Coronavirus, zone arancioni: le indicazioni operative. Ecco cosa devono fare i farmacisti
Dopo l'entrata in vigore, domenica, delle nuove misure per il contenimento del Coronavirus, che hanno interessato la Lombardia e 14 Province (Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell'Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia), si stanno susseguendo le indicazioni e le declinazioni da parte del ministero dell'Interno e degli Esteri, nonché della Protezione Civile su come applicarle operativamente, anche se non tutti i dubbi che in questi due giorni erano stati avanzati hanno trovato, per ora, risposta. Intanto, da Federfarma Lombardia, la rappresentanza delle farmacie più toccata dalle ultime misure, è stata diffusa una informativa professionale con le prime indicazioni per i farmacisti.
Le indicazioni per i farmacisti delle zone arancioni
Un primo punto che viene evidenziato nella Informativa professionale è che stando a «quanto deciso dalle Autorità nelle passate due settimane e tenendo presente che la Regione ha recentemente ricordato alle ATS che la farmacia svolge un ruolo essenziale, essendo convenzionata con il SSN come servizio di assistenza farmaceutica, ricompreso nei LEA, le farmacie si configurano come servizi sanitari essenziali e il personale, essendo sanitario, deve seguire le regole specifiche per tale categoria».
Al momento quindi vengono date prime indicazioni sulla base di una «prima lettura della normativa» che «potranno essere aggiornate nei prossimi giorni anche in seguito al confronto con le Istituzioni»:
- Le farmacie devono rimanere aperte, a battenti aperti, anche nei centri commerciali che verranno chiusi nei giorni festivi e prefestivi; eccezionali chiusure o limitazioni di orario o di apertura potranno essere autorizzate solo dall'ATS competente in sinergia con la Prefettura;
- In caso di contrazione del Covid-19 da parte di un farmacista o altro personale operante in farmaci, va contattata l'ATS per concordare il da farsi, anche alla luce delle singole situazioni di ogni farmacia;
- le farmacie devono adottare e diffondere le misure igienico-sanitarie già diffuse e devono rispettare il decalogo elaborato dalla Fofi (si veda Farmacista33 del 5 marzo);
- il Decreto raccomanda di mettere a disposizione soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani;
- il Titolare/Direttore, con l'utilizzo di cartelli e/o o di altri strumenti (anche gli stessi già in uso per la richiesta di rispetto della privacy) deve garantire un accesso in farmacia "con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro, tra i visitatori, con sanzione della sospensione dell'attività in caso di violazione";
- i farmacisti e i collaboratori delle farmacie possono continuare a fare il tragitto dalla propria abitazione alla farmacia, considerate le comprovate esigenze lavorative e l'impossibilità di ricorrere al lavoro agile; viene messo a disposizione, come già avvenuto per l'ex zona rossa del lodigiano, un modello di autocertificazione per gli spostamenti anche al di fuori del territorio regionale; il modello di autocertificazione è da accompagnare, ove possibile, con la comunicazione di assunzione del collaboratore, inviata all'Ats;
- per l'eventuale personale che svolge mansioni prevalentemente amministrative, il Titolare/Direttore può ricorrere al lavoro agile, qualora la struttura ICT della farmacia lo consenta;
- il Titolare/Direttore, alla luce anche di un eventuale calo del flusso di pazienti soprattutto in zone turistiche e di passaggio, può valutare "la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario e di ferie".
Per ora, conclude il testo, «il Presidente della Lombardia, Attilio Fontana, ha dichiarato alla stampa che non ci sarà nessun blocco delle attività produttive, delle attività lavorative, né tanto meno il blocco dei trasporti e della circolazione delle merci da e per la Lombardia; quindi, non ci saranno ripercussioni sull'approvvigionamento dei farmaci».
