Vaccinazione Covid in farmacia, dalla legge al primo accordo siglato: prospettive e nodi da sciogliere
La legge Bilancio 2021 ha introdotto diverse novità relativamente al ruolo di farmacia e farmacista e uno dei punti riguarda la somministrazione dei vaccini in farmacia. La previsione, in particolare, ha trovato applicazione nell'intesa raggiunta martedì tra la Regione Piemonte, Federfarma e Assofarm. Oggetto saranno, come specificato dalla Regione, i vaccini anti-Covid in via di autorizzazione da Ema, quali quello di Astrazeneca, o simili, che presentano modalità operative di allestimento e di conservazione più semplici, e la tempistica, tutto considerato, non sarà breve. Per attuare l'intesa occorre definire le modalità operative e restano, in realtà già nella legge Bilancio 2021, alcuni aspetti da sciogliere su cui si è in attesa di un chiarimento.
Le farmacie: intorno marzo si potrà partire
«È il primo accordo» del genere, «a seguito della norma approvata nella Legge Bilancio, siglato in Italia» è stato il commento di Marco Cossolo, presidente di Federfarma ai microfoni di Radio Rai, e in questo il «Piemonte ha fatto un po' da apripista. Ci sono altri tentativi di accordi simi, in Lazio», fatti anche in precedenza, o «in Lombardia». «La vaccinazione sarà, a ogni modo, gratuita per i cittadini». Ora, «ragionevolmente, in breve tempo, potrebbe venire esteso alle altre Regioni». Per l'attuazione «occorre, comunque, definire le modalità operative, ma ritengo che intorno marzo si potrà partire».
«L'accordo» ha detto a Farmacista33 Mario Corrado, coordinatore regionale di Assofarm, «è molto importante in quanto valorizza il ruolo della farmacia - come presidio sanitario - e del farmacista, come professionista di salute, non solo nell'ambito emergenziale, ma in generale, ed è un riconoscimento di un percorso portato avanti da tempo». L'intesa prevede, in particolare, due aspetti principali: «da un lato viene richiamato il modello già messo in atto in Piemonte per la vaccinazione anti-influenzale, in particolare per quanto riguarda gli aspetti dello stoccaggio, della distribuzione e della consegna su prenotazione dei vaccini ai medici di medicina generale». Come aveva scritto ieri la Regione in una nota, «per questa operazione è stato stanziato un milione di euro».
Somministrazione del vaccino direttamente in farmacia
Il secondo aspetto riguarda, invece, la «somministrazione del vaccino che potrà avvenire direttamente in farmacia». In questo caso, «le inoculazioni verranno retribuite dalla Sanità pubblica come quelle effettuate dai medici di medicina generale (circa 6,50 euro ciascuna)». Sul punto, in particolare, continua Corrado «è stata richiamata la previsione della legge Bilancio 2021 (art. 1, comma 471 178/20), che è stata ripresa nella sua formulazione integrale, proprio per evitare interpretazioni o polemiche».
Nel dettaglio, come si ricorderà, "è consentita, in via sperimentale, per l'anno 2021, la somministrazione di vaccini nelle farmacie aperte al pubblico sotto la supervisione di medici assistiti, se necessario, da infermieri o da personale sanitario opportunamente formato, eventualmente anche a seguito della fornitura da parte delle aziende sanitarie locali, secondo specifici accordi stipulati con le organizzazioni sindacali rappresentative delle farmacie, sentito il competente ordine professionale". Una formulazione che lascia alcuni aspetti da chiarire. Analizzando le reazioni sui social, per esempio, si coglie la esigenza, espressa da una parte della categoria, che venga esplicitata la identificazione di "personale sanitario" con quella farmacista, su cui non tutti sarebbero concordi.
«È un aspetto che è stato chiarito da tempo» ha detto Cossolo in occasione di una intervista su Federfarma Channel di settimana scorsa, «e il riconoscimento in professione sanitaria è stato previsto ai sensi del Decreto legislativo 8 agosto 1991, n. 258. Oltre tutto compariamo nell'elenco delle professioni sanitarie sul sito del Ministero della Salute».
