Cure primarie. Ocse: dare valore a operatori sul territorio. Farmacisti e farmacia servizi sono risorsa.
In un'Europa che invecchia, con un carico della cronicità che cresce, l'assistenza sanitaria primaria è ancora troppo debole e va organizzata dando i giusti incentivi, per esempio "remunerando chi offre servizi di alta qualità ed espandendo il ruolo della farmacia di comunità" e con un uso più efficiente degli operatori sanitari sul territorio, tra questi anche i farmacisti di comunità che "in Usa, Canada, Francia e Italia sono già impegnati a migliorare l'accesso alla salute in aree disagiate dove c'è carenza di medici di base dell'assistenza sanitaria. Queste alcune delle osservazioni riportate dal documento presentato dall'Ocse, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, in occasione del G7 della salute a Parigi, "Realizzare il pieno potenziale delle cure sanitarie primarie" che rilancia il valore delle cure primarie ancora troppo deboli, come dicono i dati riportati nel brief. "In tutti i paesi dell'UE, il 26% dei pazienti cronici non ha ricevuto i test preventivi raccomandati nell'ultimo anno, i ricoveri evitabili per condizioni croniche che dovevano essere trattate in assistenza sanitaria primaria nel 2016 erano pari al 6,1% dei giorni del letto d'ospedale e costano in media almeno 835 milioni di dollari. L'uso inappropriato di antibiotici varia tra il 45% e il 90% e gli alti livelli di consumo di antibiotici aumentano il rischio di infezioni resistenti, che costano vite e denaro".
Secondo l'Organizzazione, sono necessarie nuove strategie per attrarre e mantenere i medici per l'assistenza sanitaria di base e incoraggiare la loro geografica distribuzione omogenea, ancora molti paesi dell'Ocse hanno difficoltà a portare operatori sanitari in aree rurali e remote. E riporta che in Giappone, gli studenti di medicina vengono selezionati in base alla provenienza da aree poco servite e in Germania sono stati adottati norme che limitano la libertà ai medici di avviare la loro attività di assistenza in zone già servite. Anche le competenze sono poco ottimizzate: "L'attuale distribuzione di competenze e compiti tra i team di assistenza primaria sono inefficienti. Secondo al sondaggio dell'OCSE ben il 76% dei medici e il 79% degli infermieri hanno riferito di essere sovra-qualificati per alcuni dei compiti che svolgono". Per l'Ocse anche la durata della formazione è lunga e "rappresenta uno spreco di capitale umano". E cita come buon esempio di riforme quella francese, che "dà agli infermieri ruoli avanzati e amplia il ruolo dei farmacisti comunitari nella prevenzione o gestione di malattie croniche. Questi sforzi consentono un migliore uso della salute capitale umano dei professionisti". E tra i paesi che hanno adottato un uso più efficiente delle competenze degli operatori sanitari, è citata anche l'Italia che insieme agli Stati Uniti, Canada e Francia, come paese in cui "i farmacisti di comunità sono formati per migliorare l'accesso alla prevenzione e alla gestione malattie in aree remote dove c'è carenza di medici di base dell'assistenza sanitaria".
Secondo l'Organizzazione una buona organizzazione di assistenza sanitaria primaria va incentrata sulle persone, basata sul lavoro in team e deve prevedere pratiche multidisciplinaricon una combinazione di operatori sanitari di base; servizi sanitari completiforniti nella comunità; gestione della salute della popolazione, basata sulla stratificazione del rischio per l'attuazione proattiva della gestione di individui e comunità; coinvolgimento dei pazientinel processo decisionale condiviso. Inoltre, non può prescindere da un adeguato incentivo, ma "dal 2018, solo 13 paesi dell'Ocse hanno introdotto nuovi modelli di pagamento per incoraggiare l'assistenza sanitaria di base di alta qualità". In particolare, sono stati introdotti quattro tipi di sistemi di remunerazione. Pagare attività specifiche tra cui il coordinamento delle cure, le attività di prevenzione o la gestione delle malattie (come si è visto in Giappone, Italia o Francia). "Pay-for-performance", cioè premiare fornitori per l'erogazione di cure di alta qualità e, più recentemente, per espandere il ruolo delle farmacie comunitarie (come nel Regno Unito). Pagamenti "a pacchetto", consistenti in un pagamento per paziente cronico che copre il costo di tutti i servizi di assistenza sanitaria forniti dall'intera gamma di fornitori durante un periodo di tempo definito (come visto in Canada). Pagamenti basati sulla popolazione, effettuati a gruppi di operatori sanitari come medici, medici specialisti, reti di pratica o ospedali indipendenti, che coprono la maggior parte dei servizi di assistenza sanitaria per un gruppo definito di popolazione (come a Gesundes Kinzigtal in Germania e nelle case mediche negli Stati Uniti). Infine misurare gli effetti, essenziali per migliorare la qualità dell'assistenza e garantire che i servizi siano in risposta ai bisogni e alle preferenze delle persone, ma viene fatto per confronti internazionali solo in 18 paesi dell'Ocse.
