Elezioni Sunifar, Gianni Petrosillo (Bergamo) candidato alla presidenza
Si avvicina l'11 giugno, data designata per il rinnovo delle cariche di Federfarma nazionale, e si avviano nel contempo a conclusione le elezioni delle associazioni regionali. La novità di oggi è la candidatura alla presidenza del Sunifar di Gianni Petrosillo, presidente di Federfarma Bergamo e del Collegio dei probiviri di Federfarma, nonché uomo di punta della dirigenza Cossolo-Contarina, che ha guidato il sindacato nel triennio avviatosi a maggio 2017 e ormai giunta al termine del suo mandato.
Cossolo: nessun dubbio su capacità rappresentativa di Petrosillo
Nel comunicare la sua candidatura, attraverso un comunicato ufficiale di Federfarma Bergamo, Petrosillo dedica ampio spazio alla contestuale decisione della moglie, la dottoressa Ileana Maffeis, di rinunciare al codice identificativo univoco della parafarmacia di cui è titolare. «Devo ringraziare mia moglie che, con grande gesto di generosità, sacrifica l'impostazione di attività ormai nota e consolidata da molti anni nel Comune di Dalmine (Bg)», dichiara Petrosillo, «senza aver creato problemi ai colleghi titolari di farmacia, tanto è vero che da tempo ricopro cariche elettive proprio in Federfarma Bergamo, oltre che ad altri livelli del sindacato. La decisione non consegue a un obbligo previsto dal regolamento dei conflitti di interesse, ratificato dall'Assemblea di Federfarma nazionale nell'ottobre del 2016, ma unicamente alla volontà di proporre la mia candidatura alla presidenza Sunifar, eliminando in tal modo motivi di inutili polemiche e strumentalizzazioni e auspicando così un clima di serenità per il futuro lavoro del Consiglio di presidenza e del Consiglio del Sunifar».
L'apprezzamento del presidente di Federfarma Marco Cossolo: «La decisione scioglierà ogni presunto dubbio sulla capacità rappresentativa di Petrosillo, peraltro già da me verificata in più di un'occasione, per esempio nei vari, importanti, tavoli dove ha dimostrato competenza e incondizionata dedizione alla causa delle farmacie».
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Rinnovo vertici Federfarma. Confermati Annarosa Racca in Lombardia e Defilippo in Calabria. Elezioni a Bologna, Rovigo, Enna
Annarosa Racca è stata rieletta presidente di Federfarma Lombardia per il triennio 2020-2023. Rinnovo dei vertici anche in Calabria dove Vincenzo Defilippo è stato confermato presidente, a Bologna con Massimiliano Fracassi alla presidenza, a Rovigo con Claudia Pietropoli e a Enna con Calogero Massimiliano Genco.
Rinnovo in Lombardia
In Lombardia, Annarosa Racca sarà supportata dal Comitato esecutivo composto da Luigi Zocchi, eletto vicepresidente da Ferdinando Peschiulli, che subentra a Clara Mottinelli come presidente del Comitato rurale, dal neo segretario, Giampiero Toselli, e dal riconfermato tesoriere, Enrico Beltramelli. «Ringrazio tutti per la fiducia confermata attraverso questa rielezione - dichiara Annarosa Racca -. Raccolgo con grande spirito di rinnovamento la sfida per i prossimi tre anni, che saranno dedicati in primis a rafforzare e radicare ulteriormente il ruolo fondamentale che le farmacie svolgono, come presidio sanitario imprescindibile sul territorio. Lo hanno dimostrato più che mai durante l'emergenza Covid19: sono state numerose le attività e i nuovi servizi di cui le farmacie si sono fatte carico durante la pandemia, dalla stampa del promemoria della ricetta dematerializzata - grazie alla collaborazione con i medici di Medicina generale - alla consegna dei farmaci a domicilio, senza dimenticare il reperimento, in situazioni critiche, di tutti i dispositivi di protezione individuale necessari per combattere l'infezione. Il programma del nuovo Consiglio andrà in questa direzione, per creare un futuro che veda le farmacie impegnate in un percorso di rafforzamento dei servizi offerti ai cittadini: dal sostegno alle campagne di screening e prevenzione al supporto nella presa in carico dei pazienti cronici, anziani e fragili. Questa squadra infine - conclude la dottoressa Racca - porterà avanti nuovi e ambiziosi progetti al fianco della distribuzione intermedia e dell'industria farmaceutica».
