Nuove farmacie in Campania, oltre 500 i farmacisti interessati.
Grazie allo sblocco delle graduatorie in Campania ci sono oltre 200 nuove sedi, tra Napoli e altre province, da assegnare e più di 500 farmacisti interessati. A commentare le ricadute occupazionali delle nuove aperture è Carlo Ranaudo, docente del Dipartimento di Farmacia dell'Università di Salerno.
La regione Campania pubblica la graduatoria definitiva sul Burc n. 6 del 27 gennaio per la copertura delle 209 sedi inserite nel concorso straordinario in regione Campania. Partirà ora la fase degli interpelli che come ormai è noto a tutti prevede che ogni partecipante indichi in maniera preferenziale un numero di sedi pari alla propria posizione in graduatoria. In caso di partecipazione associata il referente sarà l'unico interlocutore della regione sia per la fase della indicazione delle sedi sia della successiva fase della accettazione.
La Campania arriva per ultima nel panorama delle regioni italiane e trattandosi di un concorso a titoli saranno molti i farmacisti associati di origine campana ad essere già diventati titolari di sedi in altre regioni.
Cosa faranno questi farmacisti? Forse fino a ieri c'era una possibilità di poter tentare la carta della doppia assegnazione, oggi alla luce della pronuncia del Consiglio di Stato in seduta plenaria tale ipotesi è divenuta molto improbabile. Ribadito infatti il principio della alternatività e non della cumulabilità delle sedi.
E allora cosa succederà? O rinunciare ad una sede già aperta su cui sono state investite anche risorse economiche e ricominciare dall'inizio nella propria terra o abbandonare l'idea o il sogno di rientrare a casa. Una scelta non facile che però ha anche un rovescio della medaglia positivo. È molto probabile che le sedi assegnate al primo interpello saranno molte di meno delle 209 previste ed è facile prevedere che ci saranno diponibilità ampie anche per la platea degli interpelli successivi. Per non parlare poi di quanto già visto in tutti gli altri interpelli. I tempi lunghi hanno spesso creato delle sopraggiunte incompatibilità per chi nel frattempo è entrato per esempio nella pubblica amministrazione, pensiamo ai farmacisti ospedalieri, nella scuola o in altre occupazioni che rendono incompatibile la partecipazione alle costituende società. Legge 362/91 articolo 8. Cosa succederà in questi casi? La rinuncia di uno renderà nulla la assegnazione. Per molti una opportunità unica che forse non si ripeterà più ma attenzione a partire con il piede giusto. Scegliere con attenzione le sedi e l'ordine di preferenza, basandosi soprattutto sul proprio vissuto e prepararsi bene ora per poter affrontare insieme un cammino sicuramente difficile ma che può diventare anche entusiasmante.
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Cuneo fiscale, varato taglio da Cdm. Impatto su busta paga in base a reddito.
Se ne parla da tempo e la settimana scorsa ha ricevuto l'ok dal Consiglio dei ministri: il taglio del cuneo fiscale, con conseguente aumento della busta paga, vede uno stanziamento di tre miliardi di euro per quest'anno, come stabilito dalla legge Bilancio 2020, e l'intenzione è di una ulteriore integrazione di 5 miliardi per l'anno prossimo. La platea di lavoratori interessata viene stimata in circa 16 milioni, con un allargamento quindi dei beneficiari del cosiddetto Bonus Renzi, e interesserà stipendi fino a 40mila euro, con modalità differenti di fruizione e con importi decrescenti.
La misura sotto la lente
Il provvedimento è uscito dal Consiglio dei ministri del 23 gennaio, con l'ok al decreto-legge sulle "Misure urgenti per la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente", in attuazione della legge di bilancio 2020. A essere interessati dalla riduzione del cuneo fiscale - vale a dire la differenza tra il costo del lavoro per il datore e la corrispondente retribuzione netta per il lavoratore - sono, secondo i calcoli del Mef, 11,7 milioni di lavoratori che già fruivano del precedente bonus Renzi e altri 4,2 milioni relativi alla fascia di reddito tra 26.600 e 40 mila euro, finora esclusi. L'idea è che il risparmio sia fruibile a partire dal primo luglio, mentre con la Finanziaria di fine anno potrebbero essere trovate ulteriori risorse integrative.
