Al ministro Speranza gli auguri da istituzioni e associazioni della sanità.
Proseguono gli auguri di buon lavoro al neo-ministro della Salute Roberto Speranza, da associazioni e istituzioni della sanità e del comparto del farmaco. Sul sito ufficiale dell'Aifa l'augurio si unisce al ringraziamento al ministro uscente Giulia Grillo per l'impegno profuso. Dalle aziende arriva l'augurio di Assogenerici che "saluta con favore l'arrivo di Roberto Speranza alla guida del dicastero della Salute ben conoscendo e condividendo i principi di universalità delle cure e equità nell'accesso da lui espressi da sempre su questa materia" e in particolare ricorda i temi aperti della governance farmaceutica. Dal mondo dei farmacisti giungono i saluti di Assofarm che auspica di "consolidare la tradizionale collaborazione sempre offerta al Suo Ministero nell'interesse dei cittadini". I farmacisti esperti in nutrizione, rappresentati dall'Afen si congratulano per l'incarico e attendono "fiduciosi il giusto riconoscimento normativo del farmacista-nutrizionista". Anche le parafarmacie dell'Unaftisp fanno giungere le congratulazioni al nuovo Governo e al neo-ministro auspicando che "nella sua agenda si trovi spazio anche per il tema che riguarda le parafarmacie con particolare riguardo all'emergenza sindacale che insiste sui farmacisti titolari di sola parafarmacia che hanno investito sulla professione e sulle loro competenze".
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Rapporto Osmed, scadono i brevetti ma gli italiani scelgono ancora farmaci di marca per oltre un miliardo, in prevalenza al sud.
Se è vero che un quarto della spesa per i farmaci nel 2018 è stato sostenuto dagli italiani di tasca propria - 8,74 miliardi su 29,1 di spesa totale pubblica e privata - di questa fetta ben 1,6 miliardi sono stati spesi per le compartecipazioni alla spesa del Servizio sanitario: ticket e differenza tra farmaco di marca ed equivalente. In particolare, come afferma il Rapporto Osmed 2018 dell'Aifa, dei 26,6 euro spesi da ogni cittadino italiano ben 18 sono andati a coprire la differenza tra prezzo dell'equivalente di riferimento e prezzo del medicinale di marca. Facendo del nostro Paese una sorta di fanalino di coda tra tutti quelli che usano farmaci a brevetto scaduto: pur ammontando questi ultimi all'84% delle confezioni presenti in farmacia, solo un 30% della spesa convenzionata è stato caratterizzato dall'acquisto di equivalenti meno costosi.
Alla ricerca del brand
Il "brand" è più ricercato dai cittadini al Centro-Sud. Nel Lazio i cittadini spendono fino a 25 euro e passa a testa, e così in Campania e Sicilia; in queste due Regioni, come ha evidenziato il curatore di Osmed Francesco Trotta alla presentazione del Rapporto in Aifa, si conferma la correlazione tra maggior spesa del cittadino per il farmaco di marca e minor reddito, deviante rispetto alla regola secondo cui il cittadino spende di più per curarsi nelle regioni più "ricche". Rispetto al 2017, anno in cui questa spesa era cresciuta del 2,8% arrivando a 1.050 milioni, nel 2018 si superano i 1.125 milioni, con un aumento di oltre il 7%, doppio rispetto alla crescita del 3,8% caratterizzante la voce "compartecipazione". Al contrario, le regioni del Nord e la Toscana spendono in media il 25% in meno dei 18,62 euro che l'italiano-tipo è disposto a sobbarcarsi annualmente per procurarsi il farmaco più "blasonato". La maggior spesa dei cittadini per il farmaco di marca al Sud è bilanciata da una minor spesa per i medicinali di classe A acquistati privatamente e per i farmaci di classe C (con ricetta ma a carico del cittadino). Le regioni che mostrano un'incidenza della spesa privata maggiore della media nazionale sono Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia e Veneto mentre l'incidenza eÌ minore al Sud, a eccezione del Molise. Tutte le componenti della spesa farmaceutica privata nel 2018 hanno registrato un incremento, con le maggiori variazioni tra i medicinali di automedicazione (+7,6%), e nell'acquisto privato di medicinali di fascia A (+3,2%), mentre una variazione più contenuta è stata registrata per la spesa dei farmaci di classe C con ricetta (+2,2%).
Farmaci a brevetto scaduto
L'anno scorso è scaduto il brevetto per alcune importanti molecole, tra cui rosuvastatina, adalimumab e trastuzumab. Si è arricchito così l'elenco dei farmaci a brevetto scaduto, che - come già accennato - costituiscono l'82% delle dosi di prodotti acquistati nelle farmacie convenzionate, pari al 66% di tutta la spesa convenzionata. Tra i principi per l'apparato cardiovascolare e gli antibiotici, quelli a brevetto scaduto coprono rispettivamente 84,5 e 84% della spesa globale del settore. In Emilia Romagna e Umbria i principi attivi a brevetto scaduto coprono l'84% della spesa. Segue staccato il Trentino con il 54%. In questo campo va però considerata l'effettiva propensione all'acquisto di equivalenti, che è inferiore al potenziale in molte regioni. Solo in Trentino l'equivalente copre il 42% del valore distribuito nelle farmacie territoriali, segue la Lombardia con il 40%.
Biosimilari
Nel 2018 Osmed registra invece una crescita più marcata per i farmaci biosimilari. La spesa per la follitropina balza del 55%, quella per epoetina del 22,4, la somatropina del 22,3 e i fattori di crescita del 12,7. È l'Umbria la regione dove questi farmaci si consumano di più (1.098 daily defined dose per mille abitanti) seguita da Campania (1.098/1.000) e Puglia (1075). La spesa lorda pro capite maggiore è sostenuta in Campania (201 euro) Abruzzo (192 euro) e Calabria (190 euro), regioni reduci da deficit o tuttora in piano di rientro. Ultimo l'Alto Adige: spende 120 euro a residente.
