Milleproroghe. Stallo su detraibilità fiscale, revisione nuovi tetti di spesa e specializzandi
Per il momento niente revisione dei tetti di spesa che porta via 500 milioni alle farmacie territoriali, né respiro alla distribuzione per conto. Tutto fermo. Ieri sono stati depositati alla Camera, alle commissioni Affari costituzionali e Bilancio gli ultimi emendamenti al decreto-legge Milleproroghe in fase di conversione, e intanto molte "trattative" sono saltate. Stallo sui temi fiscali, dove il governo pareva incline a lasciare detraibili dall'Irpef 2021 le spese private per la salute sostenute in contanti fino al 31 marzo 2020. Un emendamento di Raffaele Nevi per Forza Italia aveva chiesto una proroga di un anno e in precedenza erano stati bloccati emendamenti dello stesso Nevi e di Andrea Mandelli (FI) e di Rossana Boldi (Lega) perché le richieste di modifica non contenevano vere "proroghe".
Le previsioni in materia sanitaria
Sui temi sanitari si parte dal decreto-legge che al momento, ricordiamo, presenta in tutto tre previsioni. La prima è per i dirigenti Ssn - medici, infermieri apicali, farmacisti ospedalieri - e prevede che il fondo alimentato dalle retribuzioni individuali di anzianità (RIA) di chi si pensiona sia incrementato di 14 milioni di euro per ciascun anno dal 2020 al 2025 e di 18 annui dal 2026. Seconda previsione, negli Irccs e negli istituti zooprofilattici i 3 anni di spezzoni lavorativi validi per stabilizzare il personale vanno conteggiati negli ultimi 7 anni. Agli stessi istituti, infine, va 1 milione di euro per 3 anni di cui 800 mila per la ricerca su misure alternative alla sperimentazione animale e 200 mila a corsi in materia. A queste previsioni il governo aggiunge, e le commissioni dovrebbero dare l'ok, un finanziamento speciale di 2 milioni di euro allo Spallanzani, istituto che sta gestendo la lotta al coronavirus, nonché una norma che dopo i medici specializzandi al 4° o 5° anno di corso (quadriennale o quinquennale) ammette ai concorsi per entrare nella dirigenza ospedaliera pure i giovani medici al 3° anno di specialità: un emendamento voluto da regioni e governo, ma anche "bipartisan", c'è in tal senso pure una proposta del presidente Fofi Mandelli. Non è stata ammessa invece al momento la possibilità per i medici dipendenti di prolungare il rapporto, andando in pensione a 70 anni compiuti.
Emendamento per revisione dei tetti di spesa farmaceutica e Dpc
Ma il "grande assente" è per ora, al momento in cui chiude questa testata, l'emendamento caldeggiato da settori del governo con il quale si chiede la revisione dei tetti di spesa farmaceutica. Un testo a "zero oneri" per lo stato: se passasse, la spesa totale resterebbe il 14,85% del Fondo sanitario nazionale, ma con un calo del tetto per la "convenzionata" territoriale dal 7,96% al 7,52% e un'impennata dal 6,69 al 7,13% della spesa per gli acquisti diretti di Asl. In altre parole, 500 milioni di spesa si sposterebbero dalle farmacie convenzionate alle Asl rendendo probabilmente meno oneroso il pay-back a regioni ed aziende farmaceutiche. In parallelo, era in itinere un emendamento per favorire la distribuzione per conto di medicinali oggi distribuiti direttamente per i quali non sussistano necessità di controllo ricorrente da parte delle strutture pubbliche: ebbene, gli emendamenti non esplicitamente ammessi dalle Commissioni sono al momento accantonati.
Equiparazione farmacisti nelle scuole di specialità di area sanitaria
Né c'è traccia per l'equiparazione dello status dei farmacisti nelle scuole di specialità di area sanitaria a quello dei laureati in medicina (oggi chi frequenta il corso quadriennale non ha un contratto e si sobbarca tutte le spese di frequenza) o per la chance chiesta dalle regioni di attingere alla quota premiale del Fondo sanitario nazionale ove avessero riservato a una Centrale regionale il grosso degli acquisti di beni e servizi. "Missing" anche il rinvio al 30 giugno 2020 del termine per iscriversi all'elenco speciale delle professioni sanitarie istituite dalla legge Lorenzin, per la proroga al 2021 delle norme sulle sperimentazioni animali, per i nuovi requisiti dei direttori generali, per la stabilizzazione del personale di istituti zooprofilattici ed Aifa, per la proroga di 12 mesi del requisito di innovatività per i farmaci antiepatite C, per il fondo per tracciare i farmaci veterinari. Accantonato pure l'emendamento Mandelli che consente ai laureati in fisica che svolgono o abbiano svolto una professione sanitaria dipendente o autonoma minimo 5 anni anche non continuativi di iscriversi nella rispettiva sezione dell'albo dei chimici e dei fisici entro il 30 giugno in attesa dell'esame di stato. Ricordiamo per inciso che sempre in commissione Affari Costituzionali, Mandelli ha depositato un disegno di legge che consente l'esercizio cumulativo di due o più professioni sanitarie, ma mantiene il divieto di cumulare la professione di farmacista con quelle di medico, odontoiatra e veterinario.
