Vaccini Covid: nuove indicazioni dal Ministero per la campagna. Fasce di età, richiami e dosi disponibili
Sono in distribuzione nelle Regioni le dosi di vaccino contro il Covid-19 aggiornate alla sottovariante Omicron XBB.1.5, dopo l’arrivo in Italia della prima tranche, mentre una seconda consegna è prevista per il 9 ottobre. Intanto, dal Ministero della Salute, sono arrivate nuove indicazioni per la gestione dei vaccini disponibili, per i richiami e per chi non è ricompreso tra le categorie a cui la vaccinazione è raccomandata prioritariamente ma vuole farne richiesta. Ecco cosa prevede la campagna, anche in relazione alla somministrazione del vaccino contro l’influenza.
Campagna vaccini Covid: le indicazioni del Ministero
È stata pubblicata ieri la circolare del ministero della Salute che, insieme a quella emanata ad agosto, delinea i contorni della campagna vaccinale autunnale e invernale contro il Covid-19. Al momento, “ci si avvarrà delle nuove formulazioni monovalenti del vaccino Comirnaty (Omicron XBB 1.5)” già arrivati, mentre prossimamente è prevista la “disponibilità del vaccino proteico adiuvato Nuvaxovid XBB 1.5 aggiornato, la cui approvazione da parte di EMA è fissata per la metà del mese di ottobre”.
Le categorie a cui viene raccomandata sono quelle indicate nella circolare di agosto:
- Persone di età pari o superiore a 60 anni;
- Ospiti delle strutture per lungodegenti;
- Donne che si trovano in qualsiasi trimestre della gravidanza o nel periodo “postpartum”, comprese le donne in allattamento;
- Operatori sanitari e sociosanitari addetti all’assistenza negli ospedali, nel territorio e nelle strutture di lungodegenza; studenti di medicina, delle professioni sanitarie che effettuano tirocini in strutture assistenziali e tutto il personale sanitario e sociosanitario in formazione;
- Persone dai 6 mesi ai 59 anni di età compresi, con elevata fragilità, in quanto affette da patologie o con condizioni che aumentano il rischio di COVID-19.
Over 80 e under 60: priorità e previsioni in base alla disponibilità di dosi
La vaccinazione viene poi consigliata a familiari, conviventi e caregiver di persone con gravi fragilità. In ogni caso, in fase di avvio della campagna, la vaccinazione, pur rimanendo raccomandata per tutti i gruppi di Persone indicati e disponibile anche per coloro che non rientrano nelle suddette categorie, sarà prioritariamente somministrata alle persone di età pari o superiore a 80 anni, agli ospiti delle strutture per lungodegenti, alle persone con elevata fragilità, con particolare riferimento ai soggetti con marcata compromissione del sistema immunitario, agli operatori sanitari e sociosanitari.
Per quanto riguarda coloro che non rientrano nelle categorie citate, “a richiesta e previa disponibilità di dosi, può essere resa disponibile la somministrazione”.
Un aspetto importante poi è che “il richiamo, di norma, ha una valenza di 12 mesi”.
Durata del richiamo e tempistica dopo la guarigione
La dose di richiamo con Comirnaty Omicron XBB 1.5, al fine di massimizzare la protezione per la stagione autunno/inverno 2023-2024, è raccomandata a distanza di 6 mesi dall’ultima dose di vaccino anti-COVID-19 ricevuta o dall’ultima infezione (data del test diagnostico positivo), a prescindere dal numero di eventi pregressi (dosi ricevute o diagnosi di infezione). Qualora per valutazioni cliniche o altro si rendesse necessaria la vaccinazione prima dei 6 mesi, si rappresenta che il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) di Comirnaty XBB 1.5 riporta, come tempistica di vaccinazione, una distanza di almeno 3 mesi dalla dose di vaccino anti‐COVID‐19 più recente. Si sottolinea, inoltre, che una infezione recente da SARS-CoV-2 non rappresenta una controindicazione alla vaccinazione.
Ciclo primario per adulti e bambini: le raccomandazioni
Ma quali sono le indicazioni per chi si vaccina per la prima volta? “Si prevede una singola dose di Comirnaty Omicron XBB 1.5 anche per coloro che non sono mai stati vaccinati (ciclo primario). Per i bambini dai 6 mesi ai 4 anni compresi che non hanno completato un ciclo primario di vaccinazione anti‐COVID‐19 o senza storia di infezione pregressa da SARS‐CoV‐2, il RCP prevede, invece, 3 dosi (di cui la seconda a 3 settimane dalla prima e la terza a 8 settimane dalla seconda).
