Approvata legge di bilancio: sollievo per le piccole farmacie, niente ostacoli per i grandi capitali.
Azzeramento dello sconto richiesto dal Ssn alle farmacie più piccole, ma niente emendamenti per frenare le società di capitali: nella Legge di Bilancio 2019 approvata oggi pomeriggio alla Camera (313 voti a favore e 70 contrari, non hanno partecipato al voto Pd e Leu) prevale il realismo. Ma tra i commi 510 e 560 - più qualcuno sparso - misure per muovere il sistema-salute ce ne sono.
Sconti Ssn
Partiamo dall'abolizione dello sconto, ai commi 551 e 552: le farmacie a fatturato Ssn sotto euro 150.000 non dovranno più praticare gli sconti proporzionali al prezzo del farmaco al Servizio sanitario nazionale acquirente previsti dalla Legge 662/96 e l'ulteriore sconto sui farmaci di classe A (art. 15, c 2, Dl 95/2012). Fin qui la normativa prevedeva sconti del 60% sugli importi praticati nei vari scaglioni dei prezzi dei farmaci per le farmacie con fatturato Ssn fino a 300 mila euro, urbane e rurali non sussidiate; e contemplava sconti ridotti all'1,5% per le rurali sussidiate fino a 450 mila euro di fatturato totale. D'ora in poi, il Servizio sanitario non chiederà sconti a nessuna farmacia sotto i 150 mila euro di fatturato Ssn. Le farmacie con fatturato Ssn tra 150 e 300 mila euro continueranno a beneficiare della riduzione del 60% vigente. Per calcolare il fatturato Ssn si sommano dal 2019: i ricavi per i farmaci ceduti in regime Ssn; la remunerazione della distribuzione per conto; il fatturato delle prestazioni di assistenza integrativa e protesica in regime di Ssn e regionale; i ticket a carico dell'assistito. Sono escluse dal calcolo le percentuali Iva, le trattenute convenzionali e di legge, altri sconti, le quote a carico dei cittadini e la retribuzione di ulteriori prestazioni per servizi erogati dalle farmacie convenzionate. L'operazione costa al Ssn4 milioni delle quote vincolate del Fondo sanitario nazionale destinate a specifici obiettivi regionali.
Prezzo dei medicinali e pay back
Entro il 15 marzo 2019 l'Agenzia del Farmaco potrà rinegoziare i contratti se prevede di acquistare volumi molto più alti di un medicinale o ravvisa un rapporto costo-terapia sfavorevole rispetto alle alternative presenti in prontuario. Dal 2019, dal tetto per la spesa farmaceutica ospedaliera pari al 6,89% della spesa sanitaria totale, si ritaglia un tetto pari allo 0,20%per acquisti diretti di gas medicinali. E' previsto il superamento del meccanismo di determinazione del pay-back in caso di sforamenti dei tetti di spesa per farmaci nelle singole Regioni. L'Aifa rileverà il fatturato di ogni produttore per medicinale al lordo Iva dalle e-fatture: per il 2019 entro il 31 luglio 2020;per gli anni successivi entro il 30 aprile. I fatturati di vaccini, farmaci innovativi, oncologici innovativi e orfani sono esclusi dal calcolo del fatturato delle industrie di cui tenere conto per il pay back pari al 50% dello sforamento.
E-fattura
Il comma 53, in linea con il decreto fiscale, esclude per il 2019 dalla fattura elettronica tutti i soggetti - inclusi medici, dentisti e farmacisti per gli scontrini -tenuti all'invio dei dati dei loro utenti al sistema Tessera sanitaria, ai fini della precompilazione del modello 730 con le detrazioni spese sanitarie. Esclusi pure i dati delle fatture per cui i pazienti hanno chiesto di non conferire i loro dati al sistema Ts, come sollecitato dal Garante Privacy. I sanitari riceveranno fatture elettroniche e ne dovranno fare se fornitori di strutture e committenti diversi dai pazienti.