Rinnovo in Calabria
Vincenzo Defilippo è stato confermato presidente di Federfarma Calabria, e Alfonso Misasi resta nel ruolo di segretario nel corso della riunione del 7 giugno del Consiglio direttivo dell'Associazione regionale. Nel Consiglio direttivo dell'associazione sono stati eletti anche: Gemma Candio ed Enrico Pizzuti (vicepresidenti), Alfonso Misasi (segretario - rappresentante in Consiglio delle Regioni), Eugenio De Florio (tesoriere), Maria Cristina Murone (rappresentante rurale al Consiglio delle Regioni), Levino Rajani, Ettore Squillace, Simonetta Neri, Claudia Musolino e Massimo De Fina (consiglieri). «In una situazione congiunturale negativa di inaudita gravità per tutto il Paese, ma ancor più aspra per la nostra Regione, le farmacie calabresi non solo sono state in grado di continuare ad assicurare ininterrottamente alla collettività l'erogazione dell'assistenza farmaceutica, ma hanno anche avviato ulteriori servizi, affermando sempre più saldamente l'insostituibilità del proprio ruolo nell'ambito del Servizio sanitario regionale» afferma il presidente Defilippo.
Rinnovo a Bologna
Anche a Bologna rinnovate le cariche sociali per il triennio 2020-2023 del Consiglio direttivo, del Collegio dei revisori e del Collegio dei probiviri. Il presidente eletto è Massimiliano Fracassi, mentre il vicepresidente urbano è Achille Gallina Toschi. Il vicepresidente rurale è Stefan Gwiazda. Il segretario eletto è Matteo Paulin, il tesoriere Maria Claudia Mattioli Oviglio. I consiglieri: Giovanni Biagetti, Giovanni Corinaldesi, Maria Carolina Ferraro, Cristina Lolli, Alessandro Magnani, Giorgio Merli. Nel Collegio dei revisori: Sindaci effettivi sono Lorenzo De Antoni, Paolo Penazzi e Nicolò Capodicasa. Sindaci supplenti, Michele Celadon e Mirco Preti. Nel collegio dei probiviri: Maurizio Falanelli, Stefano Alvisi e Rosamaria Dal Verme. Sarà successivamente convocato il Comitato rurali per l'elezione del vicepresidente rurale, presumibilmente in concomitanza con la prossima Assemblea di Bilancio.
Rinnovo a Rovigo
A Rovigo l'assegnazione delle cariche avvenuta nella seduta di Consiglio del 1° giugno. Nel Consiglio direttivo: Claudia Pietropoli presidente; Silvia Semeghini vicepresidente, Chiara Modonesi segretario, Valeria Bonetto tesoriere, Sandra Bergamin rappresentante Rurali. I consiglieri sono: Elisa Bonamico, Jacopo Colla consigliere, Diego Tonizzo, Moreno Turneretscher. Revisori dei conti: Donatella Benedetti, Valentina Buzzoni, Elisabetta Narsi e Mirandino Rizzi (supplente). Probiviri: Guido Bonetto, Teresa Bosi ed Enzo Martinello.
Rinnovo a Enna
Infine, Enna: il Consiglio direttivo a seguito delle dimissioni di Giorgio Scollo dalla carica di presidente, ha eletto presidente Calogero Massimiliano Genco e, resosi vacante la carica di vicepresidente, ha proceduto alla elezione anche del vicepresidente, nella persona di Giorgio Scollo. Il segretario eletto è Elena Alerci, tesoriere è Salvatore Dolcimascolo, mentre consiglieri: Ernesto Pesco (rappresentante rurale); Piergiovanni Oberto e Pietro Spagnolo. Rimane invariata la composizione del Collegio sindacale e quella del Collegio dei probiviri.
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Dl Liquidità, ok della Camera. In Dpc farmaci della Diretta per tutta l'emergenza Covid
La Distribuzione per conto, introdotta con emendamento, entra prepotente alla ribalta nel decreto liquidità approvato oggi alla Camera con 269 voti favorevoli, 193 no e nove astensioni, e ora pronto per l'esame in Senato. Il voto finale è previsto per il 5 giugno. Il decreto non dovrebbe più cambiare, la maggioranza dopo le modifiche delle commissioni lo considera blindato.