Dal Ministero dell'Interno: controlli e sanzioni
Intanto, in una nota, il Ministero dell'Interno comunica di aver dato le indicazioni ai Prefetti per realizzare i controlli:
"Gli spostamenti potranno avvenire solo se motivati da esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute da attestare mediante autodichiarazione, che potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia.
Un divieto assoluto, che non ammette eccezioni, è previsto per le persone sottoposte alla misura della quarantena o che sono risultate positive al virus. I controlli sul rispetto delle limitazioni della mobilità avverranno lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture del sistema dei trasporti. Per quanto riguarda la rete autostradale e la viabilità principale, la polizia stradale procederà ad effettuare i controlli acquisendo le prescritte autodichiarazioni.
Analoghi servizi saranno svolti lungo la viabilità ordinaria anche dall'Arma dei carabinieri e dalle polizie municipali. Per quanto concerne il trasporto ferroviario, la Polizia ferroviaria curerà, con la collaborazione del personale delle ferrovie dello Stato, delle autorità sanitarie e della Protezione civile, la canalizzazione dei passeggeri in entrata e in uscita dalle stazioni al fine di consentire le verifiche speditive sullo stato di salute dei viaggiatori anche attraverso apparecchi "termoscan". Inoltre saranno attuati controlli sui viaggiatori acquisendo le autodichiarazioni.
Negli aeroporti delle aree dei territori "a contenimento rafforzato", i passeggeri in partenza saranno sottoposti al controllo, oltre che del possesso del titolo di viaggio, anche della prescritta autocertificazione. Analoghi controlli verranno effettuati nei voli in arrivo nelle predette aree. Restano esclusi i passeggeri in transito. Per i voli Schengen ed extra Schengen in partenza, le autocertificazioni saranno richieste unicamente per i residenti o domiciliati nei territori soggetti a limitazioni. Nei voli Schengen ed extra Schengen in arrivo, i passeggeri dovranno motivare lo scopo del viaggio all'atto dell'ingresso. Analoghi controlli verranno adottati a Venezia per i passeggeri delle navi di crociera che non potranno sbarcare per visitare la città ma potranno transitare unicamente per rientrare nei luoghi di residenza o nei paesi di provenienza. La veridicità dell'autodichiarazione potrà essere verificata anche con successivi controlli.
La sanzione per chi viola le limitazioni agli spostamenti è quella indicata dal Dpcm 8 marzo 2020 (articolo 650 del codice penale: inosservanza di un provvedimento di un'autorità), salvo che non si possa configurare un'ipotesi più grave. A questo proposito, al fine di fornire al pubblico un'informazione non solo corretta ma quanto più esaustiva possibile, il personale operante provvederà anche a informare gli interessati sulle più gravi conseguenze sul piano penale di un comportamento, anche solo colposo, non conforme alle previsioni del Dpcm che possono portare a configurare ipotesi di reato".
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Distribuzione, Federfarma Servizi a Regioni: coinvolgeteci per garantire forniture a farmacie
Completa disponibilità a collaborare con le Istituzioni in questa fase di emergenza sanitaria da coronavirus e la richiesta di coinvolgere le Aziende di distribuzione e di servizi alle farmacie di proprietà di farmacisti nelle forme più opportune per consentire il regolare rifornimento alle farmacie poste all'interno delle zone rosse, stabilendo modalità di accesso compatibili con lo svolgimento del nostro servizio pubblico. Questo il messaggio inviato da Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, in una lettera indirizzata a ministero della Salute, protezione civile e ai presidenti delle Regioni Emilia-Romagna, Friuli Venezia-Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Veneto.