In ogni caso, è possibile la co-somministrazione dei nuovi vaccini aggiornati con altri vaccini (con particolare riferimento al vaccino antinfluenzale), fatte salve eventuali specifiche indicazioni d’uso o valutazioni cliniche.
In generale, per quanto riguarda i vaccinatori, “si raccomanda il rispetto dei principi delle buone pratiche vaccinali, la valutazione del rapporto benefici/rischi specifico per età e genere e l’attenzione nel segnalare tempestivamente qualsiasi sospetta reazione avversa al sistema di farmacovigilanza dell’AIFA.
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Protocollo antinflazione. Ecco modalità e tipologia di prodotti per realizzare il paniere
Farmacie, private e comunali, e parafarmacie che hanno aderito al Protocollo d’Intesa relativo all’iniziativa “Trimestre antinflazione” si sono impegnate per tre mesi offrire una selezione di articoli a prezzi contenuti e a “non aumentarne il prezzo”. L’iniziativa non coinvolge farmaci, come conferma una nota di Federfarma che, ferma restando l’autonomia con cui la farmacia decide come comporre il paniere calmierato, fa il punto sulle modalità con cui realizzarlo e le tipologie di prodotto che si possono inserire.
Modalità flessibili e prodotti nel paniere calmierato
L’iniziativa prevede l’impegno a offrire una selezione di articoli a prezzi contenuti e a “non aumentare il prezzo” nel periodo 1° ottobre – 31 dicembre 2023. Tale risultato, suggerisce il sindacato dei titolari, si può realizzare attraverso modalità flessibili come, a titolo di esempio, l’applicazione di prezzi fissi, attività promozionali sulle referenze individuate, iniziative sulla gamma di prodotti private label, previo eventuale accordo con il medesimo, carrelli a prezzo scontato o unico. Le tipologie di referenze sulle quali potranno essere applicate tali azioni sono i prodotti per la prima infanzia (es. latti, omogeneizzati, pannolini, ecc.) e i prodotti per la cura e l’igiene della persona (es. sapone, shampoo, assorbenti igienici, ecc). Mentre, come ribadito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), non sono inclusi di farmaci perché non rientrano tra i prodotti di largo consumo assoggettabili alle promozioni in questione. Il paniere su cui applicare i prezzi calmierati sarà definito in autonomia da ciascuna farmacia, tenendo conto delle condizioni di acquisto concordate con i fornitori. Alle farmacie che hanno aderito verrà trasmesso dalle rappresentanze territoriali il logo dell’iniziativa, reso disponibile dal MIMIT per consentire loro di comunicare ai propri utenti l’adesione all’iniziativa e l’elenco dei prodotti assoggettati alle promozioni in questione. Le misure vanno attivate a partire dal 1° ottobre
Governo: tutto il sistema Italia firma un patto per aiutare le famiglie
Il protocollo, come annunciato ieri, è stato siglato il 28 settembre 2023 a Roma dove si è svolta a Roma, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la cerimonia ufficiale, in occasione della quale il Presidente del Consiglio, on. Giorgia Meloni, e i Presidenti delle Associazioni firmatarie hanno simbolicamente siglato tutti insieme il Protocollo d’Intesa relativo all’iniziativa “Trimestre antinflazione”.
"Questo patto è uno strumento attraverso cui lavoriamo insieme per calmierare i prezzi sui principali beni di largo consumo. Un'iniziativa che va al di là del valore economico, è un bel messaggio alla nazione, agli italiani, sulla capacità che l'Italia ha ancora nei momenti di difficoltà di lavorare insieme, di cercare di muoversi come una comunità per raggiungere degli obiettivi" ha detto la presidente del Consiglio. - Penso sia la prima volta che tutto il sistema Italia, la filiera alimentare, dei beni di largo consumo, firma un patto con il governo per tenere sotto controllo i prezzi del carrello della spesa, per aiutare famiglie, soprattutto quelle in difficoltà", ha aggiunto.
Presenti anche il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il Ministro dell'agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, nonché il Garante per la sorveglianza dei prezzi Benedetto Mineo.
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Riforma sanità, Mmg e farmacisti dialogo aperto per modelli di assistenza capillare e prossima al cittadino
Servono una riorganizzazione del territorio con investimenti sul personale, perché non sono certo le Case di Comunità la soluzione, e modelli che vedono nella collaborazione tra medici di famiglia e farmacie la realizzazione di un'assistenza sempre capillare e prossima al cittadino. Lo ha dichiarato il Segretario generale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti a commento delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul tema della Sanità. "Siamo fortemente impegnati sul fronte della sanità - ha detto la premier - ci diamo l'obiettivo di una riforma complessiva che abbia come priorità la riorganizzazione dei servizi, il miglioramento dell'accesso alle cure, la valorizzazione dei professionisti della sanità. C'è un finanziamento importante nel Pnrr, oltre 15 miliardi di euro, che richiede un approfondimento perché è una grande occasione per migliorare il nostro sistema sanitario con strumenti che ci consentano di migliorare il sistema e non immaginare cattedrali nel deserto. Su questo è importante che ci sia un'interlocuzione molto seria".