Le novità per la sanità: poste premesse implicite sulla Convenzione
È un decreto concentrato nel salvare le imprese attraverso prestiti, proroghe, agevolazioni; rispetto al testo approvato in Consiglio dei ministri è stato abrogato l'articolo 34 che vietava ai professionisti iscritti a più casse previdenziali, danneggiati dall'emergenza Covid, l'accesso al bonus di 600 euro di marzo ed aprile, e 1000 euro a maggio in caso di perdita di un terzo del fatturato rispetto ai marzo-aprile-maggio 2019. Per la sanità il tratto principale è dato dall'approvazione delle pre-intese firmate l'anno scorso dai medici convenzionati - di famiglia, pediatri, specialisti Asl - con i relativi aumenti ed arretrati, in cui si pone il vincolo di firmare il nuovo accordo in autunno, ponendo implicitamente le premesse per riprendere al più presto la trattativa sulla nuova convenzione nazionale delle farmacie.
Distribuzione per conto di confezioni ospedaliere secondo accordi regionali
La previsione più importante per queste ultime è costituita dal recepimento nell'articolo 27, relativo alla cessione gratuita di farmaci ad uso compassionevole, di un articolo 27 bis in materia di distribuzione dei farmaci agli assistiti. Per evitare ai pazienti disagi e "pellegrinaggi" negli ospedali, pericolosi ai fini del contagio Covid-19, si consente di dispensare per conto nelle farmacie convenzionate con il Servizio sanitario nazionale i medicinali fin qui distribuiti direttamente da Asl e ospedali.
La distribuzione per conto di medicine in confezione ospedaliera avverrà comunque "alle condizioni stabilite dagli accordi regionali" e "fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica" attualmente fissato al 31 luglio. Stop invece, anche se parziale, agli emendamenti che aprivano alle vaccinazioni in farmacia, aventi tra i primi firmatari il presidente della Federazione Andrea Mandelli, deputato FI. O meglio, un primo, più "robusto", è stato trasformato in Ordine del giorno ed impegna il Governo a valutare l'opportunità di utilizzare le farmacie aperte al pubblico e dotate di spazi idonei sotto il profilo igienico-sanitario ed atti a garantire la tutela della privacy "alla somministrazione di vaccini da parte di medici, al fine di contenere gli accessi ospedalieri e di alleggerire il carico degli ambulatori medici". L'emendamento - comunque recepibile al più presto - appare propedeutico a un secondo emendamento all'articolo 27 che - sempre "al fine di contenere gli accessi ospedalieri e di alleggerire il carico degli ambulatori medici"- consente la somministrazione delle vaccinazioni antinfluenzali da parte di medici ed infermieri, previa autorizzazione delle competenti aziende sanitarie locali, anche presso le farmacie aperte al pubblico dotate di spazi idonei con modalità organizzative e condizioni economiche disciplinate dalle convenzioni e dai correlati accordi regionali, "che tengano conto anche delle specificità e dell'importanza del ruolo svolto in tale ambito dalle farmacie rurali". Per garantire alle farmacie territoriali l'approvvigionamento dei vaccini la modalità è la distribuzione per conto: l'Asl acquista e fa somministrare in farmacia.
Il tema chiave del Decreto è peraltro la cessione gratuita di farmaci ad uso compassionevole: medicinali non ancora autorizzati, sottoposti a sperimentazione clinica o in commercio per indicazioni diverse da quelle sperimentali, se ceduti a fini solidaristici (non solo per curare il coronavirus) non concorrono a determinare la base imponibile delle imposte sui redditi. L'articolo 27 bis consente ad Asl e Regioni per queste spese di applicare rendicontazione separata; non è obbligatorio aprire un conto corrente specifico. L'articolo 40 consente all'Agenzia del Farmaco fino al 31 luglio l'accesso a tutti i dati degli studi sperimentali sui pazienti Covid-19 «al fine di migliorare la capacitaÌ di coordinamento e di analisi delle evidenze scientifiche disponibili». Fino a tutto luglio ci saranno procedure semplificate per acquisire le domande di sperimentare o aderire agli studi, che Aifa dettaglierà con circolare. Per i trial non servirà specifica polizza.