Pubblicità
Le promozioni delle strutture sanitarie private di cura e dei sanitari iscritti agli albi, incluse le società tra professionisti, potranno contenere informazioni su titoli e specializzazioni professionali, tariffe e caratteristiche del servizio, ma non elementi promozionali o suggestivi; gli ordini hanno un controllo "a posteriori" e poteri sanzionatori sui messaggi degli iscritti.
Professioni sanitarie
Incide sui servizi della farmacia la sanatoria per infermieri e altri sanitari: se per 36 mesi in 10 anni hanno svolto lavori compatibili con gli albi di riferimento possono continuare a svolgerli iscrivendosi in elenchi a esaurimento presso l'albo dei tecnici sanitari di radiologia-prevenzione-riabilitazione entro 2 mesi dall'entrata in vigore della manovra.
Pensioni
Quota cento (via con 62 anni di età e 38 di contributi senza penalità) è rinviata a un decreto che sarà presentato a gennaio e si pensa interesserà, da aprile, 350 mila contribuenti Inps nel 2019 tra lavoratori pubblici e privati. I tagli alla rivalutazione degli assegni pensionistici colpiranno dal 3% del recupero inflattivo di chi prende più di 1.521 euro lordi mensili, del 23% dai 2.029 ai 2.537 euro/mese, del 48% oltre 2.537 euro-mese, del 55% fino a 3.052 euro/mese, del 53% fino a 4.059 euro, del 55% fino a 4.566 euro e del 60% oltre 4.566 euro/mese. Chi percepisce oltre 100 mila euro annui da Inps, Enpaf, o altro ente previdenziale, per 5 anni dovrà pagare un contributo di solidarietà pari al 15% dell'assegno fino a 130 mila euro, del 25% tra 130 e 200 mila euro annui, del 30% dai 200 ai 350 mila euro, del 35% da 350 a 500 mila euro, del 40% oltre 500 mila euro. I soldi andranno a un fondo risparmio che provvederà a redistribuirli.
Misure generali
Pur previsto dalla manovra, per coop e onlus lo stop alle agevolazioni Ires potrebbe rientrare, stando alle dichiarazioni del premier Giuseppe Conte. Torna il condono: chi ha effettuato la dichiarazione dei redditi corretta ma non ha versato perché in difficoltà economiche potrà fruire del saldo e stralcio dei debiti fiscali che permette di saldare il debito senza sanzioni e interessi di mora aggiungendo un 16% se l'Isee è sotto 8.500, del 20% per un Isee fino a 12.500 o del 35% per Isee tra 12.500 e 20 mila euro.
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Chiude rurale nel torinese, Pagliacci (Sunifar): quando la "diretta" è troppo spinta.
Si chiude l'anno, chiude un'altra farmacia che non ce la fa più a sostenersi economicamente. Si tratta - ne dà notizia Filodiretto di Federfarma - di una rurale sussidiata di Andrate, paese di 500 abitanti in provincia di Torino.
Il titolare aveva aperto nel 2000 in seguito a un concorso ordinario e la decisione di chiudere i battenti, fa sapere Andrea Colombo, direttore di Federfarma Torino, arriva dopo ripetuti tentativi di "ripristinare una situazione economica ormai insostenibile, con un fatturato già in partenza ai limiti della sopravvivenza e più che dimezzato in pochi anni".
Immediata la reazione delle associazioni sindacali, locali e nazionali, che mettono in rilievo come l'Asl TO4, a cui fa riferimento la farmacia di Andrate, è una delle realtà piemontesi nelle quali la distribuzione diretta è più accentuata.