Approvvigionamenti e consegne in zone rosse
"Nonostante le difficoltà ed i disagi che le nostre Associate stanno affrontando sia sul fronte degli approvvigionamenti quanto su quello delle consegne nelle c.d. Zone Rosse - sottolinea Mirone - abbiamo continuato a svolgere senza alcuna interruzione il servizio pubblico di cui come Distributori Intermedi siamo investiti a norma del D. Lgs. 219/2006. Il nostro naturale impegno è stare accanto ai Farmacisti, sia in quanto Soci che in quanto Clienti, nel garantire il diritto dei pazienti a trovare assistenza e contemporaneamente a svolgere un importante ruolo di corretta informazione alla cittadinanza, supportando la delicata funzione di presidio sanitario che le Farmacie stanno svolgendo nel nostro Paese in questo momento più che in altri. Ciascuna nostra Azienda ha adottato le misure di sicurezza funzionali a tutelare la salute dei propri lavoratori, con piani di prevenzione atte a contenere il rischio per il personale interno ed esterno".
Per poter contribuire al meglio, aggiunge, "chiediamo di coinvolgerci nelle forme più opportune per consentire il regolare rifornimento alle farmacie poste all'interno delle zone rosse, stabilendo modalità di accesso compatibili con lo svolgimento del nostro servizio pubblico".
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Coronavirus, Assofarm: farmacie risorsa per l'emergenza
Come farmacisti non ci sta bene essere circoscritti al ruolo di venditori di mascherine e disinfettanti quando possiamo fare educazione alla salute e dare un primo indirizzo a cure e presidi sanitari specializzati ai cittadini, soprattutto quando i numeri di telefono predisposti al servizio per l'emergenza sul coronavirus non riescono a coprire le chiamate: sarebbe stato opportuno considerare il fatto che il paese dispone di una rete di oltre 16.000 punti sanitari sul territorio, le farmacie. Questa la riflessione proposta dal del segretario generale Francesco Schito, nell'editoriale del notiziario che si inserisce nello scenario di emergenza sanitaria.
"La disparità tra numeri accertati e dibattito scatenato è evidente. Poche unità i primi, enorme e concitato il secondo" e aggiunge, "sarebbe bastato attenersi ai fatti e a quanto noto alla scienza epidemiologica, come non manca mai di ricordare la nota virologa italiana espatriata in Florida Ilaria Capua". Secondo Schito lancia alcuni quesiti ai quali, a suo avviso sarebbero servite risposte pratiche: "le semplici mascherine multistrato da sala operatoria servono a qualcosa? Quante ore dura l'efficacia dei filtri delle mascherine più protettive? Le influenze "comuni" quanti decessi producono ogni anno? E poi un'altra domanda che ci sta particolarmente a cuore: se questo virus sembra essere particolarmente pericoloso per fasce di popolazione in stato di debolezza come gli anziani e i malati gravi, perché non concentrare su di essi la gran parte delle risorse?".
E aggiunge: "Tra queste domande ce ne sarebbe anche una che ci riguarda direttamente: cosa potrebbero fare le farmacie? Non ci sta bene essere limitati al ruolo di venditori di mascherine e disinfettanti. Sappiamo di poter dare di più ai nostri concittadini in termini di educazione alla salute e di primo indirizzo a cure e presidi sanitari specializzati. Mentre fioccano i primi articoli giornalistici sulle chiamate a vuoto ai call centre delle Asl, sarebbe stato opportuno considerare il fatto che il paese dispone di una rete di oltre 16.000 punti sanitari sul territorio. Tale impegno dei farmacisti dovrebbe avvenire in una condizione di tutela della loro salute, per la quale ci sentiamo di chiedere urgenti ragguagli al Ministero competente. Le prossime settimane ci diranno se siamo all'inizio di una crisi sanitaria nazionale o ad un procurato allarme. Se, come speriamo, sarà il secondo caso, subito dopo aver tirato un sospiro di sollievo per le sofferenze evitate, dovremo riflettere sull'incapacità nazionale di elaborare risposte solide a problemi con un'alta componente liquida".
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Coronavirus, primi contagiati italiani nel lodigiano. Farmacia presa d'assalto
Sono sei le persone contagiate dal coronavirus nella zona di Codogno, Comune della provincia di Lodi che conta circa quindicimila abitanti. L'assessore al Welfare della regione Lombardia Giulio Gallera ha invitato i cittadini di Codogno come dei limitrofi Castiglione d'Adda e Casalpusterlengo, a non muoversi di casa a scopo precauzionale.