"Quelle del Presidente del Consiglio - ha detto Scotti - sono affermazioni che la medicina generale sottoscrive in pieno, perché i problemi della Sanità italiana non si potranno mai risolvere costruendo "cattedrali nel deserto". Serve invece un lavoro certosino che realizzi un sistema di cura e di assistenza sempre più capillare e prossimo al cittadino".
E ribadisce che "serve una riorganizzazione del territorio con investimenti sul personale", perché "non sono certo le Case di Comunità la soluzione. Stiamo lavorando - prosegue Scotti - per definire progetti utili a soluzioni che soddisfino le esigenze dei pazienti e siano gratificanti e attrattive per i medici". Scotti sottolinea il proficuo il dialogo con il presidente della Federazione Ordini Farmacisti Italiani, Andrea Mandelli, nell'individuazione di modelli che vedono nella collaborazione tra medici di famiglia e farmacie la realizzazione di un'assistenza sempre capillare e prossima al cittadino. "Modelli di assistenza disponibili in tutte le realtà, non solo nei "deserti" urbani dove sorgeranno le Case di Comunità", conclude Scotti.
"Non possiamo che confermare la proficua collaborazione tra i farmacisti e i medici di medicina generale per costruire una sanità che metta davvero al centro i bisogni di salute dei cittadini. - risponde Andrea Mandelli. - La pandemia ha fatto emergere chiaramente la necessità di fare squadra sul territorio: le sinergie interprofessionali, che trovano un rilevante supporto nella sanità digitale, non possono che essere la direttrice per realizzare la prossimità scritta nel PNRR e offrire ai pazienti un'assistenza capillare e continuativa. Condividiamo le parole del Segretario generale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti, e rinnoviamo la piena disponibilità a proseguire il percorso condiviso tra farmacisti e medici delle cure primarie per realizzare l'obiettivo comune di assicurare agli italiani le migliori risposte possibili sul fronte della tutela della salute".
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Farmaci galenici. Procedure standard, rimborsabilità e corretta prescrizione: nodi da sciogliere e leve per aumentare utilizzo
La pandemia, prima, l'aumento di fenomeni di carenza di alcuni farmaci, poi, hanno fatto emergere, ancora di più, l'importanza della galenica come risposta alle esigenze di prescrittori e pazienti. Cruciale, in questo, è stata la diffusione di procedure standardizzate, che hanno garantito omogeneità in termini di qualità ed efficacia, ma per uno suo sviluppo ulteriore, in particolare nell'ambito della personalizzazione delle cure, permangono ancora diverse criticità, dalle difformità regionali nella dispensazione, alla rimborsabilità, alle complessità nella fase della prescrizione. Sono queste alcune delle riflessioni emerse dal webinar "Galenica, dai farmacisti la risposta personalizzata ai bisogni di salute dei cittadini" ideato da Farmacista33 e PuntoEffe in collaborazione con Edra, che si è tenuto ieri.
Standardizzazione è requisito per aumentare utilizzo della galenica
"Tra gli ambiti di utilizzo del preparato galenico - ha detto Paola Minghetti, presidente Sifap in apertura lavori - c'è la mancanza, per varie motivazioni, del prodotto industriale. Durante la pandemia, abbiamo dovuto gestire diverse emergenze, con la preparazione, per esempio, di gel alcolici o il frazionamento dei vaccini anti-Covid". Mentre, al momento, "la principale esigenza riguarda la gestione delle carenze di alcuni farmaci che, a differenza del passato, si stanno presentando con maggiore frequenza e per periodi di tempo più prolungati". Un elemento fondamentale, che ha permesso alla galenica di rappresentare concretamente una risposta, è stata "la pubblicazione e diffusione da parte delle società scientifiche - Sifap e Sifo - di Istruzioni operative che, sulla base della letteratura scientifica, standardizzassero di fatto l'operatività del farmacista, omogeneizzando la qualità e l'efficacia del prodotto sul territorio".
"Sapere di poter trovare lo stesso farmaco indipendentemente dal territorio è per il prescrittore un requisito di garanzia indispensabile" - ha confermato Walter Marrocco, Direttore Scientifico di Metis-Fimmg. E, d'altra parte, ha aggiunto, "poter contare sulla disponibilità della molecola, anche nei momenti di carenza del prodotto industriale, consente di evitare interruzioni o eccessive modifiche alla terapia".