- Dettagli
- Scritto da Ordine Farmacisti MC
Ipertensione e fibrillazione, al via primo progetto di Sistema Farmacia Italia: massima attenzione a standard.
Parte oggi, in occasione della XV Giornata mondiale contro l'ipertensione arteriosa, fino al 25 maggio, la prima iniziativa targata Sistema Farmacia Italia: si tratta della seconda edizione della campagna Abbasso la pressione!, riproposta quest'anno secondo gli standard elaborati da Sistema Farmacia Italia - la società di Federfarma e Federfarma Servizi - che ne ha fatto «il primo progetto pilota per testare e rodare il modello studiato» come ha spiegato a Farmacista33 il presidente Alfredo Procaccini. «Abbiamo pensato di partire con un progetto in parte già testato e in dimensioni più ridotte - saranno 400 le farmacie iscritte coinvolte, tutte rurali sussidiate - proprio per poter seguire passo passo le farmacie, rilevare eventuali criticità e rodare così il modello. Elemento importante, infatti, che intendiamo monitorare, è che le farmacie partecipino attivamente alla campagna. Ci mettiamo a totale disposizione per dubbi e chiarimenti e faremo anche dei check periodici con le farmacie».
La campagna di prevenzione ed educazione sanitaria rivolta ai cittadini è promossa dalla Società Italiana dell'Ipertensione Arteriosa (SIIA), insieme a Sistema Farmacia Italia, con il patrocinio di Federfarma e Sunifar, la partecipazione di Cittadinanzattiva e il supporto non condizionato di Pic Solutions come partner tecnico. «Nelle farmacie aderenti» si legge nel materiale di presentazione «verrà misurata la pressione arteriosa sistemica e sarà somministrato un questionario che, similmente allo scorso anno, consenta di descrivere in forma anonima le caratteristiche demografiche e cliniche dei partecipanti, con focus sui fattori di rischio cardiovascolari. Sulla scorta di recenti evidenze che collegano l'ipertensione arteriosa con una scadente salute della bocca, verranno poste anche delle domande mirate a dedurre le condizioni di salute orale dei partecipanti».
Per quanto riguarda la misurazione della pressione, continua Procaccini, «sono stati consegnati due tipologie di device di ultima generazione. In particolare, a 150 farmacie è stato consegnato un device innovativo in grado anche di individuare la presenza di battito irregolare, tipico della comune aritmia definita fibrillazione atriale. E questa è una prima differenza rispetto all'anno scorso, evidente per altro nel questionario che riporta anche questa casistica».
Le farmacie che parteciperanno, come anticipato, sono tutte rurali sussidiate: «Questa scelta è stata dettata sia dal fatto, come dicevo, di partire con un progetto di più ridotte dimensioni ma anche per il grande impatto e rapporto con il cittadino che queste farmacie hanno». Non a caso «un elemento fondamentale per il successo del progetto è il numero di pazienti reclutati, che abbiamo fissato in almeno 20 per farmacia. Partire con minori dimensioni ci permette di monitorare e dare il massimo supporto proprio per il raggiungimento di questo parametro».
A ogni modo, «le 150 che riceveranno il device in grado di rilevare la fibrillazione atriale sono le prime, tra le rurali sussidiate, che si sono iscritte a Sfi. Le altre riceveranno comunque un device di ultima generazione».
Quale è la cifra data al progetto da Sistema Farmacia Italia? «Un primo aspetto è la remunerazione: il device rimarrà a disposizione delle farmacie che potranno proseguire nell'offerta del servizio ai cittadini». Poi la «formazione. Secondo il modello a geometrie variabili elaborato e alla base di Sfi, questo rappresenta il primo livello di partecipazione delle farmacie. A chi aderisce è stato inviato materiale informativo ed è stato reso disponibile sul sito di Sistema Farmacia Italia e su FederfarmaChannel un tutorial, che vede anche la partecipazione di Vivianne Presta, cardiologa delegata dalla SIIA. A essere spiegata è la tecnica che deve essere utilizzata dai farmacisti per ottenere una corretta rilevazione della pressione arteriosa e la corretta procedura, che riguarda anche gestione del paziente e dell'ambiente, perché il dato sia omogeneo. Questo è un ulteriore elemento distintivo del modello Sfi: l'omogeneità dei dati, che deriva da una metodologia uniforme di rilevazione, da una comune procedura, oltre che dall'utilizzo di uno stesso device, per altro nuovo, e dalla elaborazione e validazione della metodologia e del processo da parte di una società scientifica, la SIIA appunto». Non a caso, «l'approccio uniforme allo screening è l'altro aspetto che vogliamo monitorare e su cui chiediamo la massima attenzione da parte delle farmacie».