Sembrano gravi le condizioni dell'uomo di 38 anni ricoverato all'ospedale di Codogno dopo essersi presentato, ieri, al Pronto soccorso; contagiate anche la moglie, in stato interessante, un amico e altre tre persone che hanno manifestato sintomi di polmonite. Tutte e cinque le persone sono ricoverate a Codogno, la cui struttura sanitaria è stata chiusa al pubblico, mentre il personale è stato sottoposto ai necessari accertamenti diagnostici. È stato preso in esame dall'Ospedale Sacco di Milano l'uomo che, a quanto pare, ritornato da pochi giorni dalla Cina, ha avuto numerosi contatti con il trentottenne di cui sopra. Gallera, nel corso di una conferenza stampa, ha chiarito che le prime indagini hanno rivelato come questa persona proveniente dall'estremo oriente sia risultata negativa al test sul coronavirus. In attesa di ulteriori conferme, l'ipotesi più plausibile è che il virus sia scomparso dall'organismo senza causare particolari problemi al "portatore".
Farmacia presa d'assalto
«C'è un po' di preoccupazione, il disinfettante per le mani è finito già stamattina mentre le mascherine sono esaurite a dicembre. Stamattina c'è stato l'assalto», ha dichiarato la farmacista di Codogno al Corriere della Sera dopo l'annuncio del primo contagio nel Comune.
«Bisogna che le persone siano informate correttamente, la gente viene a chiedere informazioni in farmacia soprattutto per quanto riguarda il contagio. È importante per il farmacista riuscire a dare informazioni corrette ai clienti».
A questo proposito la Farmacia ha pubblicato sul proprio account Instagram l'ordinanza rilasciata dal Comune in merito all'emergenza sanitaria, dove vengono indicati gli istituti scolastici chiusi e i contatti a cui rivolgersi.
Quarantena obbligatoria, le indicazioni del Ministero
Il ministro della Salute Roberto Speranza, da parte sua, ha emanato un'ordinanza che imponeuna quarantena obbligatoria per chi sia entrato in contatto stretto con un caso risultato positivo e dispone la sorveglianza attiva con «permanenza domiciliare fiduciaria per chi è stato in aree a rischio negli ultimi quattordici giorni con obbligo di segnalazione alle autorità sanitarie locali».
La Regione Lombardia, inoltre, in una nota ufficiale, ha ribadito che "l'indicazione perentoria per coloro che riscontrino sintomi influenzali o problemi respiratori è di non recarsi in pronto soccorso ma di contattare direttamente il numero unico di emergenza 112 che valuterà ogni singola situazione e attiverà percorsi specifici per il trasporto nelle strutture sanitarie preposte oppure per eseguire, eventualmente, i test necessari a domicilio".
Sul fronte dei commenti, da riportare un tweet di Roberto Burioni: «Le ultime notizie mi portano a ripetere per l'ennesima volta l'unica cosa importante. Chi torna dalla Cina deve stare in quarantena. Senza eccezioni. Spero che i politici lo capiscano perché le conseguenze di un errore sarebbero irreparabili».
I video Youtube pubblicati dal Ministero
Con l'obiettivo di diffondere informazioni corrette ai cittadini, il ministero della Salute ha pubblicato sul proprio canale Youtube quattro video che contengono le principali domande e risposte (Faq) sul nuovo coronavirus Sars-CoV-2. Nel particolare:
1) Che cos'è il coronavirus?
2) Quali sono i sintomi del nuovo coronavirus?
3) Il nuovo coronavirus colpisce solo le persone anziane o anche i più giovani?
4) Cosa posso fare se ho febbre, tosse, mal di gola o difficoltà respiratorie?
I video già visibili sul canale YouTube del ministero, oltre che nella sezione del sito dedicata ai video.
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