Da chiarire se farmacista formato possa vaccinare da solo
Concorda con lui anche Francesco Schito, segretario generale Assofarm, che piuttosto avverte l'esigenza di chiarire se il farmacista, «adeguatamente formato», possa «vaccinare da solo, senza infermiere eventualmente, ma soprattutto, pur con la supervisione del medico, senza la sua necessaria presenza in farmacia». Qui c'è, infatti, il principale nodo da sciogliere: «che cosa si intende con supervisione del medico? Per quanto riguarda la nostra interpretazione, pensare che il medico sia fisicamente presente in ogni farmacia renderebbe la norma non attuabile, considerata la carenza di medici e quanto siano oberati dalle attività in studio. Da parte nostra, siamo propensi a ritenere che si intenda che il medico sia a disposizione - per esempio anche di più farmacie - e pronto all'occorrenza a intervenire tempestivamente in caso di emergenza o reazione avversa grave. È un tema che, a mio avviso, è da condividere con il Ministero. Mi aspetto, a ogni modo, che data l'emergenza in cui ci troviamo e la necessità di vaccinare in tempi rapidi il maggior numero di popolazione possibile, ci sia la volontà di trovare una soluzione attuabile, in grado di portare alla campagna l'indispensabile apporto dalle farmacie. Siamo in una sorta guerra e sono convito che l'obiettivo principale debba essere, al di là delle singole polemiche, di raggiungere il target».
Per quanto riguarda la tempistica, «da qui a quando l'intesa potrà essere operativa» aggiunge Corrado «c'è il tempo necessario per chiarire tutti gli aspetti». L'accordo, infatti, come specificato dalla Regione, si basa sul vaccino Astrazeneca, o analoghi. «Tra l'approvazione, prevista a fine mese, la consegna al nostro Paese e i vari passaggi, ottimisticamente, credo che si partirà non prima di fine febbraio-marzo. L'adesione sarà, comunque, volontaria per le farmacie». Un ulteriore step, per altro, come prevede la legge stessa, «è un confronto con le rappresentanze sindacali, Federfarma e Assofarm, in merito alla definizione delle modalità operative, requisiti della farmacia, e quant'altro». A ogni modo, «la legge Bilancio ha creato una sorta di cornice» ha concluso Schito «all'interno della quale anche le altre regioni potranno andare in questa direzione. L'Assessore alla salute del Piemonte, Icardi, in quanto coordinatore della commissione salute delle Regioni, si è impegnato a portare la tematica in Conferenza».
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Scontrini e registratori. Step per le farmacie per adeguarsi a novità e proroghe
Che per ogni incombenza fiscale o amministrativa venga prevista, prima o poi, una proroga, non è una novità, ma, certo, se ci fosse una visione di insieme delle misure e un intervento coordinato, almeno in relazione a quegli obblighi che in qualche modo sono connessi, ne deriverebbe una semplificazione. A fare la riflessione Stefano De Carli, commercialista dello Studio Luce di Modena, che in un punto di inizio di anno ha ricapitolato i principali step a cui sono chiamati, nei prossimi mesi, i farmacisti, in modo particolare per quanto riguarda l'emissione degli scontrini e le modifiche da apportare ai registratori telematici.
Emissione scontrini: incombenze prorogate ma manca visione di insieme
«L'inizio del 2020» spiega «avrebbe dovuto segnare la decorrenza di una serie di provvedimenti strettamente dipendenti a modifiche informatiche nel registratore telematico. Tuttavia, le difficoltà lamentate dai fornitori e manutentori degli apparecchi ha costretto il legislatore a procrastinare l'operatività di gran parte di essi». In particolare, il cosiddetto decreto Milleproroghe ha previsto due differimenti: «il primo relativo alla lotteria degli scontrini, la cui entrata in vigore viene rimandata a un provvedimento da adottarsi entro e non oltre il primo febbraio, e il secondo all'introduzione dell'obbligo di trasmissione dei corrispettivi giornalieri al Sistema Tessera sanitaria, mediante i registratori telematici, posticipato al primo gennaio 2022». Un ulteriore differimento è stato poi disposto «da un Provvedimento dell'Agenzia delle Entrate che ha rimandato la data a decorrere dalla quale risulterà obbligatorio utilizzare il nuovo tracciato telematico per effettuare l'invio dei corrispettivi tramite RT. In particolare, è ora previsto che l'aggiornamento del RT per l'invio telematico dei corrispettivi con i dati previsti dalla versione 7.0 del tracciato deve essere effettuato entro il 31 marzo». Fin qui niente di nuovo perché «le proroghe erano di fatto nell'aria già da prima della fine dell'anno». Ma resta il fatto che «si presentano del tutto prive di coordinamento, dal momento che sarebbe stato logico posticipare a un'unica scadenza sia la riffa di Stato - anche se quest'ultima non è obbligatoria - che il nuovo tracciato». Si vengono a creare «una serie di impegni» con varie deadline «che occorrerà rispettare e avere ben chiari per una corretta emissione del documento commerciale».
