Superticket, ok da Regioni a ripartizione risorse per ridurre peso ricette.
Ha avuto l'ok delle Regioni la suddivisione dei 60 milioni di euro stanziati nella scorsa Legge di Bilancio per ridurre o eliminare il superticket. Obiettivo: ridurre la quota fissa di 10 euro sulle ricette. «Un obiettivo di equità raggiunto grazie anche alla collaborazione delle Regioni che oggi danno il via libera al decreto sul fondo previsto proprio per questo scopo. È uno strumento in più a disposizione delle Regioni per ridurre o eliminare il superticket, soprattutto per le categorie particolarmente vulnerabili» ha dichiarato il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, preannunciando l'Intesa sul decreto in Conferenza Stato-Regioni. La divisione, riporta Bonaccini, prevede, diversamente da quanto indicato nel testo in entrata, che «l'80% della cifra sarà ripartito fra tutte le Regioni a statuto ordinario più la Sicilia, per quota d'accesso al fabbisogno sanitario standard 2018. Il 20% della cifra sarà ripartito alle sole Regioni che avevano ampliato il numero dei soggetti esenti o adottato misure alternative: Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Basilicata».
Ecco le ripartizioni:
- Piemonte - 6.186.621
- Lombardia - 10.456.835
- Veneto - 6.879.302
- Liguria - 1.455.203
- Emilia Romagna - 7.450.927
- Toscana - 4.904.888
- Umbria - 1.201.273
- Marche - 1.386.532
- Lazio - 5.201.133
- Abruzzo - 1.183.671
- Molise - 279.439
- Campania - 5.008.772
- Puglia - 3.572.138
- Basilicata - 860.815
- Calabria - 1.724.291
- Sicilia - 2.248.162
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Aderenza, da Politecnico brevetto per dispositivo dispensatore intelligente.
Un dispositivo modulare intelligente per l'erogazione automatica di farmaci dotato di sensori per misurare la presenza dei farmaci per notificare al paziente quali farmaci deve assumere e per comunicare con medico, farmacista o parenti le informazioni sull'aderenza. Si tratta di un distributore automatico di farmaci, chiamato Mite brevettato al Politecnico di Milano pensato per supportare i pazienti, soprattutto gli anziani, nella "corretta assunzione di farmaci nelle modalità e nelle tempistiche previste dalla terapia medica". Una nota stampa del Politecnico spiega che il dispositivo è costituito da una matrice di sensori (di tipo capacitivo, piezo-elettrico o sensori di forza resistivi) per misurare la presenza dei farmaci in esso contenuti e da una matrice di Led Rgb (a tre colori rosso, verde e blu) per notificare al paziente quali farmaci deve assumere. Se il paziente non estrae il farmaco previsto, il dispositivo segnala l'anomalia attraverso segnali luminosi e sonori. Il controllo della corretta assunzione del farmaco da parte del paziente avviene attraverso l'analisi del peso dei farmaci in ogni alloggiamento. Il contenitore è suddiviso in zone delimitate da separatori mobili ed è quindi in grado di adattarsi alle necessità della terapia medica attraverso una fase di personalizzazione ed una struttura modulare che consente di ritenere diverse tipologie di farmaci (ad es. pillole, supposte, bustine, siringhe). È inoltre in grado di gestire più terapie contemporaneamente (caratterizzate da diversi farmaci, periodicità e quantità). Le informazioni riguardanti il grado di aderenza del paziente alla terapia, alert o allarmi associati al non rispetto di una terapia possono essere inviati a personale medico, farmacisti o parenti. Sul fondo del dispositivo potranno essere alloggiati due lettori di smart card utili per la configurazione degli spazi interni e la gestione delle terapie del paziente e per il riconoscimento del paziente tramite tessera sanitaria. Il dispositivo potrà poi essere dotato di uno schermo o un piccolo altoparlante, disposti sul coperchio, per veicolare messaggi al paziente. Il paziente potrà poi rispondere ai messaggi tramite uno schermo touch-screen o un microfono. Il sistema sarà provvisto anche di un pulsante di allarme per allertare il medico curante o gli operatori del primo soccorso in caso di necessità.
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Ecm, più flessibilità su autoformazione: novità sulle attività che danno crediti.
In tema di autoformazione - che, grazie alla recente delibera della Commissione nazionale Ecm, ha visto un aumento della percentuale di crediti acquisibili per il triennio in corso (2017-2019) -, un ruolo importante è riconosciuto agli Ordini, con la facoltà di ampliare le tipologie e le casistiche rientranti in questo istituto, in base alle specifiche esigenze delle varie professioni. Un elemento, questo, che per i farmacisti è stato oggetto di riflessione, con l'ipotesi di prevedere, accanto alla lettura di libri e riviste come attività rientranti nell'autoformazione, anche della partecipazione a assemblee, a incontri organizzati in ambito sanitario, e ad attività di volontariato.