Sul fronte del paziente, ha riportato Marco Fortini, Farmacista di comunità e Segretario Sifap, "la fiducia è cresciuta" e anzi, come ha rilevato ancora Marrocco, "la galenica è una leva in grado di rafforzare la relazione di cura tra paziente e medico e tra paziente e farmacista. L'idea che il medico prescriva al paziente un prodotto che viene allestito appositamente dal farmacista è un elemento di fiducia che giova anche alla aderenza alla terapia".
Necessarie competenze ad hoc anche tra i medici
E questo è ancora più vero quando si parla di cure personalizzate, un ambito che ha detto ancora Minghetti "va ulteriormente potenziato. Le situazioni in cui la galenica può essere davvero di supporto sono molte. Pensiamo per esempio al neonato, in crescita progressiva e che richiede una revisione continua dei dosaggi. In generale, è ancora troppo frequente l'abitudine a richiedere ai genitori o ai pazienti di dividere o triturare la compressa, con una perdita non controllata di principio attivo. In questo, penso che sia necessaria una maggiore sensibilizzazione dei prescrittori, in tutte le varie specializzazioni". Su questo aspetto, Marrocco ha espresso il consenso dei medici: "Ritengo che siano auspicabili iniziative di comunicazione e informazione che coinvolgano anche i prescrittori, per migliorare la consapevolezza che il prodotto galenico non solo è un supporto nelle fasi di carenza, ma lo è anche per personalizzare la terapia". Al contempo, ha aggiunto, "c'è un tema di competenze dei medici che possono essere ulteriormente ampliate: penso per esempio all'ambito della compilazione della ricetta galenica, che nel nostro percorso di studi, nel corso degli anni, è andato parzialmente a perdersi, ma che andrebbe recuperato e potenziato".
Necessaria, poi, in generale, una maggiore collaborazione tra medico e farmacista: "E' fondamentale che gli operatori lavorino insieme al comune obiettivo che il farmaco venga effettivamente e correttamente assunto dal paziente" è la riflessione di Minghetti. "Un confronto costante tra farmacista e medico, per esempio, potrebbe essere importante anche per adattare il prodotto al gusto del bambino".
Tra le criticità rimborsabilità e disomogeneità regionale
Secondo Marrocco per stimolare ulteriormente la fase di prescrizione può essere utile "un'attività di informazione da parte delle farmacie dei singoli territori. Spesso il medico non sa se nelle vicinanze del suo studio ci sia o meno una farmacia che possa rispondere a questa esigenza". Su questo punto, anche per Fortini, "c'è la necessità di offrire a prescrittori e pazienti una funzione analoga a quella relativa alla ricerca della farmacia di turno. Si tratta, tuttavia, di una mappatura di una certa complessità: non basta dire dove si trova una farmacia che sia attiva nella galenica, occorre anche specificare che cosa fa. Preparare una capsula è ben diverso dall'allestire una formulazione parenterale, che richiede attrezzature complesse, oltre che costose, una lavorazione in contesto sterile e così via".
"Sul nostro sito - ha ricordato Minghetti -abbiamo già una prima mappatura e rispondiamo alle esigenze del medico, quando ci contatta. Su richiesta del Ministero della Salute, insieme a Fofi, stiamo procedendo, come si sa, a una ricognizione più ampia delle farmacie, andando a rilevare anche le forme farmaceutiche che vengono preparate. D'altra parte, c'è una difficoltà intrinseca nella galenica, che rappresenta una bassissima percentuale rispetto al prodotto industriale e, al contempo, soprattutto per determinate preparazioni, richiede attrezzature costose. Per questo, in parallelo, occorre continuare a lavorare sulle cosiddette "barriere regionali", quelle complessità, anche burocratiche, al passaggio del preparato da un territorio all'altro. Anche se, va detto, si tratta di un ambito che ha registrato molti miglioramenti".
Infine, tra le criticità rilevate un po' da tutti c'è quella della difformità regionale e della rimborsabilità: "Il problema - ha chiarito Minghetti - è legato alla copertura finanziaria, che non è ricompresa nel Fsn ma dipende da fondi regionali. Questo comporta che le scelte, da una realtà all'altra, siano diverse: allo stato attuale, ci troviamo ad avere a che fare con situazioni in cui la stessa formulazione è rimborsata e dispensata nelle farmacie di comunità, altre in cui è disponibile solo attraverso la rete ospedaliera, altre ancora in cui non è proprio rimborsata. Su questo sarebbe necessaria un'azione di pressione da parte di tutti gli operatori interessati".
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