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Farmacista preparatore, in arrivo le prime certificazioni. A febbraio il Congresso Sifap
Il farmacista preparatore gioca un ruolo fondamentale laddove l'industria non fa prodotti adatti a condizioni particolare (cronicità, pediatria oncologia) ma è giusto garantire al cittadino e al paziente che il suo operato sia a regola d'arte e dimostralo con certificazione è un ulteriore e importante passo in avanti. Così la professoressa Paola Minghetti, presidente della Sifap, Società italiana farmacisti preparatori annuncia il prossimo VII Congresso nazionale Sifap dedicato alla "Certificazione sifap del farmacista preparatore: significato e finalità novità normative, tecniche e aspetti pratici" che si terrà a Bergamo presso il Centro Congressi Giovanni XXIII il 28/29 febbraio 2020
Certificazione di operato a regola d'arte
«Il farmacista preparatore gioca un ruolo fondamentale dove l'operato dell'industria non riesce ad arrivare - ha dichiarato la docente ai microfoni di Federfarma channel - Cronicità, pediatria e oncologia sono un esempio di condizioni in cui l'industria non riesce a personalizzare così tanto le cure. Ma anche sulle diverse sfaccettature che una terapia può avere nei dosaggi e nelle associazioni, per esempio. E qui entra in gioco il farmacista preparatore che può dare un importante contributo per migliorare l'aderenza e l'uso corretto per una terapia più idonea». Per poter fare questo, ha proseguito la presidente della Sifap, «i farmacisti hanno fatto percorso che non è solo formazione ma è anche verifica, sottoponendo il proprio operato a un controllo. Due volte all'anno partecipando a un round-robin preparano le proprie preparazioni e le inviano per farle controllare, se queste preparazioni sono nei range previsti da Farmacopea possono ricevere la certificazione. In occasione del Congresso verranno consegnati i primi certificati di riconoscimento di un percorso avviatosi nel precedente congresso, nella convinzione che possa diventare un'attestazione di qualità. Se farmacista vuole un ruolo è giusto garantire a cittadino e paziente che ciò che facciamo è fatto a regola d'arte e dimostralo con certificazione è un passo in più per dimostrarlo».
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Farmaci automedicazione, consumi in calo nel 2019. In farmacia il 90% del mercato, cresce la parafarmacia.
Il mercato dei farmaci di automedicazione chiude il 2019 con "fatturati sostanzialmente stabili" di 2,5 miliardi di euro (-0,2%) ma con consumi (circa 266 milioni di confezioni) in sensibile contrazione rispetto al 2018 (-3,3%) dovuta a una minore incidenza dei malanni di stagione e all'erosione di quote da parte di prodotti notificati a connotazione farmaceutica come integratori, erboristici e omeopatici che hanno trend di crescita consolidato. Sono i dati diffusi oggi da Assosalute che segnalano anche le dinamiche competitive tra i diversi canali di vendita: "la farmacia detiene una quota di mercato pari al 90,7% a volumi e al 91,9% a valori, aumenta lievemente la quota di mercato a favore delle parafarmacie che cumulano una quota di mercato del 6,1% a volumi e del 5,8% a valori (era del 5,9% e del 5,3% rispettivamente nel 2018), stabili le quote per i corner della Gdo 3,2% e 2,3% rispettivamente a volumi e a valori".
Stagionalità: meno influenza meno consumi
"L'andamento dei consumi - spiega la nota entrando nel merito dell'analisi - conferma come i trend del mercato dei farmaci senza obbligo di prescrizione siano strettamente collegati, sul breve periodo, alla stagionalità e quanto, più in generale, siano determinati dalla comparsa di specifici disturbi, mentre la spesa beneficia della variazione del mix di consumo verso nuovi prodotti e nuove confezioni. La ragione del sensibile calo del numero di confezioni vendute nel 2019 - si precisa - è da ricercare nella minore incidenza delle sindromi influenzali e da raffreddamento della stagione influenzale 2018/2019 rispetto a quanto registrato nella stagione precedente 2017/2018".