Le modalità di fruizione variano in base al reddito
Come spiegato in una nota del Consiglio dei ministri, per chi ha un reddito annuo fino a 26.600 euro lordi il provvedimento si traduce di fatto in un aumento del Bonus irpef che già veniva erogato, che passerebbe quindi da 80 euro a 100 al mese, per un totale di 600 euro per quest'anno e di 1.200 euro l'anno a regime. «Per chi dichiara 12 mila euro l'anno» si legge in un articolo del Corriere Economia di oggi, quindi, «il reddito netto disponibile sale a 11.135 euro (il 92,7% del lordo), chi ne dichiara 24 mila potrà contare su un netto di 18.556 euro (il 77,3% del lordo)». Mentre, coloro che percepiscono un reddito tra i 26.600 euro e i 28.000 euro l'anno, beneficeranno di un incremento di 100 euro al mese in busta paga. In caso di sforamento a fine anno del tetto, si prevede la restituzione rateizzata invece che in unica soluzione.
Maggiori complicazioni per i redditi più alti
Se per le fasce di reddito finora viste si tratta di un aumento effettivo in busta paga, va detto che per le successive due i meccanismi cambiano. In particolare, per i redditi a partire da 28.000 euro, si introduce una detrazione fiscale specifica di importo equivalete. Si tratta, di fatto, di un importo a scalare, che parte da 100 euro e decresce fino ad arrivare al valore di 80 euro in corrispondenza di un reddito di 35.000 euro lordi. «Per questa fascia di lavoratori dipendenti» scrive ancora il Corriere Economia, «per i quali per altro l'aliquota Irpef si innalza bruscamente dal 27% al 38%, c'è comunque un impatto discreto sulle buste paga». Oltre questa soglia, l'importo del beneficio continua a decrescere fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro di reddito. Da notare che fino ai 28.000 euro lordi annui la misura di riduzione è strutturale, mentre sopra questo importo diventa sperimentale per sei mesi, con l'intenzione di procedere a una riforma più generale dell'Irpef. Mentre restano fuori dai benefici i lavoratori con i redditi più bassi fino a 8.145 euro di reddito lordo annuo che già non pagano tasse - fascia su cui comunque c'è intenzione di intervenire - , ma anche pensionati e lavoratori autonomi.
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Ecm dalla formazione per la sperimentazione nuovi servizi farmacie: il piano dei corsi
La formazione "utile e necessaria ai fini della sperimentazione" della Farmacia dei servizi, gratuita, e messa a disposizione da Fofi e Fondazione Cannavò per tutti i farmacisti iscritti all'albo, diventa operativa: una circolare federale annuncia il piano dei corsi e i crediti Ecm che si potranno acquisire, un totale di 45 crediti dalla formazione base e di 50 crediti da quella avanzata.
Il Progetto formativo, che vede la collaborazione di Federfarma, Assofarm, Farmacie Unite, Utifar, Sifo, Sifap, Sifac, Fenagifar, Farma Academy, è stato presentato presso la sede della Fofi il 14 gennaio ai delegati regionali Fofi, ai presidenti regionali Federfarma e ai rappresentanti delle principali Organizzazioni scientifiche e professionali. La Federazione sottolinea che il progetto sarà "messo a disposizione gratuitamente di tutti i farmacisti iscritti all'albo e che sarà erogato da provider accreditato (in conformità alle disposizioni normative in materia di formazione Ecm)" e che, come anticipato nel report pubblicato ieri, si svilupperà in due livelli, "disponibili per la fruizione entro il prossimo 10 marzo".
Il primo, la formazione base, è "il percorso indispensabile per l'acquisizione delle competenze necessarie allo svolgimento della sperimentazione; consiste in dieci video da 90 minuti ciascuno, erogati con modalità Fad E-Learning asincrona con tutoraggio (disponibile per quesiti e dubbi anche in apposito ambiente forum), integrati dai tempi per l'approfondimento e per le esercitazioni pratiche. Complessivamente i 10 corsi di formazione base consentiranno di acquisire un totale di 45 crediti Ecm(4,5 crediti a corso).
Il secondo livello è la formazione avanzata, e consiste in 10 corsi di 3 ore ciascuno, integrati dai tempi per l'approfondimento e per le esercitazioni pratiche, erogati in modalità Fad con strumenti informatici/cartacei, mediante fruizione individuale di materiali durevoli. La circolare precisa che "la formazione avanzata è facoltativa e destinata ai farmacisti interessati al conseguimento di un patrimonio di competenze più esteso e approfondito". Complessivamente i 10 corsi di formazione avanzata consentiranno di acquisire un totale di 50 crediti Ecm (5 crediti a corso).