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Ssn, Mandelli: il suo finanziamento sia al centro del nuovo programma di governo.
La necessità di finanziare adeguatamente il Servizio sanitario nazionale deve essere una priorità nel programma del governo che Giuseppe Conte si accinge a formare. Lo sostiene il presidente della Fofi Andrea Mandelli, come riporta la testata on line della Federazione.
Progressivo invecchiamento della popolazione e contestuale innovazione tecnologica in ambito health care impongono una politica di investimenti che non esclude la possibilità di contenere la spesa pubblica attraverso la valorizzazione delle sinergie professionali sul territorio: farmacisti, medici, infermieri.
Quanto all'importanza, nella rete assistenziale, del sistema farmacia, Mandelli ribadisce che «bisogna puntare i riflettori sulla prevenzione e ricordo che la farmacia dei servizi è una delle poche maniere oggi per fare bene la prevenzione: quel progetto che dal 2009 è diventato legge e che, due Finanziarie fa, è stato dotato di fondi, speriamo possa andare a buon fine. Esprimo però preoccupazione per la mancanza di un nuovo sistema di remunerazione del farmacista, schiacciato economicamente in una realtà con costi importanti».
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Ecm, Commissione: bonus Dossier più ricco e debiti ridotti in aree del sisma.
Sul filo di lana del semestre finale per il completamento degli obblighi formativi del triennio in scadenza, arrivano buone notizie per i farmacisti: è stato portato a 30 crediti formativi, dai 10 previsti, il bonus relativo al Dossier formativo individuale e di gruppo, mentre, per i professionisti sanitari domiciliati o che svolgono la propria attività presso i comuni colpiti dal sisma del 2016 e 2017, viene ridotto il debito formativo per il triennio 2014-2016 e dimezzato l'obbligo per il triennio 2017-2019. A stabilirlo sono due delibere adottate nel corso della riunione del 25 luglio dalla Commissione nazionale per la formazione continua (Cnfc) e riportate in due comunicazioni dell'Agenas.
Bonus di 30 crediti e Dossier di gruppo
In particolare, quella sui bonus è una delibera integrativa della precedente regolamentazione del 14 dicembre 2017 e "consente di usufruire di un bonus di 30 crediti per la costruzione del Dossier formativo fino al 31/12/2019 per il triennio 2017-2019". Si tratta, nello specifico, del bonus previsto "al paragrafo 3, lettera A della delibera della Commissione nazionale per la formazione continua del 14 dicembre 2017, relativo alla sola costruzione del dossier formativo, individuale e di gruppo, da parte dei professionisti sanitari e dei soggetti abilitati di cui alla lettera B)". la delibera integrativa sottolinea che avrà diritto a tale bonus, quale riduzione dell'obbligo formativo, "il professionista sanitario che costruirà un dossier individuale ovvero sarà parte di un dossier di gruppo costruito da un soggetto abilitato nel corrente triennio". Il bonus complessivo relativo al Dossier, riassume infine la delibera, "come risulta dalle modifiche, è quantificato nella misura di 50 crediti formativi di cui 30 assegnati nel triennio 2017-2019 se il professionista costituirà un dossier individuale ovvero sarà patte di un Dossier di gruppo costruito da un soggetto abilitato nel primo, nel secondo o nel terzo anno del corrente triennio. Gli ulteriori 20 crediti di bonus saranno assegnati nel triennio successivo rispetto a quello in cui si è costruito il Dossier qualora esso sia stato sviluppato nel rispetto dei principi di congruità e coerenza di cui sopra".
Cioè comporta, come sottolinea una odierna circolare della Fofi, che "tutti i farmacisti italiani presenti nell'Albo unico nazionale, a seguito dell'adozione di tale delibera, hanno acquisito automaticamente, per il triennio in corso, un bonus di 30 crediti, anziché 10, essendo stati iscritti dalla Federazione al dossier formativo di gruppo della Fofi". Contestualmente, la Federazione ricorda che nel 2017 ha realizzato il Dossier formativo di gruppo della Fofi quale strumento finalizzato a programmare un percorso di formazione ideato per il farmacista e con l'obiettivo di "guidare ed agevolare gli iscritti nella scelta dei corsi più idonei allo sviluppo delle proprie competenze e nella loro distribuzione nelle tre aree degli obiettivi formativi; aumentare l'integrazione professionale; facilitare, sia ai singoli farmacisti sia ai rispettivi Ordini, il controllo del completamento dell'obbligo formativo; consentire al farmacista l'ottenimento di determinati bonus formativi.
Riduzione di debiti e obblighi in aree del sisma
L'altra delibera, adottata nella stessa seduta, riduce debito e obblighi formativi per i professionisti sanitari "domiciliati o che svolgono la propria attività presso i comuni colpiti dagli eventi sismici degli anni 2016 e 2017" nelle regioni Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria. In particolare, il debito formativo viene ridotto di 25 crediti per il triennio 2014-2016, su cui pesano le gravi conseguenze del sisma sul territorio colpito. Mentre per il triennio in corso, 2017-2019 l'obbligo formativo viene dimezzato a 75 crediti, dai 150 previsti. Dalla circolare Fofi si apprende che "la Federazione si è già attivata presso la Cnfc per richiedere l'estensione di tale beneficio anche ai professionisti sanitari che operano nei comuni siciliani colpiti dal sisma del 26 dicembre 2018".
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