E poi c'è l'effetto concorrenza dei prodotti notificati a connotazione farmaceutica (integratori, erboristici, omeopatici, etc.), spesso confusi con i farmaci da banco: tali prodotti erodono quote di mercato ai farmaci senza obbligo di prescrizione grazie a un trend di crescita ormai consolidato e che si conferma anche nel 2019: +1,0% e +2,9% rispettivamente l'aumento dei consumi (per oltre 293 milioni di confezioni) e dei fatturati (per un giro d'affari complessivo di 4,3 miliardi di euro)".
In particolare, nelle vendite di Otc e Sop, si osservano trend simili a volumi ma migliori per gli Otc a valori: i consumi registrano una contrazione del -3,1% per gli Otc mentre per i Sop è pari al -3,7%. I fatturati presentano, invece, un andamento decisamente differente tra le due categorie: gli Otc fanno registrare un +0,2%; i Sop mostrano una sensibile contrazione del -1,5%.
Nuove formulazioni ma pochi nuovi principi attivi
Nonostante il mercato rilevi segnali di innovazione in termini di diversificazione dell'offerta e lanci di nuovi prodotti, risente però strutturalmente sia della diversa propensione alla spesa out of pocket tra il Nord e il Sud del Paese, sia della mancanza dell'allargamento dell'offerta a nuove aree terapeutiche e a principi attivi non ancora disponibili come farmaci Otc in Italia, a differenza di quanto avviene in molti altri Paesi europei.
«Il settore italiano dei farmaci senza obbligo di ricetta rende merito alle aziende del comparto che investono quotidianamente nell'innovazione dei dosaggi e delle formulazioni per migliorare costantemente il profilo di efficacia e sicurezza che caratterizza i farmaci di automedicazione -commenta Maurizio Chirieleison, presidente di Assosalute -. I medicinali da banco sostengono la salute dei singoli e possono dare un contributo importante anche alla ridefinizione della governance farmaceutica e alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale».
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Coronavirus, da Ministero indicazioni per operatori a contatto con pubblico. Le tutele per i dipendenti.
Il Coronavirus sta sollevando preoccupazione e soprattutto chi lavora in esercizi e servizi a contatto con il pubblico si domanda come fare per proteggere se stesso e, nel caso del datore di lavoro, i propri dipendenti. A maggior ragione se lo chiede chi, come il farmacista, viene a contatto con una popolazione che può presentare sintomatologie varie, anche laddove non presti assistenza diretta a pazienti. Proprio per fare un quadro sulle indicazioni operative - sia relativamente alle misure di protezione, riferiti all'attuale situazione epidemiologica e di rischio, sia agli step da mettere in atto nel caso si entri in contatto con casi sospetti - il Ministero della Salute ha emanato una nuova circolare. Ecco i contenuti.
Le indicazioni del Ministero
Modalità di trasmissione: «La via più frequentemente riportata» si legge «è quella a seguito di contatti stretti e prolungati da persona a persona. Ulteriori studi sono in corso».
Per altro, come riferisce l'Iss e il Situation Report del primo febbraio dell'Oms, «sulla base dei dati al momento disponibili, l'Oms ribadisce che il contatto con i casi sintomatici (persone che hanno contratto l'infezione e hanno già manifestato i sintomi della malattia) è il motore principale della trasmissione del nuovo coronavirus 2019-nCoV. L'Oms è a conoscenza di una possibile trasmissione del virus da persone infette ma ancora asintomatiche e ne sottolinea la rarità. In base a quanto già noto sui coronavirus (ad es. Mers-CoV), sappiamo infatti che l'infezione asintomatica potrebbe essere rara e che la trasmissione del virus da casi asintomatici è molto rara. Sulla base di questi dati, l'OMS conclude che la trasmissione da casi asintomatici probabilmente non è uno dei motori principali della trasmissione del nuovo coronavirus 2019-nCoV».
Sintomatologia: «I sintomi più comuni sono febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie. Le informazioni attualmente disponibili suggeriscono che il virus possa causare sia una forma lieve, simil-influenzale, sia una forma più grave di malattia».