Aiuti alle imprese in difficoltà
Peraltro, la ratio del decreto è l'aiuto ad imprese in difficoltà: CdP potrà erogare prestiti fino al 25% del valore del fatturato (o al doppio della spesa del personale a seconda di qual è il maggiore dei due valori) con livelli di garanzia diversi a seconda della taglia dell'azienda: quest'ultima può essere pure micro-impresa, professionista a partita Iva, società tra professionisti. Per aprile e maggio sospese autoliquidazioni di Iva e ritenute e versamenti previdenziali se il fatturato di marzo si sia contratto di oltre un terzo rispetto al 2019.
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Farmacisti da nord a sud: abbiamo dimostrato di essere presidio fondamentale sul territorio
«La prospettiva futura è quella di un cambio radicale della medicina del territorio, soprattutto alla luce del fallimento del cosiddetto modello lombardo. La farmacia in questi due mesi di emergenza Covid-19, ha fatto un salto in avanti, dimostrando di dover diventare parte importante del sistema sanitario sul territorio»: questo quanto affermato da Elena Penazzi, titolare a Imola e blogger, durante la diretta live di oggi sulla pagina Facebook di Punto Effe. Titolo: "La farmacia al tempo del Covid-19, come cambia e se cambia da Nord a Sud". Insieme ai colleghi Rachele Aspesi, titolare in provincia di Varese e segretario provinciale dell'Ordine dei farmacisti, e Ivan Tortorici, titolare a Palermo e segretario Federfarma Palermo, che hanno raccontato la loro esperienza dietro il banco della farmacia... e dietro la mascherina.
I farmacisti ci sono sempre stati
«Dopo una fase iniziale difficoltosa, ci siamo adattati in fretta alla nuova situazione, ai dispositivi di protezione, dalle mascherine al plexiglas», spiega Aspesi, «come farmacisti ci siamo sempre stati» e ha aggiunto «siamo anche riusciti a fare gruppo: come Ordine di Varese, nelle settimane più difficili, abbiamo mandato una lettera ai colleghi, per far capire che l'Ordine era con loro, che fossero titolari o dipendenti. Contemporaneamente sono nati gruppi WhatsApp per scambiare informazioni anche sui fornitori di quei prodotti che risultavano difficilmente reperibili». In questa situazione di emergenza, aggiunge Tortorici «è emerso che se da una parte il farmacista è un imprenditore indipendente, dall'altra ha bisogno di confrontarsi: quindi fare rete e dialogare è fondamentale».
In questi momenti serve senso di condivisione e appartenenza
Meno apprezzata la critica nei confronti del sindacato da parte di Penazzi: «Non mi è piaciuta la critica di alcuni colleghi nei confronti di Federfarma. In questo momento ci vuole senso di condivisione e appartenenza». Anche perché in breve tempo è emersa la questione mascherine, che ha in parte rallentato la crescita della percezione del valore della farmacia quale presidio in cui i cittadini sono andati e hanno trovato risposte. «Il Covid-19 ha azzerato nel sistema sanitario nazionale tutte le altre patologie: come farmacisti ci siamo trovati a dare consigli di pertinenza medica, dall'ambito ginecologico a quello oculistico. E questa la percezione di questa disponibilità è rimasta nei cittadini», sottolineato Penazzi.
Più uniti e meno polemici
Per questo i farmacisti concordano che della questione mascherine si è parlato troppo: «Ringrazio Marco Cossolo e Roberto Tobia per tutto quello che hanno fatto, ma forse andava comunicato meglio quello che la farmacia e i farmacisti hanno fatto in questa emergenza», dichiara Tortorici, «ritengo che come categoria dobbiamo essere più uniti e meno polemici». E per il prossimo futuro, aggiunge, «in questa emergenza abbiamo capito che non si può dipendere dall'estero per la produzione di mascherine e principi attivi. Adesso dobbiamo gestire al meglio il cambiamento e attrezzarci fin da oggi a un eventuale ritorno di epidemia Covid-19 in autunno, con il ritorno delle temperature basse e delle malattie stagionali».
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