- Dettagli
- Scritto da Ordine Farmacisti MC
Paletti a capitali, Federfarma: da Governo apertura su emendamento al decreto Calabria.
Il decreto Calabria, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 18 aprile, oltre a contenere già disposizioni in materia di carenza di medicinali, potrebbe diventare il contenitore di paletti al capitale nella proprietà di farmacie. La notizia, stando a quanto riporta l'house organ del sindacato dei titolari, è emersa nel corso della Assemblea nazionale di Federfarma svoltasi ieri a Roma ed è stata riferita in un'intervista dal presidente nazionale Marco Cossolo: «La maggioranza di governo intende introdurre nell'iter parlamentare del decreto Calabria, ancora non iniziato, l'emendamento teso a ridurre, con il paletto del 51%, la presenza del capitale nella compagine societaria della proprietà delle farmacie e che, ovviamente, accogliamo con favore». Il decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 2 maggio ed entrato in vigore il giorno successivo, per ora prevede, nell'Art. 13 "Disposizioni in materia di carenza di medicinali e di riparto del Fondo sanitario nazionale", alcune modifiche al decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, che estendono da due a quattro mesi il termine entro cui il titolare dell'Aic del medicinale deve comunicare l'interruzione temporanea o definitiva della commercializzazione del medicinale.La variazione trova un suo razionale nel fatto che estendendo l'intervallo temporale consente all'Aifa di "avviare ogni necessaria iniziativa per scongiurare possibili criticità connesse alla potenziale carenza del medicinale".
L'Assemblea è stata anche l'occasione per esaminare quanto fatto finora «sul fronte della remunerazione e sul Tavolo della farmacia dei servizi, oltre che sulle modifiche statutarie e sulle autonomie». Ed è stato presentato anche il bilancio preventivo e consuntivo Michele Pellegrini Calace, tesoriere di Federfarma ha sottolineato che «il bilancio consuntivo anche quest'anno, nonostante la difficoltà delle farmacie è stato positivo con un avanzo di quasi 350mila euro che non è un dato scontato, piuttosto il risultato di una gestione di tutte le risorse di Federfarma e delle sue controllate e partecipate che anche quest'anno è riuscito a portare un ottimo risultato».
- Dettagli
- Scritto da Ordine Farmacisti MC
Farmacia dei servizi, Ecm, liberalizzazioni, parafarmacie e capitali. Il punto nel Consiglio nazionale Fofi.
Servizi cognitivi in farmacia con efficacia e ritorno economico validati e riconosciuti; evoluzione della professione in quadri ben definiti di erogazione dei vaccini e prescrizione "integrativa", gestione del tema della disoccupazione rivedendo l'accesso al corso di laurea con l'introduzione transitoria del numero programmato a livello nazionale, stop alla stagione delle liberalizzazioni "improprie" e ricerca di una soluzione per oggettive difficoltà dei colleghi che hanno creduto alla parafarmacia "istituto che non ha eguali al mondo", Ecm come strumento conoscenza a e professionalità e non "indiscriminata" raccolta di crediti. Questi alcuni dei temi chiave toccati dal presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti Andrea Mandelli in occasione del Consiglio nazionale svoltosi oggi a Roma presso il Nobile Collegio.