Come si ricorderà, fino a poco fa, per il conteggio dei crediti dell'autoformazione vigeva il limite del 10% dell'obbligo formativo individuale triennale, mentre con la delibera del 29 settembre, tale soglia, per il triennio in corso, è stata innalzata al 20%. Un provvedimento che, oltre a andare incontro alle esigenze di flessibilità dei professionisti, alle prese con impegni di lavoro, rende di fatto più appetibile prendere in considerazione, tra le modalità di formazione, anche questa via. Come già avevamo anticipato, l'autoformazione è un capitolo ampio: in particolare, come si legge nella delibera, può rientrarvi «l'utilizzazione individuale di materiali durevoli e sistemi di supporto per la formazione continua preparati e distribuiti da Provider accreditati», ma anche «l'attività di lettura di riviste scientifiche, di capitoli di libri e di monografie non preparati e distribuiti da provider accreditati Ecm e privi di test di valutazione».
Altre modalità
E proprio sulle tematiche che possono rientrare in questo istituto, dalla Fofi, in una recente circolare, arriva una ulteriore indicazione: «potrebbero essere ritenute rientranti la partecipazione alle riunioni delle Assemblee degli iscritti nelle quali si trattino temi di aggiornamento professionale; la partecipazione a corsi/incontri/eventi di aggiornamento professionale di vario tipo organizzati dall'Ordine, da Associazioni professionali, da Società scientifiche o altri soggetti con esperienza in campo sanitario; la partecipazione ad eventi di volontariato con prestazione di attività professionale tra i quali, in particolare, si richiamano quelli realizzati dall'Associazione Nazionale Farmacisti Volontari per la Protezione civile».
Come fare per ottenere il riconoscimento dei crediti?
Due sono le possibilità: la prima, che vede un più rapido accredito, prevede che il farmacista inoltri «al proprio Ordine una richiesta mediante autocertificazione (sulla base del modello fornito dal Co.Ge.A.P.S.), nella quale indichi con precisione i percorsi seguiti.
Alcuni esempi:
Così, nel caso di libri e riviste, andrebbe per esempio citato titolo, autore, editore, anno di pubblicazione. Nel caso di volontariato dovrebbero essere dichiarati tutti gli elementi idonei ad individuare l'attività prestata, in quanto, la validazione del percorso formativo seguito, che viene per l'appunto autocertificato, dovrà essere effettuata dagli Ordini, i quali, in questo caso, trasmetteranno al Co.Ge.A.P.S. i crediti».
Un'altra modalità eÌ quella di collegarsi direttamente al sito CoGeAPS (http://www.cogeaps.it) e inserire autonomamente i dati dell'autocertificazione attraverso l'area riservata. Ma «si segnala che utilizzando quest'ultima modalità i tempi per ottenere il riconoscimento dei crediti sono più lunghi rispetto alla procedura effettuata dall'Ordine».
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Ministro Grillo: il governo sta con i farmacisti, non con le multinazionali.
"ll principio per cui nelle farmacie italiane il 51% del capitale di gestione dev'essere rappresentato da farmacisti iscritti all'albo è per me fondamentale. Si tratta di un argine al rischio di strapotere delle società di capitale internazionali che possono fare piazza pulita delle piccole farmacie".
E' Giulia Grillo a parlare dalla sua pagina Facebook. L'affondo ai precedenti governi è duro e senza perifrasi e così l'emendamento Cinque Stelle alla legge di bilancio, cassato soltanto ieri sera prima di arrivare all'aula della Camera, torna attualissimo grazie al sostegno esplicito del ministro della Salute: "Quella norma serve a impedire la svendita delle nostre farmacie alle catene che pagano le tasse all'estero, chissà dove, e la distruzione del lavoro dei farmacisti che sono professionisti sanitari e dunque rappresentano per tutti i cittadini, soprattutto nei piccoli centri, le sentinelle e spesso il primo punto di riferimento sanitario. Difendo i nostri farmacisti che lavorano e pagano le tasse in Italia. Il governo sta dalla loro parte, il Partito democratico evidentemente no, visto l'atteggiamento che sta avendo in Parlamento e il regalo fatto proprio dal governo Gentiloni alle lobby internazionali". Infine un auspicio che rimette tutto in gioco e rimanda al Senato la parola definitiva: "Auspico che - nel pieno rispetto del dibattito parlamentare - la norma sia approvata, nonostante le resistenze del partito che ha governato questo Paese in modo disastroso in questi ultimi cinque anni".
Sotto il post la foto di una Grillo sorridente sormontata da una scritta: "Svendere le farmacie italiane alle multinazionali? No grazie!"
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