"Questa situazione", rileva Massimo Mana, presidente di Federfarma Piemonte, "mette in evidenza quello che succede alle farmacie piccole che risiedono in zone rurali alle quali viene tolta l'aria per respirare. La decisione della Regione di distribuire direttamente alle case di riposo, ha tolto alla farmacia quel minimo indispensabile per stare in piedi. Tanto è vero che negli ultimi anni questa farmacia ha dimezzato il suo fatturato". La notizia che arriva da Andrate, gli fa eco Andrea Garrone, vice presidente rurali di Federfarma Torino, "è la risultanza delle scelte scellerate fatte da gran parte delle istituzioni in questi anni. Penso alla decisione di spingere la distribuzione diretta a discapito di quella per conto, nonostante si sia dimostrato ampiamente che la prima non porta ai risparmi ipotizzati. Anzi. O ancora, alla decisione del governo Monti di bandire un concorso straordinario che mai come in Piemonte ha creato un sovraccarico di farmacie. Non possiamo accettare di pagare, insieme ai cittadini, un prezzo così alto per il semplice fatto di risiedere in zone rurali o più disagiate."
Infine la presidente del Sunifar Silvia Pagliacci: "E' l'ennesimo caso di situazioni che, un tempo, non erano nemmeno lontanamente immaginabili. Il lavoro che Federfarma-Sunifar sta facendo a livello nazionale è quello di far capire ai decisori politici la gravità di situazioni come questa, generate spesso da scelte sconsiderate. Una su tutte, la sottrazione del fatturato causato dalla "diretta", che impoverisce le farmacie sia dal punto di vista professionale che economico, soprattutto quelle dei piccoli centri. Nel caso di Andrate poi, c'è da dire che la titolare, non essendo indebitata, ha potuto scegliere di chiudere la farmacia ma è sempre più frequente invece che le farmacie in difficoltà economica non riescano a uscire dal circolo vizioso dell'indebitamento. E questo è gravissimo".
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Ricetta veterinaria elettronica, si attende decreto in Gazzetta Ufficiale. Federfarma chiede chiarimenti.
C'è attesa sulla ricetta veterinaria elettronica: mentre dal ministero della Salute, ieri, è stato reso consultabile il decreto sulle "Modalità applicative delle disposizioni in materia di tracciabilità dei medicinali veterinari", che ha già l'ok della Conferenza delle Regioni, Federfarma nazionale ha inviato una lettera al Dicastero per chiedere chiarimenti, in particolare relativi alla data di partenza.
Intanto, dal Ministero è stato chiarito che il dispositivo sarà in vigore il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Da quanto si apprende, i prossimi step, che devono precedere la pubblicazione in Gazzetta, consistono nella firma del ministro della salute Giulia Grillo e nella registrazione da parte della Corte dei Conti. Non è dato sapere, al momento, quanto tempo richiederà questo iter, ma non tutti sono pronti a scommettere sul fatto che il tutto si concluderà entro la fine dell'anno, in modo da essere a posto con tutti i tasselli per la deadline del primo gennaio. E, d'altra parte, c'è anche chi sottolinea come l'assenza dell'entrata in vigore del Decreto, con il disciplinare tecnico, corrisponda nei fatti a un rinvio.
Si attendono aggiornamenti nei prossimi giorni. A ogni modo, per quanto riguarda i sistemi attivi, come già avevamo anticipato, nel caso di erogazione di ricetta elettronica veterinaria, sono previsti due canali: «Il primo, già operativo, è gestito dal ministero della Salute, attraverso il portale https://vetinfo.it; il secondo, gestito attraverso il sistema Tessera sanitaria, sarà operativo solo successivamente la pubblicazione in Gazzetta del Decreto ministeriale. Attraverso quest'ultimo sistema, una volta attivato, dovranno essere utilizzate le credenziali già in possesso delle farmacie che servono anche per l'erogazione della ricetta dematerializzata per uso umano. Pertanto non è necessario richiederne di ulteriori. Mentre attraverso il Sistema di farmacosorveglianza del ministero della Salute, devono essere utilizzate le credenziali da richiedere attraverso il sito stesso».
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I migliori auguri per le prossime festività.

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