Diffusione in Europa: «Come riportato dal Centro Europeo per il Controllo delle Malattie, la probabilità di osservare casi a seguito di trasmissione interumana all'interno dell'Unione Europea è stimata da molto bassa a bassa, se i casi vengono identificati tempestivamente e gestiti in maniera appropriata. La probabilità di osservare casi in soggetti di qualsiasi nazionalità provenienti dalla Provincia Cinese di Hubei è stimata alta, mentre è moderata per le altre province cinesi.
Presso il Ministero della salute è attivo un tavolo permanente con le Regioni per il monitoraggio continuo della situazione; sono in atto tutte le procedure per l'identificazione tempestiva e la gestione appropriata di casi sospetti, con procedure omogenee su tutto il territorio nazionale».
Bollettino Oms: Secondo l'ultimo aggiornamento del 2 febbraio, sono 14.557 i casi confermati segnalati, i decessi 304 e i Paesi coinvolti 23 (nessun nuovo Paese segnalato).
Dipendenti da tutelare: A ogni modo, le indicazioni operative sono rivolte «a chi è a contatto con il pubblico». Per quanto riguarda i dipendenti, scrive il Ministero, «la responsabilità di tutelarli dal rischio biologico eÌ in capo al datore di lavoro, con la collaborazione del medico competente». Per altro, le «misure devono tener conto della situazione di rischio», per ora «caratterizzata in Italia dall'assenza di circolazione del virus».
Misure di prevenzione generiche: «ad esclusione degli operatori sanitari», di chi presta assistenza ai pazienti, «si ritiene sufficiente adottare le comuni misure preventive della diffusione delle malattie trasmesse per via respiratoria, e in particolare:
- lavarsi frequentemente le mani;
- porre attenzione all'igiene delle superfici;
- evitare i contratti stretti e protratti con persone con sintomi simili influenzali;
- adottare ogni ulteriore misura di prevenzione dettata dal datore di lavoro».
Definizione di casi a rischio: «Sono solo coloro che hanno avuto contatti ravvicinati e protratti con gli ammalati».
Le indicazioni operative per i casi sospetti. Se, nel corso dell'attività lavorativa, si viene a contatto con casi sospetti, «si provvederà — direttamente o nel rispetto di indicazioni fornite dall'azienda — a contattare i servizi sanitari segnalando che si tratta di caso sospetto per nCoV.
Nell'attesa dell'arrivo dei sanitari, occorre:
- evitare contatti ravvicinati con la persona malata;
- se disponibile, fornirla di una maschera di tipo chirurgico;
- lavarsi accuratamente le mani. Prestare particolare attenzione alle superfici corporee che sono venute eventualmente in contatto con i fluidi (secrezioni respiratorie, urine, feci) del malato;
- far eliminare in sacchetto impermeabile, direttamente dal paziente, i fazzoletti di carta utilizzati. Il sacchetto sarà smaltito insieme ai materiali infetti prodottisi durante le attività sanitarie del personale di soccorso».
Proteggere anche gli altri. Oltre a proteggere se stessi, l'Oms sottolinea anche l'importanza di proteggere gli altri da eventuali contagi. Di seguito alcuni dei consigli da alcune infografiche dell'Oms:
- Lavare le mani dopo aver tossito o starnutito; dopo che si è prestato assistenza a una persona ammalata; prima, durante e dopo aver preparato da mangiare; dopo aver mangiato; quando si gestiscono animali.
- Quando si tossiste o starnutisce, coprire la bocca e il naso con il braccio ripiegato o un fazzoletto. Buttare immediatamente in un contenitore per la spazzatura chiuso il fazzoletto usato. Lavare le mani con soluzioni disinfettanti o acqua e sapone, fregando bene, dopo aver tossito e starnutito e quando ci si prende cura di un ammalato.
- Evitare contatti stretti con altri, quando si ha raffreddore e febbre.
Uso della mascherina. Sul sito dell'Iss, è presente una infografica sull'uso della mascherina, che indica le situazioni in cui è appropriato indossarla.
- Sì, se hai sintomi di malattie respiratorie, come tosse e difficoltà respiratorie;
- Sì, se stai prestando assistenza a persone con sintomi di malattie respiratorie;
- Sì, se sei un operatore sanitario e assisti persone con sintomi di malattie respiratorie;
- Non è invece necessaria per la popolazione generale in assenza di malattie respiratorie.
Si ricorda che «ulteriori informazioni operative possono essere ottenute attraverso le autorità Sanitarie regionali o il numero verde del Ministero della salute, 1500».
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