Operatività delle farmacie aderenti
Dal punto di vista operativo, le farmacie che aderiranno su base volontaria alla sperimentazione, dovranno indicare le generalità di almeno un farmacista iscritto all'Ordine, responsabile delle attività inerenti l'erogazione dei servizi; che documenterà, secondo le disposizioni stabilite da ciascuna regione e dove possibile, utilizzando la procedura di autocertificazione, la preventiva partecipazione alla formazione relativa ai servizi che la farmacia intende realizzare.
Infine un Gruppo di lavoro che sarà a disposizione di tutti i presidenti per l'eventuale realizzazione di eventi formativi residenziali in ambito regionale o locale.
La circolare, inoltre, sottolinea che "la qualità dei nuovi servizi erogati e il loro positivo impatto sul piano sanitario, sociale ed economico, dipendono anche dallo sviluppo di competenze trasversali che il farmacista dovrà acquisire attraverso una solida formazione professionale. Al contempo, è necessario che il percorso formativo, nel rispetto dell'autonomia territoriale, tenga conto dei principi di uniformità nazionale atti a garantire la omogeneità dei contenuti tecnico-scientifici e pratico-procedurali, in conformità alle Linee di indirizzo".
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Registratori telematici: gli errori più frequenti. Ecco le sanzioni in caso di irregolarità
Continuano ad arrivare segnalazioni di criticità legate all'obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri, sia per le farmacie partite a luglio - con fatturato nel 2018 superiore a 400 mila euro -, sia per quelle che hanno iniziato il primo gennaio, in relazione, in particolare, ai registratori telematici, che in alcuni casi non trasmettono i dati correttamente. A lanciare la preoccupazione Stefano De Carli, commercialista dello Studio Luce di Modena, che spiega: «Le farmacie, come si sa, gestiscono un'ampia gamma di operazioni, ognuna con caratteristiche Iva sue proprie: cessioni di beni, prestazioni di servizi imponibili, prestazioni di servizi esenti. Per quanto riguarda la sola cessione di prodotti, in particolare, va detto che la maggior parte degli esercizi utilizza il sistema della "ventilazione", senza suddivisione di aliquota Iva».
E-scontrino: errori dai registratori telematici
Proprio questo ambito «aveva posto criticità già con il primo scaglione di farmacie partite con l'obbligo, dovute a un'errata configurazione del registratore telematico, ma non sembrano, sulla base delle segnalazioni che ci arrivano in studio, avere trovato una soluzione». Nel dettaglio, «si è presentata una irregolarità che non risulta correggibile con un semplice intervento del manutentore: risulta infatti che il tracciato record fornito dall'amministrazione finanziaria alle case produttrici degli apparecchi impedisca, in caso di opzione per la "ventilazione", l'inoltro dei corrispettivi relativi ai servizi imponibili e ai servizi esenti in modo distinto e separato, con le adeguate aliquote Iva del 22% o in esenzione. L'intero dato trasmesso, cioè, indipendentemente da come deve essere nella realtà, viene inviato nella sola casella "ventilazione", che risulta di conseguenza inglobare anche le prestazioni di servizi che, al contrario, non devono rientrarvi». Una situazione «di cui ci si può rendere conto accedendo alla sezione di consultazione dell'area "corrispettivi" del portale dedicato messo a disposizione dall'Agenzia delle Entrate».
Situazione normale per chi procede manualmente
Per assurdo, continua De Carli, «le farmacie che hanno già il registratore telematico - come si ricorderà l'Agenzia ha dato tempo sei mesi dalla partenza dell'obbligo per mettersi in regola con la strumentazione - risultano essere più a rischio. Chi al contrario si appoggia ai metodi di invio alternativi messi a disposizione dall'Agenzia, che prevedono il caricamento manuale dei corrispettivi, possono trasmettere in modo preciso i dati perché il sistema consente la corretta imputazione di tutte le tipologie di prestazioni o vendite».
Sistema sanzionatorio penalizzante
Per altro, ricorda De Carli, «in caso di controllo, si è passibili di sanzione e questa può essere decisamente pesante: nel caso di memorizzazione o trasmissione con dati incompleti o non veritieri, è applicabile la sanzione pari al 100% dell'imposta corrispondente all'importo non documentato, sino ad arrivare alla sospensione della licenza da tre giorni a un mese, in caso di contestazione di quattro distinte violazioni in giorni diversi nel corso di un quinquennio». Per il resto, «le problematiche relative all'approvvigionamento dei nuovi registratori telematici, che si erano sentite in occasione del primo scaglione di farmacie partite con l'obbligo, allo stato attuale sembrano essere meno intense».
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