriminata" raccolta di crediti. Questi alcuni dei temi chiave toccati dal presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti Andrea Mandelli in occasione del Consiglio nazionale svoltosi oggi a Roma presso il Nobile Collegio.
Mandelli, con riferimento a quanto emerso nelle prime due sedute che Gruppo di lavoro sulla farmacia dei servizi, ha spiegato che sono stati definiti tre aspetti fondamentali: «Il primo è l'individuazione degli ambiti principali di intervento della farmacia, che sono i servizi cognitivi, con particolare riferimento al supporto all'aderenza terapeutica, le campagne di screening, sul modello di quello del colon retto, e le funzioni di front-office (Cup o consegna dei referti). Il secondo punto è che le attività professionali del farmacista, soprattutto il supporto all'aderenza terapeutica, sono da realizzare in team, in sinergia con gli altri attori del processo di cura, a cominciare ovviamente dai medici. Il terzo punto è che, come recita il decreto istitutivo del gruppo di lavoro, andranno stabilite anche le modalità concrete di erogazione, così da raggiungere una standardizzazione che consenta sia l'omogeneità nel territorio nazionale delle prestazioni rese sia la misurazione dei risultati clinici e socio-economici, da cui dipende la remunerazione delle prestazioni stesse». E ha sottolineato il «passaggio cardine» di rilevare e valutare «sul piano dell'efficacia e del ritorno economico» l'intervento del farmacista e della farmacia di comunità. E ha ammonito: «E una volta avviata la sperimentazione non saranno ammesse scorciatoie: sarà necessario il massimo impegno, la massima apertura alla collaborazione con le strutture sanitarie e con gli altri professionisti, premesso che nel gruppo di lavoro saremo attenti a costruire uno schema in cui siano ben chiari i limiti delle competenze di tutti». Mandelli ha poi parlato di prospettive future della professione nella «dispensazione sul territorio dei farmaci innovativi» ma c'è «anche il capitolo della vaccinazioni e della prescrizione sulla base di protocolli condivisi». Si tratta di una proposta che intende «fare della farmacia un punto di informazione sulle vaccinazioni e, entro un quadro ben definito, di erogazione». E poi quella del farmacista quale "supplementary prescriber", cioè il «professionista che, dopo un corso universitario ad hoc, prescrive direttamente i farmaci previsti all'interno di un piano di gestione clinica concordato con il paziente e il medico. È una pratica introdotta nei primi anni 2000 nel Regno Unito e di cui si sta discutendo anche in Francia», ha spiegato Mandelli.

Altro passaggio della relazione ha toccato la formazione continua: «Non si tratta di raccogliere punti in modo indiscriminato, ma di compiere un percorso al termine del quale si hanno più conoscenze e una professionalità migliorata. Abbiamo ottenuto, con il Dossier formativo, di poter ridurre il numero di crediti necessario proprio perché seguire il dossier significa aumentare realmente le proprie competenze in aree rilevanti in funzione delle esigenze della collettività e del servizio sanitario». Ma a fronte di un'offerta è adeguata ha commentato Mandelli «la partecipazione effettiva resta ancora insufficiente e questo non è accettabile». Anche è la farmacovigilanza è stata indicata come «un altro aspetto che negli ultimi tempi sembra essere uscito dalla consapevolezza del farmacista». Secondo i citati sulle segnalazioni di ADR da gennaio 2014 a marzo 2017, «il 67% viene da medici e solo il 16% da farmacisti, e gli infermieri contano per il 7%. «È un'attività fondamentale per tutti professionisti sanitari, ma ritengo che in modo particolare noi farmacisti, gli specialisti del farmaco, dobbiamo mettere la farmacovigilanza tra le priorità della pratica professionale».

Mandelli ha riportato l'azione della Federazione sul fronte universitario per contenere la disoccupazione nel settore e ha ricordato la proposta sull'accesso al corso di laurea in Farmacia e Ctfche «prevede l'iscrizione diretta al corso universitario prescelto e, al termine del primo anno di studi, una selezione per l'iscrizione al secondo. Ma è evidente che questa è una soluzione realizzabile con tempi non compatibili con la gravità della situazione, quindi abbiamo richiesto in audizione l'introduzione transitoria del numero programmato a livello nazionale».

Infine le liberalizzazioni, dalle parafarmacie ai capitali in farmacia, il presidente Fofi ha espresso la posizione federale sui due problemi che ancora «restano sul tappeto e che devono necessariamente essere risolti». In primo luogo, «occorre trovare una soluzione che chiuda con la stagione delle liberalizzazioni improprie e delle riforme fatte in nome del servizio al cittadino, ma in realtà avendo ben presenti gli interessi di altri attori economici, ma nello stesso tempo risolva le oggettive difficoltà dei colleghi che hanno creduto alla parafarmacia - questo istituto che non ha eguali al mondo - come a una possibile soluzione». La ricerca di un compromesso, ha sottolineato Mandelli «non è semplice, ma è altrettanto evidente che un'ulteriore riduzione del perimetro delle attività esclusive delle farmacie non può che costituire un formidabile regalo a soggetti economici estranei alla professione». E poi l'apertura ai capitali: «Il capitolo non è chiuso - ha affermato - ma è chiaro a tutti che la partita si gioca con antagonisti di considerevole peso economico, il che spiega come sia stato sistematicamente respinto ogni tentativo di introdurre correttivi in diversi provvedimenti. Ma è altrettanto evidente che nella politica, trasversalmente, c'è una forte consapevolezza della pericolosità di questa strada. Non sarà una battaglia facile, e con tutta probabilità i veri protagonisti non sono ancora scesi in campo: attualmente le acquisizioni sono condotte da gruppi finanziari, non tanto da società intenzionate - verosimilmente - alla gestione diretta delle farmacie. Questa dilatazione dei tempi, peraltro, può essere un vantaggio per le aggregazioni di professionisti, come lo stesso progetto Farmacia Italia e quelli messi in campo dalle cooperative di farmacisti».

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