Mandelli, con riferimento a quanto emerso nelle prime due sedute che Gruppo di lavoro sulla farmacia dei servizi, ha spiegato che sono stati definiti tre aspetti fondamentali: «Il primo è l'individuazione degli ambiti principali di intervento della farmacia, che sono i servizi cognitivi, con particolare riferimento al supporto all'aderenza terapeutica, le campagne di screening, sul modello di quello del colon retto, e le funzioni di front-office (Cup o consegna dei referti). Il secondo punto è che le attività professionali del farmacista, soprattutto il supporto all'aderenza terapeutica, sono da realizzare in team, in sinergia con gli altri attori del processo di cura, a cominciare ovviamente dai medici. Il terzo punto è che, come recita il decreto istitutivo del gruppo di lavoro, andranno stabilite anche le modalità concrete di erogazione, così da raggiungere una standardizzazione che consenta sia l'omogeneità nel territorio nazionale delle prestazioni rese sia la misurazione dei risultati clinici e socio-economici, da cui dipende la remunerazione delle prestazioni stesse». E ha sottolineato il «passaggio cardine» di rilevare e valutare «sul piano dell'efficacia e del ritorno economico» l'intervento del farmacista e della farmacia di comunità. E ha ammonito: «E una volta avviata la sperimentazione non saranno ammesse scorciatoie: sarà necessario il massimo impegno, la massima apertura alla collaborazione con le strutture sanitarie e con gli altri professionisti, premesso che nel gruppo di lavoro saremo attenti a costruire uno schema in cui siano ben chiari i limiti delle competenze di tutti». Mandelli ha poi parlato di prospettive future della professione nella «dispensazione sul territorio dei farmaci innovativi» ma c'è «anche il capitolo della vaccinazioni e della prescrizione sulla base di protocolli condivisi». Si tratta di una proposta che intende «fare della farmacia un punto di informazione sulle vaccinazioni e, entro un quadro ben definito, di erogazione». E poi quella del farmacista quale "supplementary prescriber", cioè il «professionista che, dopo un corso universitario ad hoc, prescrive direttamente i farmaci previsti all'interno di un piano di gestione clinica concordato con il paziente e il medico. È una pratica introdotta nei primi anni 2000 nel Regno Unito e di cui si sta discutendo anche in Francia», ha spiegato Mandelli.
Altro passaggio della relazione ha toccato la formazione continua: «Non si tratta di raccogliere punti in modo indiscriminato, ma di compiere un percorso al termine del quale si hanno più conoscenze e una professionalità migliorata. Abbiamo ottenuto, con il Dossier formativo, di poter ridurre il numero di crediti necessario proprio perché seguire il dossier significa aumentare realmente le proprie competenze in aree rilevanti in funzione delle esigenze della collettività e del servizio sanitario». Ma a fronte di un'offerta è adeguata ha commentato Mandelli «la partecipazione effettiva resta ancora insufficiente e questo non è accettabile». Anche è la farmacovigilanza è stata indicata come «un altro aspetto che negli ultimi tempi sembra essere uscito dalla consapevolezza del farmacista». Secondo i citati sulle segnalazioni di ADR da gennaio 2014 a marzo 2017, «il 67% viene da medici e solo il 16% da farmacisti, e gli infermieri contano per il 7%. «È un'attività fondamentale per tutti professionisti sanitari, ma ritengo che in modo particolare noi farmacisti, gli specialisti del farmaco, dobbiamo mettere la farmacovigilanza tra le priorità della pratica professionale».
Mandelli ha riportato l'azione della Federazione sul fronte universitario per contenere la disoccupazione nel settore e ha ricordato la proposta sull'accesso al corso di laurea in Farmacia e Ctfche «prevede l'iscrizione diretta al corso universitario prescelto e, al termine del primo anno di studi, una selezione per l'iscrizione al secondo. Ma è evidente che questa è una soluzione realizzabile con tempi non compatibili con la gravità della situazione, quindi abbiamo richiesto in audizione l'introduzione transitoria del numero programmato a livello nazionale».
Infine le liberalizzazioni, dalle parafarmacie ai capitali in farmacia, il presidente Fofi ha espresso la posizione federale sui due problemi che ancora «restano sul tappeto e che devono necessariamente essere risolti». In primo luogo, «occorre trovare una soluzione che chiuda con la stagione delle liberalizzazioni improprie e delle riforme fatte in nome del servizio al cittadino, ma in realtà avendo ben presenti gli interessi di altri attori economici, ma nello stesso tempo risolva le oggettive difficoltà dei colleghi che hanno creduto alla parafarmacia - questo istituto che non ha eguali al mondo - come a una possibile soluzione». La ricerca di un compromesso, ha sottolineato Mandelli «non è semplice, ma è altrettanto evidente che un'ulteriore riduzione del perimetro delle attività esclusive delle farmacie non può che costituire un formidabile regalo a soggetti economici estranei alla professione». E poi l'apertura ai capitali: «Il capitolo non è chiuso - ha affermato - ma è chiaro a tutti che la partita si gioca con antagonisti di considerevole peso economico, il che spiega come sia stato sistematicamente respinto ogni tentativo di introdurre correttivi in diversi provvedimenti. Ma è altrettanto evidente che nella politica, trasversalmente, c'è una forte consapevolezza della pericolosità di questa strada. Non sarà una battaglia facile, e con tutta probabilità i veri protagonisti non sono ancora scesi in campo: attualmente le acquisizioni sono condotte da gruppi finanziari, non tanto da società intenzionate - verosimilmente - alla gestione diretta delle farmacie. Questa dilatazione dei tempi, peraltro, può essere un vantaggio per le aggregazioni di professionisti, come lo stesso progetto Farmacia Italia e quelli messi in campo dalle cooperative di farmacisti».
- Dettagli
- Scritto da Ordine Farmacisti MC