Criticità anche da una lettura combinata dell'intrecciarsi delle novità
Ma le difficoltà non finiscono qui: proprio l'intreccio delle diverse regole «rischia di creare una situazione di criticità nell'emissione degli scontrini. In particolare, l'entrata in vigore della "lotteria degli scontrini", usufruibile dal consumatore solo se paga con strumenti tracciabili - come imposto dalla legge di bilancio 2021 - unitamente alla disposizione, già a regime dal 2020, dell'obbligo di effettuare pagamenti con strumenti tracciabili relativamente ai servizi effettuati in farmacia (ad eccezione del Cup e dei ticket Cup) crea una griglia di situazioni, con relativi obblighi e responsabilità del farmacista, di cui occorrerà necessariamente tenere conto». A cui si aggiunge la previsione che «gli importi per i quali si sceglie di effettuare la detrazione o deduzione fiscale non possono partecipare alla lotteria degli scontrini. Il consumatore, quindi, dovrà decidere di volta in volta se comunicare il codice lotteria o il codice fiscale per la detrazione, che sono, quindi, alternativi».
Dal commercialista, i consigli sulla corretta gestione dello scontrino
Ecco allora alcuni consigli su come gestire gli scontrini: «Nel caso in cui la vendita riguardi solo farmaci, dispositivi medici, cup e ticket cup detraibili, è necessario procedere con il documento commerciale ordinario, richiedendo la tessera sanitaria, qualora il paziente lo volesse. Va ricordato che in questo caso è possibile ogni forma di pagamento, anche non tracciabile. Nel caso invece di una vendita che riguardi Farmaci e prodotti non detraibili (parafarmaco, integratori) potrà essere necessaria l'emissione di due documenti commerciali o, laddove il registratore di cassa lo consenta, della gestione delle due voci: uno con tessera sanitaria - possibile pagamento anche in contanti - e l'altro per il codice lotteria, se il cliente lo vorrà, per il quale è possibile solo il pagamento pos o con strumenti tracciabili. C'è poi il caso in cui la vendita riguardi solo prodotti non detraibili (parafarmaco, integratori): si potrà procedere normalmente con il codice lotteria. Infine, in presenza di servizi sanitari detraibili sia esenti che imponibili sarà possibile chiedere la tessera sanitaria, ma il pagamento in questo caso, per ottenere la detrazione, sarà possibile solo tramite Pos o strumenti digitali».
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Fascicolo sanitario elettronico, operativo anche in Umbria. Coletto: si concretizza processo di digitalizzazione
Anche in Umbria diventa operativo il Fascicolo sanitario elettronico (Fse): la Regione, analogamente alle altre regioni, d'intesa con il Ministero dell'Economia e Finanze e in attuazione all'articolo 11 del Decreto Rilancio, ha provveduto, all'apertura dei fascicoli sanitari elettronici degli assistiti maggiorenni. Lo ha reso noto l'assessore alla Salute della Regione Umbria, Luca Coletto, ricordando, in un comunicato, che il Fse è lo strumento attraverso il quale il cittadino può tracciare e consultare tutta la sua storia medica, fatta di dati, referti, ricette e documenti, condividendola con i professionisti sanitari e garantendo così, un servizio più efficace ed efficiente.
Patient summary: riassume storia clinica e situazione corrente del paziente
«Attraverso il Fascicolo - spiega l'assessore - si concretizza il processo di digitalizzazione in campo sanitario che è fondamentale non solo per l'archiviazione dei dati di ogni paziente, ma per l'aggiornamento di importanti informazioni relative alla salute. Grazie alla digitalizzazione, inoltre, il medico di famiglia invia direttamente le ricette mediche alle farmacie e ai cittadini basta presentare solo la tessera sanitaria per ottenere il servizio. Un documento sanitario particolarmente importante che alimenta il fascicolo - prosegue Coletto - è il cosiddetto "patient summary" o profilo sanitario sintetico, che riassume la storia clinica del paziente e la sua situazione corrente ed è creato e aggiornato dal medico di famiglia o dal pediatra, ogni qualvolta intervengono cambiamenti ritenuti rilevanti e, in particolare, contiene dati clinici significativi utili anche in caso di emergenza».
Coletto ha ricordato che con il Decreto Rilancio è stata introdotta un'importante novità, ovvero, l'alimentazione automatica del fascicolo. Ovviamente, è fatta salva la privacy, visto che al fascicolo accede solo ed esclusivamente il cittadino, a meno che lo stesso decida di rilasciare il consenso alla consultazione in modo che gli operatori sanitari abilitati, possano accedere per finalità di cura. Tale consenso alla consultazione è facoltativo, pertanto il cittadino decide se rilasciarlo. Il mancato rilascio del consenso alla consultazione da parte del cittadino non pregiudica comunque l'erogazione delle prestazioni sanitarie che rimangono garantite. In ogni momento, il cittadino, ha diritto di visualizzare tutti gli accessi al proprio fascicolo, attraverso una funzione disponibile all'interno del proprio fascicolo.
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Auguri Buone feste 2020

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- Scritto da Alba Scoccia